Arsenal campione, Arteta a cuore aperto: "Il titolo vissuto in giardino. Ora facciamo la storia a Budapest"

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Oggi alle 17:03News Calcio
di Mattia Picchialepri
Mikel Arteta si lascia andare alle emozioni in conferenza stampa, alla vigilia della partita contro il Crystal Palace: le parole dell'allenatore

Mikel Arteta e l'Arsenal sono tornati sul tetto d'Inghilterra. Alla vigilia dell'ultima sfida di campionato contro il Crystal Palace, l'allenatore dei Gunners ha ripercorso in conferenza stampa le emozioni travolgenti della vittoria in Premier League. Tra aneddoti intimi, paure superate e una mentalità vincente, lo spagnolo ha condensato i momenti chiave di un'annata indimenticabile, senza però perdere di vista il prossimo grande obiettivo stagionale.

IL TRIONFO IN GIARDINO E L'ABBRACCIO DEL FIGLIO - Mentre la squadra si era riunita al centro sportivo per guardare in tv la decisiva partita del Manchester City, Arteta ha scelto di farsi da parte per lasciare i giocatori liberi di essere se stessi: "Sono andato a casa 20 minuti prima del fischio d'inizio, sono uscito in giardino e ho iniziato a preparare un barbecue, senza guardare la partita", ha svelato emozionato. "Sentivo solo dei rumori dal soggiorno, poi all'improvviso la magia. Il mio figlio maggiore ha aperto la porta, è corso verso di me piangendo, mi ha abbracciato e ha detto: 'Siamo campioni, papà'. Poi sono arrivati mia moglie e gli altri miei figli, è stato bellissimo. Un minuto dopo è partita una videochiamata con Martin Odegaard".

Arteta ha individuato il momento di svolta della stagione in una riunione molto particolare, tenutasi prima dell'esordio contro il Manchester United ad agosto. "Ho portato tutti i giocatori vicino all'albero del centro di allenamento", ha raccontato. "Ho detto loro: guardatevi, guardate la squadra che abbiamo costruito. Siamo in grado di fare tutto, ma dipenderà solo da noi, dai nostri comportamenti e da come ognuno accetterà il proprio ruolo. Una volta capito questo, siamo passati a un livello superiore". Non sono mancati, però, i momenti di debolezza, stretti nella morsa di una pressione asfissiante in cui vincere era l'unica opzione: "Ho mostrato vulnerabilità. Mi sono chiesto più volte: 'Sono abbastanza bravo per guidare questi giocatori alla vittoria di un trofeo importante?'. Fino a quando non ci riesci, non puoi esserne certo. La vera lezione di quest'anno è stata la perseveranza".

IL DUELLO CON IL MAESTRO - Per arrivare al successo, l'Arsenal ha dovuto superare l'infinita resistenza del Manchester City. Un duello epico contro il suo ex mentore, Pep Guardiola, che Arteta ha voluto omaggiare profondamente: "Loro sono stati una parte enorme di questo viaggio, e Pep in particolare. Innanzitutto perché ho iniziato la mia carriera da allenatore con lui, e poi perché continuano ad alzare gli standard a livelli pazzeschi in questo campionato. L'unica cosa che questo ha provocato in me, nei giocatori e nel club è stato l'obbligo di alzare la nostra asticella per cercare di essere migliori. Negli ultimi anni ci eravamo andati molto vicini, per fortuna questa volta ce l'abbiamo fatta".

LA RIVALITÀ COL CITY E IL GRAZIE A IRAOLA - La certezza del titolo è arrivata anche grazie ai risultati degli altri campi, in particolare del Bournemouth. Arteta ha infatti rivelato di aver chiamato subito il manager dei Cherries: "Ho chiamato Andoni Iraola. Gli ho detto: 'Prima ci hai quasi tolto la Premier League, ora ci hai aiutato a vincerla'. Ci tenevo a ringraziarlo e a congratularmi per il suo lavoro incredibile".

L'Arsenal celebrerà la Premier League domenica all'Emirates contro il Crystal Palace, ma la stagione dei Gunners è tutt'altro che finita. Le parole di chiusura di Arteta sanno di dichiarazione d'intenti per la finalissima di Champions League: "Avremo una finestra per festeggiare domenica e sollevare il trofeo. Ma poi avremo sei giorni per scrivere una nuova pagina di storia di questo club a Budapest". La caccia al prossimo trofeo è già iniziata.