Dal fango alla gloria del Maracanã: John Kennedy, un diamante grezzo sulla lista della Lazio

Dal fango alla gloria del Maracanã: John Kennedy, un diamante grezzo sulla lista della Lazio
Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Mattia Picchialepri
La turbolenta ascesa dell'attaccante classe 2002, sotto gli occhi della Lazio: dalle difficoltà nelle favelas al trionfo in Libertadores con il Fluminense

Nato nel cuore del Brasile, ma con il nome di uno dei più iconici presidenti degli Stati Uniti d'America: la carriera (e la vita) di John Kennedy Batista de Souza rappresenta l'archetipo del talento brasiliano: un diamante grezzo, capace di segnare reti che rimangono negli annali e, contemporaneamente, avere dei bassi che possono compromettere un'intera carriera. La Lazio ha puntato sul talento del Fluminense (LEGGI DI PIÙ), che ha vissuto più vite calcistiche di molti suoi coetanei: nato il 18 maggio del 2002, è passato dalle prime difficoltà tra i sobborghi brasiliani alla storica vittoria della Copa Libertadores nel 2023.

DALLE DIFFICOLTÀ ALLE CORTI DEL FLUMINENSE - Nato e cresciuto nel complesso e marginalizzato quartiere di Novo Horizonte, John Kennedy ha trovato fin da subito nel calcio il suo unico vero ascensore sociale. Segnato da un nome inusuale, scelto dal padre in omaggio all'ex presidente americano, il ragazzo ha affinato il suo talento grezzo e sfrontato nei campi polverosi delle escolinhas brasiliane. Nonostante le doti tecniche evidenti, il suo temperamento ribelle e indisciplinato gli è inizialmente costato il rifiuto da parte dei principali club del Minas Gerais, bocciature che anziché abbatterlo hanno finito per alimentare la sua feroce voglia di rivalsa.

La vera svolta della sua carriera è arrivata nel 2017 durante la Taça BH, vetrina che gli ha permesso di esplodere e stregare gli osservatori del Fluminense. Entrato nella celebre accademia giovanile di Xerém, l'attaccante è riuscito a incanalare la sua aggressività agonistica e a perfezionare la sua capacità di fare gol, maturando con calma lontano dalle pressioni mediatiche delle selezioni giovanili nazionali. Questa crescita costante sotto porta ha convinto la dirigenza del club di Rio de Janeiro a scommettere ciecamente su di lui, promuovendolo in prima squadra nel settembre del 2020 e blindandolo con un contratto a lungo termine. Il suo anno di definitivo breakout è il 2021, che ha il suo picco nello storico derby Fla-Flu tra il suo Fluminense e il Flamengo, dove Kennedy viene schierato da titolare e trascina i suoi con una doppietta a soli 19 anni.

IL BUIO E LA RINASCITA: LA TERAPIA D'URTO DELLA FERROVIÁRIA - L'impatto con il grande calcio e la metropoli di Rio de Janeiro rivelano però entrambi i lati della medaglia per Kennedy, che nel 2022 vive una fase della sua carriera caratterizzata da profondi alti e bassi. L'incapacità di gestire il successo improvviso lo trascina in una spirale di indisciplina: ritardi sistematici agli allenamenti, sedute di fisioterapia saltate e, fatto ancor più grave, la partecipazione non autorizzata a peladas (partitelle amatoriali per strada) che gli costano persino un infortunio. Questo atteggiamento disfunzionale, unito a crescenti tensioni con lo staff tecnico e lo spogliatoio, costringe il Fluminense a prendere una decisione drastica, sospendendolo e allontanandolo dalle dinamiche della prima squadra.

Per non disperdere un patrimonio tecnico inestimabile, all'inizio del 2023 la dirigenza opta per una mossa strategica: cedere il giocatore in prestito alla Ferroviária, nel campionato Paulista. L'obiettivo è allontanarlo dalle distrazioni carioca per inserirlo in un contesto di provincia più tranquillo e rigoroso. La terapia d'urto ambientale e psicologica funziona alla perfezione: lontano dai riflettori, Kennedy ritrova l'etica del lavoro e il feeling con la rete, mettendo a referto 6 gol in 11 partite. Una rinascita che dimostra il suo ritrovato equilibrio mentale, convincendo il Fluminense a richiamarlo alla base nel marzo del 2023 per concedergli una nuova e decisiva opportunità.

L'INCONTRO CON DINIZ E LA CONSACRAZIONE DA "SUPER SUB" - Il ritorno al Fluminense coincide con la gestione tecnica di Fernando Diniz, che instaura con il ragazzo un rapporto empatico e di totale fiducia, definendo il suo recupero un autentico miracolo. Sotto l'ala protettrice dell'allenatore, Kennedy compie un'evoluzione tattica importante. Questa metamorfosi lo porta a ritagliarsi il ruolo di arma letale a gara in corso, timbrando il cartellino in ogni turno a eliminazione diretta della storica cavalcata del Fluminense nella Copa Libertadores 2023.

L'apoteosi sportiva si consuma nella finalissima del 4 novembre al Maracanã contro il Boca Juniors, in una notte intrisa di epica e follia. Entrato all'80' sull'1-1, al 99' dei tempi supplementari Kennedy scaraventa in rete un clamoroso destro al volo che regala ai brasiliani il primo alloro continentale della loro storia. Travolto dall'adrenalina, si lancia in una sfrenata esultanza in mezzo alla curva che gli costa il secondo cartellino giallo e l'espulsione, lasciando la squadra in dieci in un finale di pura sofferenza. Una stagione magica e irripetibile, sublimata un mese più tardi con la firma d'autore nella semifinale del Mondiale per Club contro l'Al Ahly.


LA RICADUTA, IL MESSICO E LA DEFINITIVA MATURITÀ - Il trionfo in Libertadores non basta inizialmente a placare i demoni di Kennedy, che nell'aprile del 2024 ricade in gravi problemi comportamentali. Sospeso nuovamente dal club per indisciplina in ritiro, salta sfide cruciali e perde irrimediabilmente il treno per le Olimpiadi con il Brasile Under-23. La dirigenza, per salvaguardare il suo talento, opta ancora una volta per l'allontanamento terapeutico, mandandolo in prestito in Messico al Pachuca nel gennaio 2025. Un'esperienza rigenerante che lo restituisce al Fluminense profondamente cambiato: in questa prima metà del 2026, Kennedy si è ripreso la scena con un atteggiamento finalmente maturo e professionale.

Questa ritrovata affidabilità ha inevitabilmente riacceso le attenzioni del calcio europeo, con la Lazio fortemente interessata a portare il classe 2002 nella Capitale per la sua definitiva consacrazione. Il club biancoceleste lo considera un profilo ideale e funzionale per l'attacco del nuovo ciclo targato Rino Gattuso. I contatti con l'entourage sono già stati avviati e si valuta un'offerta di circa 8 milioni di euro, a fronte di una richiesta del Fluminense che si aggira intorno ai 12 milioni.