Il Boavista è costretto a chiudere, ma i tifosi non ci stanno: l'iniziativa per salvare 123 anni di storia

Il Boavista è costretto a chiudere, ma i tifosi non ci stanno: l'iniziativa per salvare 123 anni di storia
Ieri alle 15:15Interviste e Storie
di Federico De Milano
La società portoghese costretta a sparire per problemi finanziari, parte la raccolta fondi dei tifosi per cercare di rimediare

È terminata la storia del Boavista, club portoghese che vantava un'importante tradizione all'interno dei propri confini nazionale e un sentito pubblico che animava le gare all'interno dello stadio do Bessa Século XXI. Dopo 123 anni di attività, la società - con sede nell'omonimo quartiere situato nella città di Porto - è infatti stata costretta a concludere il proprio operato a causa di una grave crisi finanziaria. La notizia non arriva di punto in bianco, perché negli ultimi anni erano già stati molti i segnali di varie problematiche per una squadra che stava vivendo un profondo declino e che negli ultimi mesi non poteva più registrare alcun nuovo tesserato.

Dopo la promozione dalla Segunda Divisão alla Primeira Liga nel 2014, il Boavista era riuscito a stabilirsi per dieci campionati di fila nelle zone centrali della classifica, ottenendo sempre delle tranquille salvezze. Tuttavia, alla fine della stagione 2024/25 era arrivato l'ultimo posto con conseguente retrocessione nella seconda divisione portoghese. I guai economici hanno però costretto la Federazione portoghese a optare per l'estromissione del club, che nella stagione 2025/26 si è iscritto al campionato regionale Hyundai Liga Pro, il quinto livello del calcio lusitano.

25 ANNI FA LA VITTORIA DEL TITOLO - Appena un quarto di secolo fa, i tifosi del Boavista vivevano sensazioni del tutto opposte. Nella stagione 2000/2001 il club bianconero riuscì a vincere il primo e unico titolo della sua storia, superando di un solo punto in classifica i rivali concittadini del Porto. Grazie a quella strepitosa annata, divenne la quinta squadra a trionfare in tutta la storia del campionato portoghese dopo Benfica (38 titoli), Porto (31), Sporting (21) e Belenenses, che nel 1945/46 vinse il suo unico titolo.

Nella bacheca della società di Porto sono presenti anche cinque Coppe e due Supercoppe di Portogallo, trofei vinti per l'ultima volta nel 1997. In campo europeo, invece, il risultato migliore è la semifinale di Coppa Uefa del 2002/03, quando venne eliminato dal Celtic, mentre in Champions League partecipò due volte nel 1999/00 e nel 2001/02, venendo eliminato sempre nella fase a gironi.

LA RABBIA VERSO GERARD LOPEZ E LA RACCOLTA FONDI - L'ultimo presidente rieletto nel club fu nel 2022 Vitor Murta che, per cercare di estinguere i debiti del club, si affidò anche a un investitore come Gerard Lopez. Si tratta di un'imprenditore spagnolo e lussemburghese sempre stato molto attivo nel mondo del calcio in diversi Paesi. Ha però scatenato la rabbia dei tifosi del Boavista e in passato anche quella dei sostenitori del Bordeauxche in Francia sta passando anni molto complicati - dopo aver acquisito delle quote del club transalpino. Già ad aprile 2025 in Portogallo ci furono grandi contestazioni verso di lui per il mancato pagamento di bollette e spese societarie che avevano avuto come conseguenza l'inagibilità dello stadio e della sede del club indetti dal comune.

Il lato più bello di questa storia è però originato dai tifosi del Boavista che, dopo il fallimento del club, si sono messi in moto dando il via a una raccolta fondi con l'obiettivo di salvare il marchio del club. L'intento, secondo la stampa portoghese, sarebbe quello di tenere vivo il legame verso la squadra per non perdere 123 anni di storia. Sono giorni molto intensi in questo percorso che va avanti con migliaia di appassionati di calcio e tifosi bianconeri che si sentono chiamati in causa, desiderosi di salvare un brand che percepiscono come proprio.