Milan, inizia l'era Amorim: "Dobbiamo diventare una famiglia per vincere. Leao? Non è pronto"

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Oggi alle 14:02News Calcio
di Mattia Picchialepri
Alla vigilia del match contro il Torino, Ruben Amorim traccia le linee guida del nuovo corso rossonero per l'ex allenatore del Manchester United

Prende ufficialmente il via la stagione del nuovo Milan. Alla vigilia del debutto in campionato all'Olimpico Grande Torino contro il Torino guidato dal grande ex Ignazio Abate, Ruben Amorim si è presentato nella sala stampa di Milanello per la sua primissima conferenza pre-partita. L'allenatore portoghese ha tracciato le linee guida del suo progetto tecnico, parlando delle sue emozioni, della corsa Scudetto e affrontando lo spinoso caso legato a Rafael Leao.

L'ESORDIO E L'AVVERSARIO - L'emozione del debutto si mescola subito con l'esigenza di fare risultato: "Sento sempre la stessa pressione, anche quando affrontiamo delle amichevoli: il nostro mestiere ci espone a un giudizio quotidiano. Non vedo l'ora, ma sono anche ansioso: ogni allenatore al mondo deve vincere ogni partita", ha esordito Amorim. "Sono però felice ed estremamente fiducioso, vedo un gruppo che lavora duramente per diventare squadra. Conosco bene il passato di Abate in questo club: lui sa perfettamente che al Milan la vittoria è un obbligo e proverà a sfruttare questa pressione a suo vantaggio. Ma noi non abbiamo alternative, la vittoria è una necessità. Ci faremo trovare pronti di fronte al calcio che vorrà proporre".

LA NUOVA IDENTITÀ - Sul piano tattico, il portoghese chiede tempo ma fissa i paletti: "In campo scenderà il Milan, non la squadra di Amorim o quella dello scorso anno di Allegri. Dobbiamo ragionare con un'unica testa per il bene del gruppo. L'obiettivo è proporre un calcio offensivo, in cui si domina il possesso e si riempie l'area avversaria. Allo stesso tempo, però, esigo che ci si difenda di squadra in modo compatto. Si vedranno già dei cambiamenti, ma vi chiedo di non aspettarvi subito il prodotto finito: per costruire una vera identità ci vuole un percorso".

LA CORSA SCUDETTO - Sulle gerarchie del campionato, Amorim è lucido: "Al momento il Torino rappresenta per me la squadra più forte al mondo, perché è il nostro unico pensiero. Lo scorso anno questo gruppo faticava a trovare concentrazione con le cosiddette 'piccole', e questo deve cambiare. Il nostro obiettivo naturale resta la vittoria del campionato, ma dobbiamo essere realisti e onesti: attualmente c'è un gap con l'Inter, che resta la squadra più strutturata e con un'identità precisa data da Inzaghi. Ma si riparte tutti da zero punti, affronteremo il percorso gara dopo gara".

LEAO E IL MERCATO - Chiusura decisa sulla situazione di Rafael Leao e sulle prossime mosse della società: "In questo momento la situazione di Rafa passa in secondo piano, ciò che conta è esclusivamente battere il Torino. Lui non è pronto per scendere in campo e domani non ci sarà, del suo futuro parleremo più avanti. Il mercato non è la priorità: il club ha investito su profili di grande qualità, ma il talento da solo non serve a nascondere i difetti se manca l'unione. Il mio obiettivo principale è che il Milan diventi una famiglia; a Milanello questo senso di appartenenza si respira ovunque, ora tocca a noi trasmetterlo sul campo".