Uno scienzato, "Yaya Touré" e non solo: i 5 talenti da seguire in Ligue 1
Doti nascoste, talenti Mondiali e nuove promesse: la Ligue 1 è pronta a ripartire. Manca sempre meno all’inizio del campionato francese e, come ogni anno, non mancheranno le sorprese. Non solo il PSG: anche le altre pretendenti al titolo punteranno sui propri giovani per provare a contendere il trono alla squadra di Luis Enrique. Ecco cinque profili che potrebbero imporsi nella stagione 2026/27.
MATTHIS ABLINE, MONACO - Uno scienziato istintivo con la mente da gamer: Matthis Abline, classe 2003, è uno dei profili più intriganti della nuova Ligue 1. Arrivato al Monaco dal Nantes, in campo può muoversi su tutto il fronte offensivo unendo tecnica e velocità. Inoltre, in passato ha abituato i suoi tifosi a gol spettacolari, dal pallonetto da quasi 35 metri che gli è valso un posto tra i candidati al miglior gol della Stagione di Ligue 2 ai due gol al volo terminati all’incrocio contro il Paris FC.
Le magnifique but de 𝗠𝗮𝘁𝘁𝗵𝗶𝘀 𝗔𝗯𝗹𝗶𝗻𝗲 ! ️ pic.twitter.com/oHs7AVf6FW
— Havre Athletic Club ️ (@HAC_Foot) May 2, 2022
A far parlare di Abline, però, non sono solo le abilità dentro il campo, ma anche quelle fuori. Ha conseguito il Baccalauréat francese con specializzazione in matematica e scienze della vita, laureandosi con lode. Inoltre, è appassionato di videogame, ambito nel quale vanta una solida reputazione. Tornando al calcio, spicca la sua presenza costante in tutte le selezioni giovanili francesi. Dall’Under-16 all’Under 21, passando per Under-17, Under-19 e Under-20. 45 presenze in cui ha collezionato ben 22 reti e due trofei: il Torneo Maurice Revello nel 2024 e il Campionato Europeo UEFA Under-21 l'anno successivo. Nel 2025/26, con la maglia del Nantes ha realizzato 8 gol e 6 assist in 34 presenze, dimostrandosi un punto fermo della propria squadra. Adesso è chiamato a riconfermarsi allo Stade Louis II.
MATIAS FERNANDEZ-PARDO, LILLE - Per provare a insidiare il dominio del PSG (che ha iniziato la stagione perdendo la Supercoppa contro il Lens), il Lille di Davide Ancelotti farà affidamento anche sul talento di Matias Fernandez-Pardo. 21 anni compiuti a febbraio, il classe 2005 nato a Bruxelles da padre spagnolo e madre italiana è cresciuto nei settori giovanili dell’Anderlecht e del Mechelen, prima di trasferirsi al Lille nel 2014. Sotto la presidenza di Gérard Lopez (gennaio 2017-dicembre 2020), il Lille ha messo in secondo piano lo sviluppo del settore giovanile. Così, nell’estate 2020, Fernandez-Pardo ha deciso di tornare in Belgio, al Gent, in cui ha fatto il suo esordio da professionista nel 2023/24, seguito da 8 gol e 2 assist in 16 partite di campionato.
Come descrivere il belga in campo? "È un attaccante veloce con e senza palla, letale davanti alla porta, capace di tirare ovunque in campo", ha raccontato Nils Sterpin, uno scout specializzato nel campionato belga. "Può anche brillare in un ruolo un po' simile a Mbappé al PSG, con uno stile di ala sinistra piuttosto centrale e spesso che tocca il pallone”. Grazie a questa sua versatilità, al Lille potrà esprimersi in diversi ruoli e trovare lo spazio necessario per trovare continuità. Nel 2024/25 ha fatto il suo ritorno al Lille, mettendo a segno 13 reti e servendo 9 assist complessivi nelle ultime due stagioni. Numeri che hanno convinto Rudi Garcia a convocarlo al Mondiale.
