Intervista

L’Hydration Break tra critiche e nuove opportunità. Filetti (preparatore PSG): “Quando e a chi serve realmente”

L’Hydration Break tra critiche e nuove opportunità. Filetti (preparatore PSG): “Quando e a chi serve realmente”TUTTOmercatoWEB.com
Hydration break
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Oggi alle 10:15Interviste e Storie
di Gianluca Monaco
L’intervista in esclusiva per gianlucadimarzio.com a Cristoforo Filetti, preparatore fisico del PSG, sulla novità dell’Hydration Break

Partite divise in "quarti" e time out a disposizione dell'allenatore: l'Hydration Break è senza dubbio una delle maggiori novità del Mondiale 2026. Criticato da calciatori e allenatori, in quanto "utile" solo per scopi commerciali, abbiamo sentito in esclusiva per gianlucadimarzio.com Cristoforo Filetti, preparatore fisico del PSG, che ci ha spiegato l'incidenza di questa pausa per i giocatori, gli allenatori e lo staff tecnico.

Secondo Filetti, che durante il Mondiale per Club 2025 aveva già testato questa novità: "È un qualcosa di idoneo e sensato quando la temperatura è molto alta, come negli Stati Uniti adesso o l'anno passato, quando il caldo era allucinante e questa pausa ci è tornata molto utile". Ricordiamo infatti che non tutti gli stadi del Mondiale 2026 dispongono di un tetto e di un impianto di condizionamento, e che di giorno le temperature arrivano anche oltre i 30 gradi.

HYDRATION BREAK, STRATEGIE E NOVITÀ - "In questa pausa si utilizzano strategie di idratazione che non sono solo legate all'introduzione di liquidi, come acqua o altre bibite legate all'abbassamento della temperatura corporea. Ci sono anche altre strategie, come quella di applicare asciugamani molto freddi su certe parti del corpo per abbassarne la temperatura. Così facendo si ha un recupero immediato e funzionale alla ripresa del gioco", ha spiegato il professionista, evidenziando come - attraverso la ricerca scientifica e il progresso - siano state sviluppate tecniche che vanno oltre la semplice assunzione di liquidi o integratori.

La premessa affinché anche queste nuove strategia abbiano senso, sottolinea Filetti, è sempre la medesima: "La temperatura dev'essere molto molto calda, anche perché comunque i calciatori in varie occasioni del gioco hanno  situazioni in cui possono bere o recuperare, pur senza disporre dei tre minuti di pausa".

L'IMPORTANZA PER GLI ALLENATORI - Recupero fisico, ma non solo. Attraverso l'Hydration Break gli allenatori possono incidere sul piano tattico della gara, e lo possono fare con tutti i giocatori all'ascolto. A riguardo, spiega il preparatore: "Hanno la possibilità di fare correzioni importanti parlando a tutta la squadra, e questa cosa prima non esisteva, se non tramite il classico lavoro da bordocampo, dove i giocatori sono comunque lontani".

EVENTUALI RISCHI PER I GIOCATORI - "Fermarsi solamente tre minuti non porta alcun rischio a livello muscolare per i giocatori. Potrebbe esserci una fonte di rischio nel caso in cui le temperature fossero molto basse, ma non è questo il caso", ha poi affermato Filetti, escludendo il fatto che questa pausa - in cui i giocatori si fermano - possa portare a un eccessivo raffreddamento muscolare e, perciò, a possibili infortuni.

Un dettaglio importante, sottolinea: "Le evidenze scientifiche parlano dell'utilizzo di questo break per associarlo a strategie di raffreddamento attivo e di mantenere la performance, poi chiaramente ha assunto un ruolo anche e soprattutto commerciale, che va oltre l'esigenza di fare una pausa per far idratare i calciatori, fermo restando che in caso di temperature molto calde gli studi dimostrano come sia utile".

A CHI SERVE REALMENTE L'HYDRATION BREAK - Come anticipato precedentemente, l'Hydration Break non serve sempre, e soprattutto non serve a tutti. "Può portare benefici soprattutto a squadre che giocano ad alta intensità, magari in partite in cui il gioco è molto rapido", spiega Filetti che, occupandosi della preparazione fisica del PSG, sicuramente ne sa qualcosa di squadre ad alto ritmo.

Per quanto riguarda i giocatori e soprattutto i ruoli e le loro caratteristiche, sottolinea: "I 3 minuti di pausa possono aiutare il recupero e il raffreddamento attivo soprattutto dei giocatori che fanno sforzi importanti a livello di velocità e accelerazione". Esterni d'attacco e terzini, in tal senso, possono sicuramente giovarne.

Utile o no? E soprattutto a chi? Cristoforo Filetti non ha dubbi, e oltre al discorso di tipo commerciale ribadisce: "Servono molto di più a un allenatore da un punto di vista tattico-strategico che ai giocatori per recuperare da uno sforzo fisico".