Malvinas, Mano de Dios e Beckham: perché Argentina-Inghilterra non è una partita come le altre

Malvinas, Mano de Dios e Beckham: perché Argentina-Inghilterra non è una partita come le altreTUTTOmercatoWEB.com
Bellingham, Inghilterra
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Oggi alle 19:15Interviste e Storie
di Stefano Fantasia
Dalle Malvinas alla Mano de Dios, fino agli ultimi incroci: la sfida tra Argentina e Inghilterra va oltre il calcio e racconta una rivalità senza tempo

Non esiste un Argentina-Inghilterra qualunque. Non è mai esistita e probabilmente non esisterà mai. Perché quando queste due maglie si ritrovano una di fronte all'altra, il pallone porta con sé molto più di novanta minuti. Porta il peso della storia, della politica, delle ferite mai del tutto rimarginate. Dalle Malvinas alla Mano de Dios, passando per il rigore di David Beckham e arrivando fino all'ultimo tango mondiale di Lionel Messi. Ad Atlanta andrà in scena una semifinale. Ma prima ancora, tornerà una delle rivalità più profonde che il calcio abbia mai conosciuto.

Mercoledì andrà in scena un'altra puntata di una rivalità eterna. Da una parte Lionel Messi, all'ultima corsa mondiale della sua carriera. Dall'altra l'Inghilterra di Jude Bellingham, simbolo di una generazione che sogna di riportare il calcio a casa. Ma prima di parlare di presente bisogna inevitabilmente voltarsi indietro. 

DALLE MALVINAS ALLA MANO DE DIOS - Per gli inglesi erano le Falkland. Per gli argentini le Malvinas. Due nomi per le stesse isole, due modi completamente diversi di raccontarne la storia. Nel 1982 Argentina e Regno Unito si affrontarono in una guerra durata poco più di due mesi che lasciò ferite profonde da entrambe le parti (circa 1800 feriti). Da allora ogni sfida calcistica tra le due nazionali ha assunto un significato che va ben oltre il rettangolo verde.

Quattro anni dopo la guerra, ai Mondiali di Messico '86, arrivò la partita destinata a cambiare per sempre questa rivalità. Diego Armando Maradona segnò prima con quella che lui stesso definì la "Mano de Dios", poi realizzò quello che ancora oggi viene considerato da molti il gol più bello della storia dei Mondiali e ricordato come il gol del secolo. Due reti nel giro di quattro minuti accompagnate dalla storica telecronaca di Victor Hugo Morales che ancora oggi fa venire i brividi. Un gol entrato nella leggenda per la furbizia, l'altro per il talento smisurato di uno dei giocatori più forti che il calcio abbia mai visto. Entrambi contro l'Inghilterra.

BECKHAM, LA RIVINCITA E L'ULTIMO INCROCIO - La storia, però, non si è fermata a Maradona. Nel 1998 David Beckham divenne il volto della disfatta inglese con l'espulsione contro l'Argentina negli ottavi di finale. Quattro anni più tardi, nel 2002, arrivò il riscatto: nella fase a gironi del Mondiale 2002 in Corea del Sud e Giappone fu proprio Beckham, su calcio di rigore, a regalare l'1-0 ai Tre Leoni, interrompendo un tabù lungo decenni.

Da allora le due nazionali non si sono più ritrovate sul palcoscenico mondiale. Fino a oggi.

UNA RIVALITÀ CHE NON INVECCHIA MAI - Nel lunfardo, il dialetto popolare di Buenos Aires, e non solo, esiste una parola che spiega meglio di qualsiasi analisi cosa significhi affrontare l'Inghilterra: aguante. È la capacità di stringere i denti, è portarsi addosso il peso della propria storia e continuare a camminare. È giocare anche per chi non c'è più. Per questo Argentina-Inghilterra non sarà mai una semplice semifinale o una semplice partita. Ogni incrocio riapre ferite, ricordi e orgogli che il tempo non è mai riuscito a cancellare: dalle Malvinas alla Mano de Dios, fino a quella rivincita inglese del 2002. Il calendario cambia, i protagonisti anche. La rivalità no.

E forse il modo migliore per raccontarla non è un archivio o un libro di storia, ma un coro. Dopo aver eliminato la Svizzera, lo spogliatoio argentino ha infatti iniziato a cantare: "Per le Malvine, per Diego, per l'ultima di Leo". Tre nomi, tre simboli, un'unica anima. Dall'altra parte l'Inghilterra ha festeggiato sulle note di Wonderwall. Da un lato un coro, dall'altro un pezzo di memoria collettiva. Adesso toccherà al campo scrivere l'ultimo capitolo. Sapendo, però, che tra Argentina e Inghilterra il fischio d'inizio arriva sempre molto prima della partita, ma quello finale non basta mai per chiudere davvero i conti.