Soldi, rinnovabili e zero paura della "Ley Florentino": chi è Riquelme, lo sfidante che vuole prendersi il Real Madrid

Soldi, rinnovabili e zero paura della "Ley Florentino": chi è Riquelme, lo sfidante che vuole prendersi il Real MadridTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Titone
Oggi alle 14:00Interviste e Storie
di Mattia Picchialepri
Dopo anni di presidenza incontrastata e lo sbarramento della "Ley Florentino", un giovane magnate ha i requisiti e i capitali per sfidare Florentino Pérez

Per la prima volta dal 2006, il Real Madrid tornerà alle urne. In casa Blancos è un'eccezione assoluta, perché da anni il presidente è sempre lui: Florentino Pérez. I tifosi della squadra più famosa del mondo, forse, non riescono neanche a immaginarsi una persona diversa alla guida del club. Eppure, ora potrebbe cambiare tutto. Dal 2009 a oggi, nessuno era riuscito a incalzare Florentino Pérez per proporre la sua candidatura, tanto che i "socios" del Real Madrid non si presentavano neanche alle urne. Ora, c'è un uomo che è pronto a sfidare Don Florentino: Enrique Riquelme.

LA "LEY FLORENTINO" DOMINA INCONTRASTATA - Dal 2012 in poi, presentare la candidatura a presidente del Real Madrid è diventato quasi impossibile. Il motivo è una legge approvata da Florentino Pérez che vuole "proteggere" il club più famoso del mondo del calcio da eventuali proposte di sceicchi o magnati. All'atto pratico, i critici e l'opposizione l'hanno ribattezzata "Ley Florentino" perché i nuovi paletti erano talmente stringenti da rendere matematicamente e finanziariamente impossibile la candidatura di quasi chiunque non fosse Florentino Pérez stesso (o un ristrettissimo circolo di multimiliardari spagnoli).

Prima della Ley Florentino, per candidarsi alla presidenza del Real Madrid bastava essere soci da almeno 10 anni. Ora, con le nuove regole, un candidato deve dimostrare di essere socio ininterrottamente da almeno 20 anni, il che taglia fuori intere generazioni di potenziali dirigenti o imprenditori. Il vero scoglio insormontabile della riforma è però rappresentato dal muro economico. Per candidarsi è infatti obbligatorio presentare un pre-avallo, ovvero una fideiussione bancaria pari al 15% del budget del club (cifra che oggi supera agilmente i 130 milioni di euro), che deve derivare esclusivamente dal patrimonio personale del candidato e della sua giunta; è categoricamente vietato l'appoggio di capitali terzi. A blindare ulteriormente la presidenza contribuisce poi la clausola del cosiddetto "nazionalismo bancario": questa garanzia colossale non può essere emessa da istituti internazionali, ma unicamente da una banca registrata presso il Banco de España, a creare un vero e proprio scudo impenetrabile attorno alla cassaforte del Bernabéu.

L'ECCEZIONE ALLA REGOLA: CHI È ENRIQUE RIQUELME - In una mattina di maggio, la quiete attorno alla presidenza incontrastata di Pérez si è di colmo scombussolata. Enrique Riquelme ha deciso che il dominio  di Don Florentino fosse da spodestare. Ma chi è l'uomo che vuole scardinare una delle realtà più potenti del mondo? Riquelme è un imprenditore di 37 anni, nato ad Alicante e CEO di Cox Energy, un colosso delle fonti rinnovabili e soprannominato "Il Re del Sole". Ha un patrimonio (tra la sua azienda e il personale) di circa 460 milioni di euro.

Ma come fa un imprenditore così giovane a rispettare i rigidissimi paletti della Ley Florentino? Riquelme è socio del Real Madrid da quando era bambino. Essendo stato tesserato fin da giovanissimo, ha accumulato e superato senza problemi la fatidica soglia dei 20 anni ininterrotti richiesta per potersi presentare. Nei giorni scorsi, Riquelme è riuscito a ottenere le garanzie bancarie necessarie, firmando un accordo in extremis con l'istituto Andbank. Ha così potuto presentare al club un pre-avallo da ben 187 milioni di euro (la cifra esatta che oggi corrisponde al 15% del budget stagionale dei Blancos). 

Nelle sue prime dichiarazioni, il candidato alla presidenza mostra già i denti: "Rispettiamo l'eredità, ma non solo le sette Coppe dei Campioni che sono state esposte su alcuni striscioni; ce ne sono altre otto. Il Bernabéu? Sedie più vicine e più piccole, bisogna uscire 10 minuti prima dell'intervallo per comprare da bere e un panino... È questa la ristrutturazione dopo 1,7 miliardi di euro? Ci saremmo candidati se avessimo avuto un progetto straordinariamente potente ed entusiasmante per i tifosi del Real Madrid... e ce l'abbiamo". Le idee ci sono, ma ora arriva la parte più difficile: convincere i soci dei Blancos a spodestare un uomo che ha portato nella bacheca delle Merengues ben 37 trofei. Per farlo, Riquelme ha anche promesso dei colpi di mercato strepitosi: "Ho firmato due grandi stelle internazionali, se diventerò presidente del Real Madrid verranno a giocare per noi", ha detto ad ABC.

LA RISPOSTA DI FLORENTINO E IL FUTURO PROSSIMO - Mercoledì 27 maggio Florentino Pérez risponderà presentando la sua candidatura, ma le prime vetrine di propaganda sono già arrivate in questi giorni. Al di fuori del Bernabéu, è già presente un grande striscione con il suo volto, le date delle sette Coppe dei Campioni vinte sotto la sua guida e il motto "Molta storia da scrivere". Queste elezioni cambieranno anche la preparazione della stagione, perché Pérez stava chiudendo l'accordo per il ritorno di José Mourinho, ma dovrà aspettare: c'è un trono da difendere e, viste le premesse, in casa Real Madrid potrebbe cambiare una delle certezze più grandi del nuovo millennio dei Blancos.