Como, Da Cunha: "Sapevo che Fàbregas sarebbe diventato un grande allenatore. Nazionale? Un obiettivo"
Lucas Da Cunha è cresciuto insieme al Como, accompagnando il club dalla Serie B alla promozione in Serie A, fino a sognare oggi persino una qualificazione in Champions League. Arrivato dal Nizza nel gennaio 2023, si è imposto come protagonista nella stagione 2023/24, contribuendo in modo decisivo alla conquista della Serie A.
La sua è stata una crescita costante: ha sorpreso, ha migliorato il suo rendimento anno dopo anno e si è guadagnato la fascia di capitano, diventando un punto di riferimento per la squadra. Un percorso invidiabile, costruito passo dopo passo. Di questi ultimi tre anni della sua carriera ha parlato in un’intervista rilasciata a Sky Sport.
L'ARRIVO A COMO: IL RACCONTO DI DA CUNHA - "Io sono arrivato 3 anni fa, ed eravamo in Serie B. Sono venuto per un'altra cosa, perché sono venuto per giocare e prendere fiducia. In Serie B è stato molto difficile per me perché è un calcio molto differente, un po' più diretto. E per me è stata dura. Sapevo che avevo qualità, ma non sono venuto in Serie B per fare il fenomeno o pensando d essere più forte di un altro" ha esordito il centrocampista classe 2001.
Capitano del Como, dicevamo: "È una cosa buona essere il capitano di una squadra, è veramente una cosa incredibile. Quando sei il capitano di una squadra, o dove ti senti molto bene e ti senti a casa, hai la fiducia di tutti e questo mi fa sentire molto bene. Sono molto contento di questo".
Il rapporto con Fàbregas, prima compegno di squadra e poi allenatore: "È stato un po' differente perché prima avevamo una relazione di amicizia, ma adesso lui è il mio allenatore. Ma ero molto contento perché sapevo già che lui sarebbe diventato un grande allenatore e oggi credo che si veda". Sulla qualità della squadra, soffermandosi su un singolo in particolare: "Abbiamo tanti giocatori molto forti. Credo che siamo tutti d'accordo nel dire che Nico Paz sia veramente un top".
LA NAZIONALE - Da Cunha giocherà mai con la Francia o col Portogallo? Il parere del centrocampista: "Oggi lo vedo un po' di più come un obiettivo, perché sento che se continuo a fare le cose bene potrei meritare anche io di andare in Nazionale. Ma oggi non penso a questo, devo fare bene il mio lavoro e pensare a fare bene col Como. Se un giorno verrò chiamato, sarei molto contento. È certo che sia un obiettivo durante la mia carriera". Più difficile raggiungere la Nazionale (Francia o Portogallo) o andare in Champions League con il Como? "È una buona domanda. Per me è più difficile andare in Nazionale".