Catanzaro, Mignani si presenta: "La medicina migliore sono i risultati"

Catanzaro, Mignani si presenta: "La medicina migliore sono i risultati"
Oggi alle 19:00News Calcio
di Carlo Mignolli
Il nuovo allenatore giallorosso raccoglie l’eredità di Giorgio Gorgone con la squadra ultima in classifica a quota 5 punti dopo nove giornate

Michele Mignani riparte da Catanzaro, da una sfida impegnativa e da una classifica che non lascia spazio a troppi calcoli. Dopo l’esonero della scorsa stagione a Cesena, l’allenatore genovese torna in panchina con l’obiettivo di invertire la rotta di una squadra che, dopo nove giornate, occupa l’ultimo posto con 5 punti. La società giallorossa ha scelto di affidargli il compito di risollevare il gruppo e riportarlo in una posizione più tranquilla, in un campionato che finora ha riservato poche soddisfazioni.

L’esordio è arrivato nel turno infrasettimanale contro il Benevento, una partita ripresa nel finale grazie alla rete dell’1-1 che ha permesso alle Aquile di muovere la classifica. Ora, però, serve dare continuità a quel segnale: domani, 31 ottobre, il Catanzaro tornerà davanti al proprio pubblico per affrontare il Padova. Mignani ha avuto pochissimo tempo per lavorare sulla squadra e conoscerne a fondo le caratteristiche, ma il messaggio è soltanto uno: prima ancora dei cambiamenti tattici, serviranno compattezza, sacrificio e una reazione sul piano caratteriale.

LA FIDUCIA DELLA SOCIETÀ E LA VOGLIA DI RIPARTIRE - Mignani ha ringraziato la famiglia Noto e il direttore sportivo Ciro Polito per avergli affidato la guida della squadra, spiegando di aver accolto la proposta con grande entusiasmo: "Per me è un grande onore essere qui a Catanzaro. Sono arrivato in una situazione non bella, ma quando una società cambia allenatore è normale che il momento non sia dei più rosei. La volontà della proprietà e del direttore è mettersi sotto a lavorare per cercare di invertire la tendenza".

L'allenatore non si nasconde davanti alle difficoltà e sa che servirà tempo per incidere sul gruppo. La prima necessità è restituire fiducia a una squadra provata dai risultati, per poi costruire attraverso il lavoro quotidiano: "La cosa più importante è stata riuscire a ridare un pizzico di entusiasmo negli occhi dei ragazzi. Adesso bisogna cercare di portare il più velocemente possibile a casa dei punti e poi creare, con il lavoro, delle basi solide. La medicina migliore sono i risultati, perché riportano il sorriso all'interno dello spogliatoio e sul campo".

PRIMA I RISULTATI, POI IL RESTO - Per uscire dall'ultimo posto servirà trovare un'identità e ottenere il massimo dai giocatori a disposizione. Mignani ha parlato della necessità di migliorare l'organizzazione in entrambe le fasi, aumentare l'intensità e lavorare sulla testa dei calciatori. Nessuna scorciatoia o attesa della fortuna: "Bisogna cercare di farli correre il più velocemente possibile, dare un'organizzazione quando la palla ce l'hanno gli avversari e quando ce l'abbiamo noi. Non si può aspettare la fortuna o eventi che non sono allenabili. L'unica verità che conosco è il lavoro".

Il nuovo allenatore ha definito quella di Catanzaro una sfida che ha accettato volentieri, anche per la stima nei confronti di Polito, con cui aveva già lavorato a Bari. La classifica, ha precisato, era ben presente al momento della scelta: l'obiettivo è portare qualcosa di proprio senza pretendere di cambiare tutto in pochi giorni. "Dobbiamo cercare di fare punti, pulire la testa dei calciatori da un minimo di depressione o paura e riportare entusiasmo. La partita di Benevento ci ha fatto capire che ce la possiamo giocare con tutti, ma sarà un viaggio lungo. Dobbiamo ragionare di partita in partita e provare ad aggrapparci alle squadre che sono davanti a noi".

IL PADOVA E LA REAZIONE CHE SI ASPETTA DALLA SQUADRA - La gara di domani rappresenta un altro passaggio importante. Mignani considera il Padova un avversario difficile, come tutte le squadre della Serie B, e sa che il poco tempo a disposizione non ha permesso di introdurre molti cambiamenti tattici: "In un giorno e mezzo è difficile fare una valutazione. La squadra veniva da una brutta sconfitta e da un periodo con più risultati negativi che positivi. A Benevento ho visto un gruppo che ha combattuto e lottato, e che per quello che mi aspettavo ha retto per 90-95 minuti".

La richiesta per la sfida del Ceravolo è soprattutto caratteriale: "In così pochi giorni è difficile modificare abitudini o impostare concetti nuovi. Spero che domani ci sia una reazione per provare a vincere i duelli e combattere su ogni pallone. Me lo aspetto e lo pretendo: il resto sarà sicuramente una conseguenza". 

IEMMELLO E LE SCELTE: "DEVO CONOSCERE BENE LA ROSA" - Tra i temi affrontati anche il ruolo di Pietro Iemmello, capitano e riferimento offensivo del Catanzaro. Mignani ne ha riconosciuto il peso e i numeri raccolti negli ultimi anni, tra gol e assist, ma ha chiarito che la squadra non può affidarsi a un solo giocatore. Il lavoro sarà trovare gli interpreti e le soluzioni migliori per valorizzare le qualità del centravanti e dell'intero reparto: "Iemmello è un giocatore che negli ultimi anni a Catanzaro ha portato numeri. Mi aspetto tanto da lui, ma non posso pensare che sia l'unico dal quale aspettarsi qualcosa. Dobbiamo capire quale sia la situazione migliore per lui e quali giocatori possano dargli libertà, spazio e possibilità di entrare in area per fare gol o mandare qualcuno a segno".

Sulle scelte e sui moduli, invece, l'allenatore ha preferito rimandare ogni valutazione. La rosa è ampia e servirà tempo per conoscerla, capire le caratteristiche dei singoli e individuare di partita in partita chi possa garantire qualcosa in più. Mignani ha comunque apprezzato la disponibilità mostrata dal gruppo fin dal suo arrivo: "Mi sembra una squadra di bravi ragazzi. Ho visto tutti mettersi a disposizione e questo per un allenatore è importante, perché ha bisogno di un gruppo che lo segua. Ho la percezione che siano ragazzi con voglia di lottare e combattere".

L'APPELLO ALLA PIAZZA: "DOBBIAMO ONORARE QUESTA MAGLIA" - Il passaggio finale della conferenza è stato dedicato al rapporto con la città e con i tifosi. Mignani sa che il momento ha generato delusione, ma ha ricordato il valore della maglia e la responsabilità di rappresentare una società e una piazza importante. Ai sostenitori non ha voluto promettere risultati che nessuno può garantire, ma un impegno senza riserve da parte sua e dei giocatori: "Oggi indossiamo questa maglia e mettiamo addosso questo stemma. Non posso promettere che un mio calciatore si giri e calci la palla nel sette, ma posso promettere che farà di tutto per combattere su ogni pallone e cercare di fare in modo che la palla entri una volta in più nella porta avversaria".

È questo il patto che il nuovo allenatore vuole stringere con la piazza: sacrificio, lotta e senso di responsabilità, da dimostrare fin dalla partita contro il Padova. "Lo dobbiamo fare per noi, per la città, per la società e per i tifosi. Ne va dell'onore e della faccia di ognuno di noi". La risalita parte da qui, con la consapevolezza che il percorso sarà lungo e che, per cominciare a cambiare la stagione, servono soprattutto punti.