La famiglia e "sí se puede": Ecuador, il riscatto di Beccacece
20 anni dopo l'Ecuador torna a giocare la fase a eliminazione diretta. Sconfitta la Germania, imbattuta da quasi un anno, e qualificazione ai sedicesimi di finale del Mondiale da migliore terza. Difficile anche solo immaginarlo, se consideriamo la partenza de la Tricolor in questa Coppa del Mondo. All'esordio la sconfitta a Philadelphia contro la Costa d'Avorio al 90', seguita da un pareggio contro Curacao per 0-0.
Segnali di una Nazionale che faticava a ingranare e dal destino che sembrava già scritto. L'unica opzione era battere la Germania, già qualificata ma intenzionata a chiudere il gruppo E a punteggio pieno. Nagelsmann, infatti, schiera i titolari ma non tiene conto della passione e della fame di un popolo che aspettava il momento di tornare ad alzare la voce.
L'IMPRESA DELL'ECUADOR - L'avvio della gara si allinea a quello delle due precedenti. Leroy Sane segna dopo nemmeno due minuti sfruttando l'assist di Wirtz. All'Ecuador, che fino a quel momento non aveva ancora segnato nemmeno un gol al Mondiale, ora ne servono due per non salutarlo dopo solo tre partite. Passano 7 minuti e Nilson Angulo, attaccante del 2003 del Sunderland, pareggia la partita con un destro dal limite dell'area che passa sotto le gambe di Pavlovic.
Entrano in partita con il passare dei minuti anche i sostenitori de la Tricolor, che iniziano ad alzare il volume. Nel secondo tempo i tifosi sono un tutt'uno con la squadra di Beccacece e il gol del sorpasso, in un certo senso, arriva in maniera naturale. Minuto 77, calcio d'angolo per l'Ecuador. Rodriguez indirizza sul primo palo dove è pronto Gonzalo Plata, che riesce ad anticipare la presa di Neuer e spedisce il pallone in porta. La squadra di Nagelsmann ci riprova ancora negli ultimi minuti ma non riesce a pareggiare. Al triplice fischio, è festa Tricolor.
IL RISCATTO DI BECCACECE - Un amore mai sbocciato realmente, forse, ora ha trovato le condizioni ideali per nascere. Parliamo del rapporto tra il CT dell'Ecuador Beccacece e i tifosi. Il motivo? Risultati poco convincenti e un presunto accordo con un'altra Nazionale. Un clima teso prima della gara con lo scenario dell'eliminazione all'orizzonte.
Il tifo, però, ha risposto presente intonando "sí se puede" ( coro famoso dell'Ecuador che significa "Si può fare"), con cui proprio Beccacece forse non è mai stato così tanto in sintonia. Salti, corse, richiami e un abbraccio liberatorio dopo il 90'. Ad aspettarlo in tribuna, infatti, c'era la famiglia del CT. Un'immagine bellissima di un uomo che ce l'ha fatta, nonostante le difficoltà e le critiche. Ora inizia, per davvero, il Mondiale dell'Ecuador, unito più che mai al proprio CT e di nuovo ai sedicesimi di finale dopo vent'anni.