GESSIME YASSINE, STRASBURGO - Senza Valentin Barco, Emmanuel Emegha e Diego Moreira, lo Strasburgo riparte anche dal talento di Gessime Yassine. Classe 2005, è nato a Salon-de-Provence e fa il centrocampista offensivo. Racconta la mamma: “Mi apriva il frigorifero, tirava fuori le uova e le prendeva a calci, dicendo ‘palla, palla’”. La strada per il professionismo, però, non è stata così semplice: tra Francia, Spagna e Turchia ha preso parte a più di 30 provini senza mai riuscire a farsi selezionare perché ritenuto troppo gracile e basso. Ma il sogno di intraprendere la carriera da calciatore come i suoi idoli, Mario Balotelli e Hatem Ben Arfa, era troppo grande per essere lasciato andare.
La svolta arriva con la chiamata dell'USL Dunkerque, in Ligue 2, a gennaio 2024, seguita da quella dello Strasburgo due anni dopo. Molto probabilmente, il suo nome è entrato nel radar della dirigenza lo scorso aprile, in occasione della semifinale di Coppa di Francia contro il PSG. Nella sconfitta (2-4), Yassine ha dimostrato personalità e qualità nel duello contro Hakimi. Da gennaio, in Ligue 1 ha totalizzato 12 presenze e 1 assist. Ma è soprattutto con la nazionale marocchina che ha lasciato il segno: con la rete contro Haiti è diventato il più giovane marcatore nella storia del Marocco al Mondiale. Prossimo step: arrivare in doppia cifra in Ligue 1.
PATRICK ZABI, PARIS FC - Lo chiamano “Zabie la Magie”, è stato paragonato a Yaya Touré e potrebbe essere un punto fermo del prossimo centrocampo del Paris FC. Stiamo parlando di Patrick Zabi, centrocampista centrale classe 2006. Durante la preseason, il nuovo allenatore Liam Rosenior ha puntato molto su Zabi, schierandolo titolare contro Reims, Stoccarda e Mainz. Alto 191 cm, abbina solidità difensiva a un ottimo fiuto per gli inserimenti. Qualità che hanno portato molti addetti ai lavori ad accostarlo all’ex centrocampista del Manchester City e suo connazionale. Proprio questa estate, Zabi ha partecipato al Torneo Maurice Revello con l’U23 della Costa d’Avorio, in cui ha trovato la via della rete e servito un assist all’esordio contro la selezione giovanile giapponese.
Nella scorsa stagione ha vestito la maglia dello Stade de Reims, in seconda serie francese, collezionando 2 gol e 5 assist in 31 presenze complessive tra campionato e Coupe de France. A gennaio 2025 è stato prelevato dall’Ivoire FC, in Costa d’Avorio, dove lo conoscono come “Zabi La Magie”. Questa estate, invece, è stato l’acquisto più oneroso della famiglia Arnault, affiancata da Red Bull (socio di minoranza): un'operazione da circa 25 milioni per spingere il club verso l'obiettivo Europa.
RUBEN KLUIVERT, LIONE - Figlio di Patrick, ex attaccante di Milan e Barcellona, tra le altre, e fratello di Justin, attaccante esterno del Bournemouth ed ex Roma. Ma Ruben Kluivert ha scelto tutt’altro percorso. Sempre nel calcio, certo, ma anziché gonfiare la rete ha preferito fermare gli avversari a suon di tackle. Una scelta dettata anche dall’altezza: 1,87m. E la carriera, fin qui, è ben lontana da quella compiuta dall’ex leggenda olandese. Giovanili divise tra Amsterdam FC (2010-2018) e Utrecht fino al 2020. Dopo essersi fatto notare in Olanda e in Portogallo con la maglia del Casa Pia nel 24/25, arriva la chiamata del Lione. L’adattamento, però, non è semplice: errori di concentrazione lo fanno scivolare nelle gerarchie difensive di Paulo Fonseca.
A gennaio la situazione cambia: Moussa Niakhaté e Clinton Mata partono per la Coppa d'Africa e l’allenatore portoghese punta su Kluivert. Il 2 febbraio entra per la prima volta nella squadra del giorno de L'Équipe dopo aver servito l’assist decisivo a Nartey per la vittoria di misura contro il Lille. Dopo un finale di stagione senza picchi, Fonseca riparte da lui nei preliminari di Champions contro lo Sparta Praga: titolare all’andata come braccetto nella difesa a tre, e al ritorno come centrale destro nella linea a quattro. Chissà che possa essere il preludio di una stagione da protagonista.