Talento, academy e investimenti: così il calcio africano è diventato grande

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Oggi alle 16:50Interviste e Storie
di Gerardo Guariglia
Dal Marocco alla Costa d'Avorio, passando per Senegal, Ghana, Egitto e la romantica Capo Verde: è un Mondiale a tinte africane

Sudafrica, Marocco, Costa d'Avorio, Egitto, Ghana, Capo Verde, Senegal. Algeria e Congo. No, non è la Coppa d'Africa, bensì le squadre che hanno tra le loro mani il pass per disputare i sedicesimi di finale del Mondiale. All'appello manca solamente la Tunisia, ma è comunque un risultato storico mai raggiunto prima d'ora, frutto di tanta organizzazione, crescita delle strutture e investimenti.

Un miglioramente netto ed evidente per il movimento calcistico africano. Nel 2018, nessuna delle cinque squadre qualificate riuscì ad andare oltre la fase a gironi: stiamo parlando di Egitto, Marocco, Nigeria, Senegal e la stessa Tunisia. Nel 2022, invece, i primi segnali di crescita: Camerun, Ghana e Tunisia fuori alla fase a gironi, mentre Senegal e Marocco riuscirono a proseguire il loro percorso. Mané e compagni si arresero agli ottavi di fronte a una super Inghilterra, mentre i Leoni dell'Atlante chiusero al quarto posto dopo aver eliminato Spagna e Portogallo.

Ma cosa c'è dietro questa costante crescita? L'ampliamento del Mondiale ha sicuramente inciso, ma il discorso va ben oltre. In Africa si producono talenti ormai da anni, con giocatori sempre più presenti nei principali campionati europei che contribuiscono a potenziare le nazionali. Tra i Paesi più in evolozione c'è sicuramente il Marocco che, tra le altre cose, nel 2030 ospiterà il Mondiale insieme a Spagna e Portogallo. Il calcio marocchino sta vivendo un momento di sviluppo che parte dall'organizzazione fino alla ricerca del talento. A incidere è anche il fatto che nelle nazionali africane ci sono tanti calciatori nati in Europa. Grazie alla crescita di squadre come Marocco, Costa d'Avorio e Senegal, i giovani scelgono di unirsi alla nazionale che sentono più vicina al cuore. C'è meno difficoltà a scegliere una nazionale africana proprio perché si ha la consapevolezza di poter giocare e competere a grandi livelli.

Un ruolo fondamentale lo interpretano anche le academy che negli ultimi anni hanno avuto una crescita importante sotto tutti i punti di vista. In Marocco c'è l’Academie Mohammed VI che accoglie ragazzi dai 12 ai 18 anni e si ispira al Centro federale francese di Clairefontaine. Offre borse di studio complete ai talenti selezionati spesso nelle aree più disagiate del Paese. In Ghana, invece, c'è la rinomata Right to Dream Academy che per l'anno prossimo ha già pianificato la costruzione di un nuovo centro sportivo dove ogni giovane ammesso ha una borsa di studio che copre al 100% costi d’istruzione, assistenza medica, vitto e alloggio. E chi invece non riesce a imporsi nel calcio? Anche per questo c'è la soluzione. I ragazzi che mettono in evidenza la loro passione per lo studio possono essere trasferiti nei migliori college degli Stati Uniti. L’Academy Diambars FC, fondata in Senegal anche da Patrick Vieira, punta sul sostegno finanziario di investitori internazionali, sponsor, fondazioni e ricavi. Insomma, un meccanismo che messo insieme ha portato a risultati importanti sotto tutti i punti di vista. Il movimento calcistico africano non si fermerà qui perché all'orizzonte ci sono ancora tanti obiettivi da realizzare che possono portare solamente a un'ulteriore crescita di tutto il sistema.

DALLE FAVOLE CAPO VERDE E SUDAFRICA FINO ALLE CERTEZZE DI MAROCCO E COSTA D'AVORIO - Non sono di certo mancate le difficoltà durante il percorso di qualificazione delle africane, ma alla fine l'obiettivo è stato raggiunto anche contro il parere dei pronostici. Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul passaggio del turno da parte di Capo Verde, ma la squadra di Bubista è andata oltre le aspettatitve portando a casa due pareggi fondamentali contro Spagna e Uruguay. Maseko ha trascinato il suo Sudafrica contro la Corea del Sud, mentre il Congo è riuscito ad avere la meglio contro l'Uzbekistan e a centrare per la prima volta nella storia l'accesso ai sedicesimi di un Mondiale.

Marocco e Costa d'Avorio hanno confermato i loro valori tecnici così come Ghana, Senegal, Egitto e Algeria che, nonostante qualche difficoltà, sono riuscite comunque ad accedere al turno successivo. Adesso si fa sul serio: il Sudafrica se la vedrà contro il Canada, mentre le corazzate Marocco e Costa d'Avorio dovranno superare gli ostacoli Olanda e Norvegia. C'è l'Inghilterra per il Congo, mentre per Egitto e Algeria ecco l'Australia e la Svizzera. E Capo Verde? Si festeggerà ancora, probabilmente anche dopo una possibile eliminazione contro l'Argentina di Messi. 

LA PROFEZIA DI SACCHI E PELE' SUL CALCIO AFRICANO - La crescita del calcio africano è ormai ben nota a tutti, ma sapevate che questa profezia era stata già sottolineata da Arrigo Sacchi e Pelè? Nei primi anni '90, entrambi si erano detti certi del successo al Mondiale di una nazionale africana al cambio di secolo. La profezia non si è ancora avverata, ma i presupposti ci sono tutti considerando anche il livello tecnico.

La leggenda brasiliana ha sempre avuto grande stima verso i talenti africani, riconoscendo il miglioramento esponenzialmente una volta approdati nei campionati europei. In Europa c'è ormai un predonominio, in particolare in Ligue 1 e in Pro League belga. Nove nazionali su dieci qualificate. Questo non è un caso, ma il risultato di un lavoro che parte da lontano.