Dal gol lampo al Barça alla parentesi al Chelsea: chi è Marc Guiu, attaccante su cui punta il Napoli
Quando si racconta una carriera che ha già subìto così tanti scossoni, si può cadere nell'errore di considerarlo un veterano. Eppure, la carta d'identità di Marc Guiu recita "4 gennaio 2006". L'originario di Granollers ne ha già vissute tante: dall'esordio da record con il Barcellona, in cui era considerato il diamante più scintillante in uscita dalla "Masia", fino al trasferimento al Chelsea. Una parentesi piuttosto sbiadita, nonostante i trofei messi in bacheca, che ha messo in discussione quanto dimostrato in precedenza con la maglia blaugrana. Perché il paradosso di questi primi tre anni nel professionismo, risiede proprio nel contrasto tra i successi di squadra e la curva di rendimento personale, specialmente nell'ultimo periodo. E ora potrebbe esserci una nuova possibilità in Italia: il classe 2006 è in cima alla lista del Napoli per l'attacco(QUI LA NOTIZIA).
GOL LAMPO - Riavvolgiamo il nastro a quella prima determinante sliding door: è il 22 ottobre 2023, il Barcellona gioca in casa una sfida delicata contro l'Athletic Club e attorno al quarto d'ora del secondo tempo il risultato è ancora bloccato sullo 0-0. Così, come succede spesso da quelle parti, Xavi cerca la combinazione giusta per far cadere gli avversari, e la trova nei giovani di talento. Si gira verso la sua panchina e a stretto giro fa alzare due gioielli "made in La Masìa".
Prima Lamine Yamal, e poco dopo Marc Guiu: un ingresso che sa di predestinazione, perché a 20 secondi dall'entrata in campo la notizia non è più il suo debutto assoluto in blaugrana, ma il suo primo gol tra i professionisti. Un'esplosione di gioia, che eclissa anche quella per l'esordio a 17 anni e 9 mesi. Eppure, quella stessa estate il Barcellona lo lascia andare. Il Chelsea fiuta l'occasione e lo acquista per 6 milioni, affidando la sua crescita a Maresca.
E nell'effettivo, l'annata 24/25 si rivela soddisfacente: non è mai la prima opzione offensiva, ma chiude la stagione con 16 presenze, una campagna europea da protagonista e 2 trofei vinti. In Conference League è il capo-cannoniere dei blues con 6 reti in 7 gare, ma dagli ottavi in poi colleziona solo 3 minuti di gioco in finale, nella passerella concessa da Maresca. Nella stagione passata invece, vive una situazione paradossale: girato in prestito al Sunderland il 6 agosto, viene richiamato il primo settembre, per poi giocare complessivamente 13 partite con il Chelsea, condite da 2 gol e 2 assist.
LA SOLUZIONE PER LA RINASCITA - Il Napoli, come raccontato, quindi diventerebbe l'occasione per rimettersi in gioco, per invertire la pericolosa tendenza presa dalla sua carriera. Con Allegri troverebbe meno gioco di associazione con i compagni, caratteristica che sarebbe propria del giocatore visti i 16 tocchi in area su 70 totali (circa il 22,8%) nella stagione 25/26. Al contrario, sarebbe chiamato a riempire maggiormente l'area di rigore. Lavoro che il classe 2006 può fare grazie alla sua capacità di vedere la porta e cercarla con continuità: al Chelsea, in entrambe le annate ha tentato circa 4,2 tiri a partita, dato che potrebbe essere destinato a salire insieme al minutaggio.