Dal bagnetto con Messi al record che fa sperare la Spagna: Yamal verso la finale
"Il miglior Lamine Yamal non l'abbiamo ancora visto...ed è in arrivo". Le parole di Luis de La Fuente, pronunciate prima del quarto di finale poi vinto dalla sua Spagna sul Belgio, sintetizzano perfettamente il Mondiale vissuto fin qui dal suo numero 19: una perenne oscillazione tra l'attesa e il desiderio di essere, finalmente, protagonista assoluto.
La sfida generazionale con Leo Messi, in programma oggi alle 21, può rappresentare per Lamine Yamal l'occasione perfetta per imporsi definitivamente.A rendere ancora più affascinante il confronto è una storia che risale a quasi vent'anni fa. Nel 2007, infatti, la Pulga tenne in braccio il piccolo Yamal durante un evento UNICEF organizzato dal Barcellona al Camp Nou. L'iniziativa, resa possibile attraverso una lotteria, aveva l'obiettivo di regalare un sorriso alle famiglie che, negli anni precedenti, si erano rivolte all'ente benefico.
Il celebre scatto, tornato di moda dopo l'Europeo conquistato dalle Furie Rosse nel 2024, appare anche un passaggio di consegne tra passato e presente. I numeri di Lamine al Barça, del resto, sono già impressionanti: 160 partite tra giovanili e prima squadra, 49 gol, 52 assist, 6 trofei e camiseta diez ormai stabilmente sulle sue spalle.
MESSI-YAMAL: DAL BAGNETTO AL SOGNO MONDIALE - "Non è stata una coincidenza, è un miracolo, un regalo della vita. È come se Michael Jordan avesse fatto il bagnetto a LeBron James". Joan Monfort, fotografo spagnolo dietro il servizio fotografico del momento, in un'intervista ripresa dai canali ufficiali della FIFA, non usa mezzi termini.
Un incrocio da copertina che, lo stesso campione blaugrana, aveva confessato di augurarsi sul campo, proprio in finale, già all'inizio del Mondiale. Il destino, a volte, riesce proprio a giocare con la fantasia.
L'ORA DI LAMINE YAMAL - Quello tra Lamine Yamal e la Spagna è senza alcun dubbio un rapporto speciale: in dodici gare disputate con il classe 2007 in campo da titolare tra Europei e Mondiali, infatti, la Roja ha sempre vinto. Uno score praticamente perfetto che, dopo il pareggio con Capo Verde col 19 in panchina, ha subito ripreso quota.
Alla vigilia della finale non sono mancati alcuni momenti di apprensione. A due giorni dalla sfida con l'Argentina, infatti, Yamal aveva saltato la parte di allenamento aperta alla stampa, annullato un'intervista programmata con il quotidiano Sport ed era stato visto camminare con una certa rigidità, alimentando i dubbi sulle sue condizioni fisiche. Dubbi che, però, sono stati fugati il giorno seguente da Luis de la Fuente: nella conferenza stampa della vigilia il ct spagnolo ha assicurato che il suo numero 19 "sta bene" ed è "in perfetta forma fisica".
I numeri di Lamine Yamal in questa Coppa Del Mondo potrebbero certamente trarre in inganno: un gol segnato ai gironi nel 4-0 all'Arabia Saudita e un rigore procurato in semifinale contro la Francia. La stella del Barça, però, ricopre un ruolo fondamentale nella manovra offensiva orchestrata da de La Fuente tra accelerazioni incredibili (chiedere per informazioni a Semedo, continuamente saltato nella sfida al Portogallo) e la solita enorme personalità. Tra Lamine e il sogno, adesso, c'è soltanto Leo Messi: la strada, dalla bacinella del Camp Nou al New York-New Jersey Stadium di East Rutherford, ha già tutti i contorni di una favola.