Ronaldo: "Cercano di uccidermi, ma schivo i proiettili. Jorge Jesus la scelta perfetta per il Portogallo"
Cristiano Ronaldo non ha alcuna intenzione di fermarsi. Alla vigilia della sfida di Nations League contro il Galles, il capitano del Portogallo traccia la rotta della sua Nazionale, inaugurando ufficialmente il nuovo ciclo tecnico. Parole da leader, tra il grande traguardo dei mille gol nel mirino, la prosecuzione della carriera oltre i Mondiali del 2026 e la schiettezza nel respingere le critiche.
LE CRITICHE E I "PROIETTILI" - Ronaldo affronta a viso aperto il tema delle polemiche che ciclicamente lo circondano in patria. "Non posso essere onesto al cento per cento, a volte devo essere politicamente corretto", ammette il fuoriclasse portoghese. "Ci sono canali che cercano di uccidermi da anni, ma non hanno alcuna possibilità, nemmeno con un fucile a pompa. E anche in quel caso schivo il proiettile. Ci sono abituato, faccio questo lavoro da vent'anni: so chi sono, so perché i bambini mi vedono come un modello da seguire e i critici ci saranno sempre". Non manca una frecciata sulla questione degli stadi portoghesi: "Al Dragão sono ben accolto e vista la rivalità potevo capirlo. Al Da Luz meno, ma a quanto pare non potremo più giocarci da quanto leggo. In ogni caso, il fatto che una mezza dozzina di persone non mi apprezzi non mi influenza, sento l'affetto del popolo portoghese".
IL FUTURO, IL MONDIALE 2026 E I 1000 GOL - Chi si aspetta una data di scadenza a breve termine rimarrà deluso. CR7 allontana l'ipotesi di un ritiro imminente, confermando la sua centralità nel progetto lusitano anche dopo i Mondiali del 2026: "Rifletto sempre sul mio futuro, ma se mi vedete qui significa che continuerò. Ho parlato con il presidente e il CT: contano su di me e so di poter dare ancora molto, non solo con i gol ma anche fuori dal campo". A proposito di reti, l'obiettivo dei 1000 gol in carriera è dichiarato, ma vissuto con lucidità: "Ci riuscirò, ma non ne faccio un'ossessione, altrimenti le cose non vanno mai come vorremmo. Voglio godermi ogni giorno". Sulla gestione fisica nei prossimi impegni avverte: "Sono sicuro che non giocherò tutti i 90 minuti in queste quattro partite".
LA NUOVA ERA JORGE JESUS E IL RITORNO AD ALVALADE - La sfida contro il Galles segnerà l'esordio di Jorge Jesus sulla panchina del Portogallo, un cambiamento salutato con grande entusiasmo dal capitano. "Colgo l'occasione per ringraziare Roberto Martínez per l'ottimo lavoro svolto, reso molto difficile dai continui attacchi subiti. Ora inizia una nuova era: Jorge Jesus è stata la scelta perfetta. Tattiche diverse, linguaggio diverso, sono sicuro che farà benissimo e resterà a lungo". Una ripartenza che avverrà ad Alvalade, la casa dello Sporting e il luogo dove tutto è iniziato: "Una sensazione speciale, è quasi lì che è iniziata la mia bellissima storia nel calcio. Rappresentare la Nazionale e i colori del mio Paese è sempre come se fosse la prima volta".