Genoa, De Rossi: “Non siamo una squadra debole, alla lunga usciremo fuori”

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Oggi alle 19:00News Calcio
di Redazione
Il Genoa è ancora fermo a zero punti dopo tre giornate: De Rossi presenta la sfida contro il Frosinone e difende il lavoro fatto sul mercato, guardando anche ai rientri di El Shaarawy e Traoré

Tre partite, tre sconfitte e ancora nessun punto in classifica. Il Genoa di Daniele De Rossi non ha avuto l’inizio sperato e, dopo aver affrontato Napoli, Lazio e Como, sabato al Ferraris arriverà il Frosinone. Una gara importante per provare a sbloccare la classifica e dare una nuova direzione alla stagione.

In conferenza stampa, De Rossi ha parlato della pressione del momento, senza però voler caricare di significati eccessivi la quarta giornata. L’allenatore ha poi difeso la squadra costruita durante il mercato e spiegato cosa dovrà cambiare per tornare a creare occasioni da gol, soffermandosi anche sulle condizioni dei nuovi arrivati e sui rientri di El Shaarawy e Traoré.

“UN PIZZICO DI PRESSIONE SERVE” - De Rossi non nasconde la necessità di iniziare a muovere la classifica. Allo stesso tempo, però, invita a non trasformare l’avvio negativo in un verdetto sulla stagione: Pressione? Quella giusta. Penso che sia giusto averne un pochino e non fare i finti tonti. Siamo a 0 punti, al di là del calendario che abbiamo avuto, non è piacevole, non fa bene. Dobbiamo muoverci e muovere la classifica”. La stagione è ancora lunga, ma il Genoa deve cominciare a raccogliere: “Siamo alla quarta di campionato quindi da lì a tirare somme, tirare una linea per la salvezza finale ce ne passa. Ma bisogna iniziare a pedalare anche dal punto di vista dei punti in classifica”, ha aggiunto l’allenatore.

FROSINONE - La sfida contro il Frosinone non sarà però l’occasione per dare per scontato un cambio di passo. De Rossi conosce le difficoltà che attendono il Genoa e ha sottolineato il valore dell’avversario: “Sappiamo di avere una partita difficile perché dire ‘da oggi inizia il nostro campionato’ è come dire da oggi vinceremo facile”. Il Frosinone, secondo l’allenatore rossoblù, è una squadra con un’identità precisa e reduce da un periodo positivo: Affronteremo una squadra che sa giocare il calcio che gioca, che si riconosce, che sono tanti mesi che fa degli ottimi risultati e continua a farli anche in Serie A, quindi massimo rispetto per il Frosinone”.

IL MERCATO - Uno dei temi affrontati in conferenza è stato anche il mercato del Genoa, giudicato negativamente da alcuni addetti ai lavori. De Rossi non condivide questa lettura e difende la rosa a disposizione: “Dare tre al mercato del Genoa non è onesto intellettualmente. Non penso che questa non sia una squadra debole, penso che alla lunga uscirà fuori e faremo anche più punti dell’anno scorso”. Il problema, secondo l’allenatore, riguarda soprattutto il modo in cui la squadra dovrà sfruttare le proprie caratteristiche: “Dobbiamo solo capire che dobbiamo arrivare in area per fare gol e dobbiamo arrivarci nella maniera più congeniale. Quello sta a me capire qual è la maniera migliore per mettere questi giocatori che ho adesso in condizione di andare al tiro”.

TRAORÉ ED EL SHAARAWY - De Rossi ha poi affrontato il tema della qualità offensiva e dei giocatori che possono ancora cambiare il volto del Genoa. “La mancanza di qualità è, per me, sbagliato, anche ingeneroso. Tanti giocatori sono gli stessi dell’anno scorso”. Tra questi ci sono El Shaarawy e Traoré, sui quali l’allenatore ripone grande fiducia: “El Shaarawy sarà un giocatore tanto importante per noi, che ci farà fare tanti punti. E idem Traoré se tornerà a un livello accettabile per lui e per noi”. Rispetto alla scorsa stagione, però, qualcosa è cambiato nelle caratteristiche della squadra: “L’anno scorso avessimo un po’ più facilità ad arrivare al tiro, ad arrivare al gol, proprio come giocatori, come caratteristiche individuali. Abbiamo levato un pochino di gol, di tiri in porta, di ultimi passaggi”.

“CI ARRIVEREMO IN UN’ALTRA MANIERA” - L’assenza di giocatori particolarmente forti nell’uno contro uno sulle fasce non viene vista come un limite insuperabile. De Rossi lo ha spiegato con un paragone legato anche alla squadra dello scorso anno: “Se si cercavano giocatori con grande uno contro uno e non ci sono, si arriverà in un’altra maniera, perché anche l’altro anno non è che avessimo Robben e Ribery sulle fasce”. L’obiettivo sarà quindi trovare nuove soluzioni offensive attraverso il lavoro quotidiano: “Dobbiamo ritrovare tiri, ultimi passaggi e gol magari attraverso altre trame, attraverso altre individualità rispetto a quelle che ci eravamo sognati o immaginati ad aprile o maggio”.

EL SHAARAWY E TRAORÉ - L’allenatore rossoblù ha poi fatto il punto sulle condizioni dei giocatori che potrebbero diventare importanti nel prossimo futuro: “Non vedo l’ora di far giocare El Shaarawy, non vedo l’ora di far giocare Traoré, non vedo l’ora di far giocare Meichtry, non vedo l’ora di far giocare Wiafe”. Per El Shaarawy, però, servirà ancora prudenza. De Rossi ha raccontato anche quanto accaduto nell’ultima partita: “L’altro giorno lo stavo facendo entrare sul 3-1. Quando ho visto il 4-1, quindi una partita idealmente finita, l’ho fatto mettere seduto perché non voglio rischiare niente”. Il recupero procede bene, ma l’allenatore non vuole forzare i tempi: “Secondo me allenarsi da soli e poi buttarsi dentro al gruppo all’improvviso non è mai una cosa eccezionale e a volte nasconde insidie invisibili, però sta rispondendo molto bene”.