Cuesta e l'evoluzione di un Parma 2.0: le prime tracce di una nuova identità

Cuesta e l'evoluzione di un Parma 2.0: le prime tracce di una nuova identità
Ieri alle 14:00Interviste e Storie
di Simone Brianti
Primo test per la formazione gialloblù e diverse novità, partendo dal modulo e i movimenti sul campo. Finisce 4-0 contro la Primavera di Corrent

"L'evoluzione non è una forza ma un processo". Una riflessione che sembra descrivere perfettamente la direzione intrapresa dal nuovo Parma di Carlos Cuesta. Non una rivoluzione improvvisa, ma un percorso costruito giorno dopo giorno, fatto di dettagli, principi e continuità. Del resto, sono proprio "evoluzione" e "processo" le parole che l'allenatore spagnolo ripete più volte nelle sue dichiarazioni, quando gli viene chiesto quale identità dovrebbe avere la squadra. La risposta è sempre la stessa: "L'intenzione è di evolverci e avere una rosa completa".

Un concetto semplice ma ricco di significato, che racconta la volontà di sviluppare un Parma capace di conservare quanto di buono costruito nella passata stagione aggiungendo nuove soluzioni. La prima amichevole contro la Primavera, al di là del risultato, ha già offerto alcuni segnali concreti di questa direzione.

TRA CONTINUITÀ E NUOVI PRINCIPI: IL PARMA CAMBIA SENZA PERDERE IDENTITÀ - Il 4-0 nella sfida in famiglia rappresenta poco dal punto di vista del punteggio, ma molto sotto il profilo delle indicazioni tecniche. I numeri, soprattutto a luglio, raccontano soltanto una parte della storia: sono i movimenti, le distanze tra i reparti e le idee sviluppate sul campo a delineare la vera identità di una squadra. Il Parma visto a Collecchio conserva alcune delle certezze che avevano caratterizzato il finale dello scorso campionato, a partire dall'organizzazione difensiva e dalla compattezza collettiva.

L'obiettivo, però, sembra essere quello di alzare il baricentro con maggiore continuità, occupare stabilmente la metà campo avversaria e mantenere la squadra corta nelle due fasi. Emblematica la riaggressione immediata dopo la perdita del pallone, con Nicolussi Caviglia e Ordonez nel primo tempo, poi Konaté e Keita nella ripresa, aggressivi nel chiudere le linee di passaggio e nel recuperare il possesso già nell'ultimo terzo di campo. Restano anche le situazioni da palla inattiva, uno dei marchi di fabbrica assimilati da Cuesta durante l'esperienza all'Arsenal. Il vantaggio nasce infatti da uno schema su calcio d'angolo: Carboni pesca il secondo palo con un traversone preciso, Benedyczak sfrutta il blocco di un compagno e di testa firma l'1-0. Un fondamentale destinato a rimanere centrale, soprattutto nelle partite più chiuse.

UN 4-3-3 DINAMICO E UNA SQUADRA CORAGGIOSA - Le novità più evidenti emergono soprattutto nella struttura della squadra. Cuesta sceglie un 4-3-3 estremamente fluido, capace di trasformarsi in base alle situazioni di gioco. Sorensen nel primo tempo e Kouda nella ripresa interpretano il ruolo di mezzala offensiva con grande libertà, muovendosi costantemente tra le linee, attaccando gli spazi e aumentando la presenza in area di rigore. Anche la linea difensiva cambia volto rispetto al recente passato: si passa dalla difesa a cinque (3+2 esterni) a una retroguardia a quattro, con terzini molto più coinvolti nella costruzione e nelle rotazioni offensive.

Non solo ampiezza, ma anche movimenti interni per offrire linee di passaggio differenti e facilitare l'uscita del pallone. Sulla corsia sinistra Carboni è apparso tra i più intraprendenti, confermando questa interpretazione con il gol del raddoppio, nato da un lungo possesso palla, dal movimento intelligente di Joujou e dall'inserimento puntuale del laterale argentino, bravo a concludere con il mancino.

Al termine della gara lo stesso Cuesta sintetizza perfettamente la filosofia che vuole trasmettere: "Vogliamo avere la palla nella trequarti avversaria ma anche verticalizzare quando serve". Una dichiarazione che racchiude l'essenza del suo calcio: controllo, occupazione degli spazi e ricerca della profondità quando la situazione lo consente. È ancora presto per trarre conclusioni definitive e il mercato contribuirà inevitabilmente a definire caratteristiche e volto della rosa. Tuttavia, le prime indicazioni emerse da Collecchio raccontano già un Parma intenzionato a evolversi senza rinunciare alla propria solidità, con l'obiettivo di aggiungere qualità, coraggio e nuove soluzioni offensive a una base già consolidata.