Como, sei diventato grande: a Marassi una nuova prova di maturità
Com’era la regola? “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. Se questa regola è vera, allora i dubbi sono ormai pochi: il Como è diventato grande. La squadra di Fabregas esce da Marassi con una vittoria. Un 4-1 arrivato in rimonta dopo lo svantaggio arrivato con la rete di Osmajic al 19’. In 15 minuti Baturina, Diao e Nico Paz ribaltano e chiudono la partita. La reazione nel primo tempo. Nella ripresa gestione e controllo, con la doppietta di Diao. Due immagini di una maturità costruita e raggiunta.
LE TRE PROVE - Analizziamo le prove. Partiamo dalla più recente, quella di stasera. Il Como gioca la sua terza partita in trasferta (a causa dei lavori che in queste settimane hanno coinvolto il Sinigaglia in vista della Champions). Si gioca a Marassi, la “piccola Bombonera italiana”, contro un Genoa alla ricerca di punti dopo le sconfitte nelle prime due di campionato. Dopo neanche 20 minuti arriva il vantaggio di Osmajic. La reazione arriva in fretta. Baturina pareggia, Diao e Nico Paz ribaltano. Tutto in un quarto d’ora. Nel secondo tempo arriva anche il quarto. Seconda prova, sei giorni prima, con la vittoria del primo big match della stagione contro il Napoli di Allegri. A emergere, non è solo la qualità di gioco nel primo tempo, che è un marchio di fabbrica, bensì la capacità di soffrire e difendersi nell’ultima mezzora. Infine, la terza, all’esordio in A. Anche lì, uno svantaggio iniziale che non influenza il coraggio e la mentalità dei giovani di Fabregas. Reazione, pareggio e tre punti sfiorati nel finale. Insomma, il Como non più solo la squadra fatta di giovani e bel gioco. È una realtà che ha imparato dagli errori del passato, spesso dati da inesperienza e gioventù. D’altronde, Fabregas l’ha sempre detto. Gli errori sono la miglior via per crescere. E il Como è cresciuto.
DIAO E KEAN - Napoli e Genova sono state anche le partite di Diao. Dopo le difficoltà dello scorso anno e a una discontinuità dovuta dagli infortuni, Assane è tornato protagonista. Accelerazioni, dribbling e gol. Quei lampi di classe che si erano potuti ammirare nei suoi primi mesi a Como. Il secondo gol è arrivato su assist di Kean. L'attaccante italiano, arrivato nell'ultimo giorno di mercato, ci ha messo 13 minuti per far capire il motivo per cui Fabregas lo aveva desiderato tanto. Scatto in profondità, protezione del pallone, tempi perfetti e assist per il senegalese. E poi via, a festeggiare sotto i tifosi. Ora l'appuntamento è a giovedì per Champions. Un appuntamento con la storia,