Bournemouth, Tiago Pinto celebra Iraola: “Impressionante, è la prima ragione del nostro successo”

Bournemouth, Tiago Pinto celebra Iraola: “Impressionante, è la prima ragione del nostro successo”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Titone/BernabeuDigital.com
Oggi alle 21:14News Calcio
di Redazione
Il dirigente dei Cherries racconta a La Gazzetta dello Sport la crescita del club e il lavoro dall'allenatore spagnolo, tra Europa e futuro

Il percorso del Bournemouth in questa stagione ha un nome e un cognome ben precisi: Andoni Iraola. A sottolinearlo è Tiago Pinto, intervenuto a La Gazzetta dello Sport per raccontare la crescita del club e il peso dell'allenatore basco nel raggiungimento dello storico traguardo europeo.

Il nome di Iraola è oggi tra i più caldi anche in chiave mercato: l’allenatore spagnolo è infatti tra i principali candidati per la panchina del Milan per il dopo Allegri. Le parti si sono già incontrate nelle scorse settimane e sono attesi nuovi contatti nei prossimi giorni per approfondire la fattibilità dell’operazione.

IRAOLA, IL MOTORE DEL BOURNEMOUTH - “Iraola è impressionante. Lui è la prima ragione del successo del Bournemouth”, ha spiegato Tiago Pinto, senza mezzi termini nel delineare l’impatto dell’allenatore. Poi il racconto della dimensione umana dello spagnolo: “È un uomo che trasforma ogni difficoltà in una sfida da vincere. Non è solo un grande allenatore ma una persona di un altro mondo, di umiltà, con senso di responsabilità per la società”.

UN’EUROPA COSTRUITA IN DUE ANNI - “È una gioia incredibile. Sono qui da due stagioni, non mi aspettavo che in così poco tempo arrivassimo in Europa. Siamo orgogliosi: la Premier è il miglior campionato del mondo, è impressionante arrivare davanti a grandi club come Chelsea, Tottenham o Newcastle”. Un risultato che assume ancora più valore considerando l'ottima gestione dell'uscita di Iraola e Rose al suo posto: “È stato possibile solo perché Andoni non è solo un grande allenatore ma una persona di un altro mondo, di umiltà, con senso di responsabilità per il club. Non ha il minimo egoismo, senza di lui questo passaggio non sarebbe stato possibile”.

IL PASSAGGIO A ROSE E LA GESTIONE DEL CAMBIO - Sul tema della successione, Pinto ha chiarito: “Internamente non abbiamo mai parlato di altri allenatori, perché volevamo fare di tutto per tenerlo. Quando Andoni ci ha fatto capire che era dell’idea di non continuare, ci siamo confrontati col nostro dipartimento di scouting degli allenatori e abbiamo cercato profili giusti per il nostro progetto, modo di giocare e quello che vogliamo fare nei prossimi anni. È emerso Marco Rose, di cui Andoni tra l’altro in passato aveva parlato”. Poi la scelta comunicativa: “Solo con due persone umanamente fantastiche è stato possibile gestire le cose così. Come l’annuncio del cambio: sapevamo che i giocatori vogliono bene ad Andoni, volevano continuasse, ma allo stesso tempo pensavamo che lasciarli col dubbio sarebbe stato peggio. Dopo l’annuncio del suo addio a fine stagione, in squadra si è creata l’idea di giocare per lui”.