Como, Fabregas: “Oggi è storia, ma adesso mettiamo tutto da parte e lottiamo”
È il giorno della storia per il Como. Questa sera, al Sinigaglia, i lombardi scenderanno in campo per la prima volta in Champions League, un traguardo arrivato in appena due anni e mezzo dall’inizio del nuovo progetto. Di fronte ci sarà il Lipsia, squadra abituata ormai da anni ai grandi palcoscenici europei.
Prima della partita, Cesc Fabregas ha parlato ai microfoni di Sky Sport, raccontando le emozioni per una serata speciale e presentando anche le difficoltà della sfida. L’allenatore spagnolo ha sottolineato la crescita rapidissima del club, ma ha chiesto alla squadra di mettere da parte l’emozione e concentrarsi sul campo.
“OGGI È STORIA PER LA NOSTRA CITTÀ” - Fabregas ha parlato innanzitutto del significato della serata per il club e per tutta la città: “Oggi è la storia per la nostra città, per la nostra società. Noi dobbiamo essere bravi a fare una buona partita e a essere responsabili perché oggi giochiamo contro una grande squadra”. Il Lipsia rappresenta un test importante per il Como, ma l’allenatore vuole vivere la serata senza farsi condizionare dall’emozione: “Sono veramente onorato, siamo tutti onorati di giocare questa competizione, però adesso mettiamo tutto da parte e andiamo a lottare”.
LA CRESCITA DEL COMO: “SOGNO IN GRANDE” - L’allenatore ha spiegato di aver sempre avuto ambizioni molto alte sin da quando è arrivato: “Io sogno in alto, sogno in grande. Il calcio ti porta in diverse situazioni, sono un lottatore, sono un pensante, mi piace sempre credere, avere una grandissima fede in quello che faccio, in quello che facciamo e provare di trasmettere sempre positività e energia per fare le cose”. Il progetto iniziale, però, prevedeva tempi più lunghi: “Quando abbiamo iniziato il piano era di arrivare in Europa in 4, 5, 6 anni, l’abbiamo fatto in due anni e mezzo e questo sì che è veramente impattante”.
ALZARE IL LIVELLO DEL CALCIO ITALIANO - Fabregas ha infine allargato lo sguardo al percorso del club e al ruolo che il Como può avere nel calcio italiano: “Siamo una società molto molto giovane, abbiamo iniziato a provare di spingere con il presidente e con il direttore due e mezzo anni fa”. L’obiettivo, secondo l’allenatore, non riguarda soltanto i risultati del Como: “Dobbiamo essere uniti non solo per il bene del Como, ma per il bene del calcio italiano”.