Conte sul ruolo da CT della Nazionale: "Non sono stato contattato"
Antonio Conte è stato ospite di DAZN per il pre partita della finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina. Nell'occasione, l'ex allenatore del Napoli ha parlato nuovamente del ruolo di CT della Nazionale italiana.
Dopo l'elezione di Malagò come nuovo presidente della FIGC e di Mancini come direttore tecnico, manca solo la nomina del nuovo CT. Negli ultimi mesi il nome di Antonio Conte era stato accostato con insistenza alla panchina dell'Italia, ma l'ex allenatore del Napoli ha spento ogni voce, chiarendo di non aver ricevuto alcun contatto: "Non sono stato contattato", ha spiegato Conte, sottolineando però come, al di là del nome scelto, ritenga fondamentale che la decisione sul prossimo commissario tecnico sia condivisa da tutte le componenti coinvolte.
Nel corso dell'intervista, Conte è poi tornato anche sull'esperienza appena conclusa sulla panchina del Napoli, ribadendo la serenità con cui sta vivendo questo momento della sua carriera: "Sto bene e sono sereno. I due anni trascorsi a Napoli mi hanno lasciato tanto anche dal punto di vista umano", ha raccontato Conte, spiegando di essersi preso del tempo per la famiglia e per recuperare le energie dopo aver speso molto sotto il profilo fisico e mentale.
L'ex allenatore azzurro ha poi lasciato aperta la porta al proprio futuro, senza però sbilanciarsi su possibili destinazioni: "Sono felice di quello che ho vissuto a Napoli. Adesso mi godo un po' di riposo e seguo il calcio, poi vedremo se durante la stagione si presenteranno delle opportunità". Tra i temi affrontati anche un passaggio su Paolo Maldini, tornato recentemente nel mondo del calcio con il nuovo incarico federale: "Uno come Paolo non poteva restare lontano dal calcio. Anche nel ruolo di dirigente ha dimostrato il suo valore", ha commentato l'ex allenatore azzurro.
La parte più emozionante dell'intervento è arrivata nel finale, quando Conte ha ricordato Gianluca Vialli durante un gioco dedicato ai suoi ex compagni di squadra: "Per me è il numero uno. Mi ha insegnato tantissimo come leader e come uomo. Ho avuto la fortuna di trascorrere una serata con lui poco prima della sua scomparsa: l'ho visto sereno e pieno di entusiasmo. Ripensandoci, credo fosse già consapevole della situazione, ma non ha mai perso la sua positività. È una persona che porto sempre con me."