Uguale ma diversa. Perché questa Roja ricorda il 2024, ma anche il 2010

Uguale ma diversa. Perché questa Roja ricorda il 2024, ma anche il 2010TUTTOmercatoWEB.com
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domenica 19 luglio 2026, 23:45Interviste e Storie
di Lorenzo Curotto
La Spagna 2026 completa un percorso da grande squadra e conquista il Mondiale: analogie e differenze con l’Europeo del 2024 e il Mondiale del 2010

La Spagna è campione del mondo. E lo fa da grande squadra, con la solita idea di calcio pulita, riconoscibile, feroce nei momenti che contano. Dopo aver eliminato la Francia in semifinale, la Roja completa il suo percorso e si prende il Mondiale dimostrando di essere stata la squadra più completa e organizzata del torneo.

È un successo che non nasce dal caso, ma da un filo tecnico chiarissimo: questa squadra vince perché sa comandare, sa soffrire e sa cambiare pelle senza però abbandonare la propria identità. Ed è proprio qui che il paragone con la Spagna campione d’Europa nel 2024 e con quella campione del mondo nel 2010 diventa inevitabile.

LA VITTORIA NEGLI STATI UNITI - Questa Roja è una squadra matura. Ha talento, ma soprattutto ha struttura, equilibrio e una grande capacità di tenere il campo nei momenti più delicati. La semifinale vinta 2-0 contro la Francia è la fotografia perfetta del suo torneo: ordine, qualità, personalità e la sensazione di avere sempre il controllo della partita. Rispetto ad altre nazionali, la Spagna non vive di fiammate. Vive di principi. E i principi sono quelli che l'hanno resa una delle selezioni più riconoscibili del calcio europeo e mondiale.

LA CONTINUITÀ DOPO IL 2024 - Il primo richiamo è immediato: la Spagna campione d'Europa del 2024. Le Furie Rosse che riuscirono a vincere in Germania avevano già dimostrato di essere una squadra forte e convinta, capace di dominare con il possesso, di attaccare con tanti uomini e di essere a tratti elegante. Una differenza con l'attuale squadra di De La Fuente? La completezza. Quella vista negli Stati Uniti è sembrata essere una squadra più “da torneo”. Più abituata a vincere partite sporche, più consapevole della propria forza, più pronta a leggere i dettagli. Se nel 2024 qualcuno rimase stupito della freschezza del gioco spagnolo, nel 2026 a colpire è stata la maturità di un gruppo giovane.

IL LEGAME CON IL 2010 - Il legame con il 2010 è ancora più profondo. Quella Spagna era il simbolo di un’epoca: controllo, palleggio, dominio territoriale e la convinzione di poter vincere attraverso la superiorità tecnica. La Roja riprende quella eredità dalla nazionale di Vicente del Bosque, ma non la copia. Oggi è più fluida, più verticale quando serve, meno rigida nel modo di costruire. In questo senso, è una versione aggiornata di un gruppo che era già riuscito ad arrivare sul tetto del mondo. Stessa testa, ma strumenti diversi.

La Spagna è di nuovo campione del mondo. Lo è con merito, con stile e con quella naturalezza quasi irritante delle grandi squadre che sembrano sapere sempre il loro destino. La Roja 2026 non cancella il 2010 e non replica il 2024: li mette insieme e li trasforma in un’unica, splendida continuità.