Mondiali 2026, i 5 giocatori che hanno sorpreso di più

Mondiali 2026, i 5 giocatori che hanno sorpreso di piùTUTTOmercatoWEB.com
Gakpo, Dumfries e Brobbey
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Oggi alle 15:29Interviste e Storie
di Stefano Fantasia
Da Bouaddi a Brobbey passando per Balogun, Sarr e Quiñones, sono loro le cinque sorprese della fase a gironi di questo Mondiale

Avete presente quando da bambini scartavate un pacchetto di figurine e, tra i soliti campioni, spuntava quel giocatore sconosciuto che poi puntualmente diventava il vostro idolo? Ecco, questo Mondiale 2026 ha fatto esattamente la stessa cosa, regalandoci cinque volti nuovi che hanno stravolto i pronostici e si sono presi i riflettori del pianeta intero. Dagli Stati Uniti al Marocco passando per Olanda, Senegal e arrivando al Messico, ecco i giocatori che ci hanno rubato l'occhio in questa fase a gironi.

AYYOUB BOUADDI, MAROCCO - Mediano classe 2007 che si è preso l'attenzione di tutto il mondo dopo aver giganteggiato nella prima sfida del Mondiale contro il Brasile di Ancelotti. Alto 1,85 m, Bouaddi ha sorpreso tutti con la prestazione contro la Seleção e si è ripetuto anche contro la Scozia. Di proprietà del Lille, arriva da una stagione altrettanto convincente in Ligue 1: 28 partite da titolare, un solo assist, ma sono soprattutto i numeri difensivi a raccontarne il valore. Viaggia a una media di cinque palloni recuperati a partita, vince circa quattro contrasti e recupera sempre almeno un pallone nella trequarti avversaria. Niente male per un classe 2007, alla terza stagione in Ligue 1 ma alla prima da titolarissimo nello scacchiere di Bruno Génésio. 

FALORIN BALOGUN, USA - Arrivato in ritardo nel ritiro della Nazionale, non ha accusato minimamente la stanchezza. L'attaccante degli Stati Uniti di Mauricio Pochettino si è guadagnato subito l'attenzione di tutti grazie alla doppietta realizzata all'esordio contro il Paraguay, impreziosita anche da un terzo gol annullato per fuorigioco. Due reti da centravanti vero: la prima con un piattone preciso, quasi un rigore in movimento; la seconda è invece un concentrato di tecnica e freddezza. Lanciato in profondità, si ferma, manda fuori tempo il difensore con una sterzata verso sinistra e scarica un sinistro potentissimo sotto l'incrocio, con il suo piede debole. Per il Paraguay non c'è stato nulla da fare: quella doveva essere la serata di Balogun. Reduce da un'ottima stagione con il Monaco, chiusa con 19 gol in 43 presenze, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport: "Posso raggiungere Messi, Mbappé e Haaland". E chi siamo noi per contraddirlo.

BRIAN BROBBEY, OLANDA - Doppietta nella goleada rifilata alla Svezia e un altro gol contro la Tunisia. Brian Brobbey si è preso sulle spalle il reparto offensivo dell'Olanda, mostrando una freddezza sotto porta ben oltre le aspettative. Classe 2002, decide di lasciare l'Ajax dopo quattro stagioni da 64 gol e 29 assist per trasferirsi al Sunderland. Alla prima stagione in Premier League trova "solo" 7 reti: non i numeri che ci si aspettava da un attaccante del suo talento, ma abbastanza per contribuire alla storica qualificazione in Europa League, arrivata 53 anni dopo l'ultima volta. Al Mondiale, però, Brobbey sembra aver cambiato marcia. 

JULIÀN QUIÑONES, MESSICO - Il primo gol di questo Mondiale porta la sua firma. Nella gara inaugurale contro il Sudafrica gli bastano appena nove minuti per entrare nella storia: recupera palla al limite dell'area avversaria, non guarda nemmeno la porta e lascia partire un destro potente che passa sotto le gambe di Williams. È la scintilla che accende El Tricolor, capace poi di trascinare quell'entusiasmo anche nelle partite successive. Il Messico, infatti, è rimasto imbattuto senza subire neanche un gol contro Corea del Sud e Cechia. E proprio contro i cechi, Quiñones ha deciso di lasciare ancora il segno: tap-in rocambolesco in area e altro gol pesantissimo, confermando di essere uno dei volti copertina di questo avvio di Mondiale. Lasciate sognare El Tri.

ISMAILA SARR, SENEGAL - Di proprietà del Crystal Palace, Ismaila Sarr si è preso i riflettori del Mondiale nella sfida persa contro la Norvegia. Un apparente controsenso che, però, dice tanto della sua prestazione. La doppietta non è bastata a evitare la sconfitta, ma potrebbe rivelarsi fondamentale per il cammino del Senegal: grazie ai suoi gol, infatti, i Leoni della Teranga possono ancora sperare di qualificarsi ai sedicesimi come una delle migliori terze. Ventotto anni, arrivato in Premier League nel 2019 con il Watford e passato a Selhurst Park nell'estate del 2024, Sarr ha vissuto la miglior stagione della sua carriera. Ha chiuso con 21 gol in 43 presenze, contribuendo alla vittoria della Conference League, il primo trofeo europeo nella storia del club londinese. E al Mondiale ha già dimostrato di essere arrivato con la stessa fame.