Calzona torna sul suo periodo a Napoli: "Osimhen non si allenava, Kvara non era felice"

Calzona torna sul suo periodo a Napoli: "Osimhen non si allenava, Kvara non era felice"TUTTOmercatoWEB.com
Francesco Calzona al Napoli
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sabato 21 marzo 2026, 14:45News Calcio
di Mattia Picchialepri
L'ex allenatore del Napoli e attuale ct della Slovacchia ripercorre i mesi difficili vissuti sulla panchina degli azzurri

Francesco Calzona non ha dimenticato Napoli e, con ogni probabilità, non lo farà mai. L'attuale commissario tecnico della nazionale slovacca è tornato a parlare dei suoi intensi e complicati mesi vissuti sulla panchina azzurra ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, regalando un racconto diviso a metà tra l'amore incondizionato per la piazza e la cruda analisi di un'annata sportivamente difficile.

Il legame con l'ambiente è rimasto fortissimo, tanto da spingere l'allenatore a una vera e propria dichiarazione d'intenti, ammettendo che non ci penserebbe due volte ad accettare un'eventuale nuova chiamata: "Napoli ce l'ho nel cuore, lo sento come casa mia. Ci tornerei anche domattina senza il minimo dubbio, nessuno si può permettere di dire no a questa piazza".

LE STELLE INFELICI E L'ANNO DISGRAZIATO - Il vero termometro della profonda crisi azzurra è stato però l'atteggiamento dei suoi fuoriclasse più attesi, unito a un clima decisamente teso nei rapporti con il club. Calzona ha svelato i retroscena legati ai malumori delle due stelle della squadra, un dettaglio che fa capire la reale complessità della situazione: "C'era malumore generale, problemi con la società, Osimhen che non si allenava mai, Kvara che non era felice. Insomma, potrei elencare tantissimi problemi. Sicuramente non pensavo di ritrovarmi in una situazione così delicata". Nonostante l'enorme mole di ostacoli, l'allenatore ha voluto ribadire come l'esperienza abbia lasciato un segno positivo nel suo percorso di crescita sportiva e umana. Ha tenuto a precisare che, pur trattandosi di un'annata definita letteralmente "disgraziata", i rapporti personali sono sempre stati corretti: "Però è stata una bellissima esperienza. Io ho imparato tantissimo, non ho mai avuto problemi con i calciatori, con nessuno in assoluto. Lo stesso con la società, ho un ottimo rapporto col presidente".

IL MERCATO E LA SQUADRA SCARICA - Se i sentimenti verso la piazza restano intatti, il ricordo delle dinamiche interne descrive invece una situazione al limite della sopportazione sportiva. Il CT della Slovacchia si è ritrovato a dover gestire un gruppo profondamente logorato, analizzando con grande onestà anche l'impatto nullo del mercato. Calzona ha infatti sottolineato come una delle criticità maggiori derivasse da innesti non rivelatisi pronti per risollevare le sorti della squadra: "Sicuramente, come i fatti dimostrano, già a giugno erano tutti fuori e quello ha inciso tantissimo, oltre a tutti i problemi che c'erano: gente che pensava solo ad arrivare a fine stagione. Ma più che altro è che quei 5-6 acquisti fatti, nessuno è stato all'altezza di giocare in quella stagione e a fine anno sono stati tutti messi fuori dal progetto". Un'analisi che trova conferma anche nelle recenti dinamiche della rosa: "È rimasto solo Ngonge, che alla fine l'anno scorso praticamente non ha giocato e quest'anno è stato ceduto".