Caos Partizan, Kostic al Milan scatena lo scontro. Mijatovic: "Cessione all'oscuro dell'area sportiva"
La cessione del giovane attaccante Andrej Kostic al Milan ha scatenato una formale crisi istituzionale all'interno del Partizan Belgrado. Il trasferimento del giocatore, previsto per la prossima estate, ha infatti portato alla luce una profonda e pubblica spaccatura tra il vicepresidente Predrag Mijatovic e il resto del Consiglio di Amministrazione guidato da Rasim Ljajic.
LE DICHIARAZIONI DI MIJATOVIC: "CESSIONE ALL'OSCURO DELL'AREA SPORTIVA" - La vicenda è deflagrata in seguito alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Mijatovic, il quale ha preso nettamente le distanze dall'operazione conclusa con il club rossonero ai microfoni del sito locale Sportske.net: "In merito alle informazioni sul trasferimento di Andrej Kostić al Milan, mi sento in dovere di rivolgermi innanzitutto ai tifosi del Partizan, ma anche al resto del pubblico sportivo, e di precisare chiaramente che prendo completamente le distanze da tale decisione". Il dirigente ha rincarato la dose sulla mancata condivisione della scelta: "Affermo responsabilmente di non essere stato in alcun modo consultato in merito al trasferimento e di non aver mai nemmeno visto l'offerta del Milan. Sottolineo che, anche se fossi stato coinvolto nel processo decisionale, avrei fatto sapere in modo chiaro e inequivocabile a tutti i membri del Consiglio di Amministrazione di essere assolutamente contrario ad accettare un'offerta così irrisoria".
L'accusa mossa al resto della dirigenza è quella di voler cedere i migliori prospetti del club al solo scopo di fare cassa immediata: "È questo il modo in cui il club intende operare in futuro, vendendo i suoi calciatori più promettenti a parametro zero? Sono dell'opinione che con questa cessione sia stato creato un pericoloso precedente, che avrà un impatto estremamente negativo sulla percezione del valore dei nostri giovani giocatori sul mercato calcistico". Mijatovic ha espresso forti timori anche per gli altri talenti in rosa: "Assisteremo a nuove cessioni di giocatori come Dragojević, Ugrešić, Simić, Roganović, Vukotić e altri, per un prezzo totale di pochi milioni di euro, solo per 'tamponare' i buchi di bilancio a breve termine, senza alcuna strategia e responsabilità per il futuro del club? In ogni caso, il club ha subito danni incalcolabili e irreparabili, sia dal punto di vista finanziario che reputazionale". Alla luce di ciò, ha concluso chiedendo formalmente che "si convochi al più presto e senza indugio un'Assemblea straordinaria del club".
LA REPLICA DELLA SOCIETÀ E LA PRIORITÀ UEFA - La posizione del Partizan è stata affidata a un comunicato ufficiale in cui si stabilisce di posticipare ogni replica dettagliata alla giornata di mercoledì, motivando la scelta con la necessità di concentrarsi sull'imminente scadenza del monitoraggio finanziario. "A seguito del comunicato diffuso dal Vicepresidente per gli Affari Sportivi, il signor Predrag Mijatović, informiamo il pubblico che il club fornirà risposte complete e dettagliate a tutte le affermazioni in esso presentate mercoledì", si legge nella nota, che poi lancia un chiaro avvertimento: "In quell'occasione, il suo ruolo nel lavoro della dirigenza sarà ulteriormente chiarito, compreso il pieno supporto che ha avuto durante un certo periodo, così come le questioni emerse a seguito di specifiche decisioni e risultati sportivi".
La società ha infine ribadito l'impegno attuale e la volontà di non alimentare ulteriori distrazioni: "Allo stesso tempo, riteniamo che riaprire questioni di dominio pubblico riguardanti ruoli individuali sia difficile da comprendere in questo momento, dato che le priorità del club sono soddisfare tutti gli obblighi e completare con successo il processo di monitoraggio UEFA".