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Corsa alla presidenza FIGC, ufficializzate entrambe le candidature: sarà duello tra Malagò e Abete

Corsa alla presidenza FIGC, ufficializzate entrambe le candidature: sarà duello tra Malagò e AbeteTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Mario Giglio/TuttoPalermo.net
Oggi alle 11:05News Calcio
di Mattia Picchialepri
Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti ufficializza la sua candidatura alla presidenza della FIGC: sarà duello con Giovanni Malagò

La sfida per la successione di Gabriele Gravina è ora ufficiale: il prossimo 22 giugno, le elezioni per la presidenza della Federcalcio vedranno contrapposti Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. Sebbene il deposito formale delle candidature sia previsto per la serata di oggi, 13 maggio, entrambi i contendenti hanno rotto gli indugi, dando il via a una corsa elettorale che durerà circa un mese. La FIGC ha tempo fino al 22 maggio, un mese dalle elezioni, per accettare le candidature. Segui la giornata LIVE.

12.20 - Ma che cos'è il Cooling off Period? Nonostante il vantaggio numerico, sulla strada di Malagò resta l'incognita dell'ineleggibilità. I detrattori della sua candidatura hanno sollevato la questione del cosiddetto cooling off period: una norma che prevede un periodo di stop obbligatorio per chi ha guidato un ente vigilante (come il Coni) prima di poter assumere incarichi di vertice in organismi vigilati o collegati (come la Figc). Un tema giuridico che promette di agitare le settimane che precedono il voto del 22 giugno.

12.15 “La presunta ineleggibilità di Giovanni Malagò? Non ho approfondito il tema perché non rientra nelle mie competenze. Il mio confronto riguarda la politica sportiva. Da cittadino ho il dovere di rispettare le leggi, ma non è una questione che compete alle mie responsabilità. Così il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, al suo arrivo in FIGC in vista del Consiglio federale, ha commentato la presunta ineleggibilità del suo avversario alla presidenza federale, Giovanni Malagò, legata all’istituto del “cooling off period”.

12.00 - “Sono l’espressione di una continuità importante all’interno del mondo federale, fondata non sui poteri forti ma sulla coerenza e su determinati comportamenti. Sono sereno e fiducioso: la candidatura c’è ed è stata formalmente presentata”. Con queste parole il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, ha annunciato al suo arrivo al Consiglio federale di aver ufficializzato la candidatura alla presidenza della FIGC. “Il rischio per il calcio italiano non riguarda il livello qualitativo delle persone - e non serve che sia io a sottolineare quello di Giovanni Malagò - ma il fatto che si finiscano per scegliere le persone invece di condividere programmi”, ha aggiunto Abete. Il presidente della LND ha poi commentato anche la posizione della Lega Pro: “Non si è ancora espressa perché ha posto una questione di metodo, cioè la necessità di discutere prima dei contenuti”.

11.45 - Arriva la risposta del suo "rivale". Intercettato al suo ingresso negli uffici federali, dove era atteso per prendere parte al Comitato di Presidenza e al successivo Consiglio, Abete ha confermato le sue intenzioni, delineando da subito la strategia della sua campagna. Niente personalismi, ma un focus totale sulle reali urgenze del movimento calcistico. "Sono venuto in Figc per il comitato di presidenza e il consiglio, come anticipato presento la candidatura", ha dichiarato Abete, come riportato da LaPresse, chiarendo subito quale dovrà essere l'impostazione dei prossimi mesi di lavoro e di campagna elettorale: "Così potrà iniziare una fase di dibattito e discussione su quelli che sono i contenuti dei documenti programmatici in modo tale da fare il percorso giusto".

11.35 - "Deposito la mia candidatura a presidente della Figc", ha annunciato nella serata di ieri l'ex numero uno del Coni, Giovanni Malagò. Una conferma arrivata dopo una breve attesa dovuta, come spiegato dallo stesso Malagò, al "rispetto istituzionale" verso la presidente del CIO Kirsty Coventry, in visita a Roma, e verso le componenti federali. "Lo avevo detto e sono stato di parola, ho sempre ribadito che avrei sciolto le riserve subito dopo", ha commentato.

11.30 - La partita si giocherà sui pesi dell'assemblea, dove ogni componente ha una percentuale specifica: la Lega Nazionale Dilettanti (Lnd) pesa per il 34%, l’Assocalciatori (Aic) il 20%, la Serie A il 18%, la Lega Pro il 12%, l’Assoallenatori (Aiac) il 10% e la Serie B il 6%. Al momento, Malagò appare in una posizione di forza. Ha incassato il sostegno immediato della Serie A, seguito da quello di calciatori (Aic) e allenatori (Aiac). Nelle ultime ore si è aggiunto anche il blocco della Serie B: dopo una consultazione tra il presidente Paolo Bedin e le società, la lega ha deciso di schierarsi con l'ex presidente del Coni. Questo asse, sulla carta, garantisce a Malagò una solida maggioranza. Abete, dal canto suo, vanta il sostegno compatto della "sua" LND, la componente più pesante dell'assemblea. Tuttavia, il 34% dei Dilettanti non basta per vincere. L'ago della bilancia potrebbe diventare la Lega Pro: l'11 maggio scorso, Matteo Marani ha fatto sapere che la sua componente rimarrà neutrale in attesa di valutare i programmi ufficiali dei due candidati.