Darmian: "Voglio continuare a giocare. Sarei restato un altro anno all'Inter"
“Voglio continuare a giocare: non ho paletti, ascolto e valuto le offerte che arrivano, ma preferirei restare in Italia”. Matteo Darmian ha parlato alla Gazzetta dello Sport delle sue ambizioni e degli anni vissuti con la maglia dell'Inter.
L'esterno classe 1989, dopo sei stagioni in nerazzurro, si è separato dall'Inter dopo la scadenza del contratto lo scorso 30 giugno. Darmian è ora pronto per una nuova esperienza.
GLI ANNI ALL'INTER - L'ex Torino e Manchester United ha ripercorso il suo trascorso all'Inter: “Tre scudetti, tre Coppe Italia, tre Supercoppe e due Champions League solo sfiorate: quelle coppe mancate sono i miei rimpianti più grandi. L’Inter mi ha semplicemente cambiato la vita, come uomo e come calciatore. Ho trovato un ambiente straordinario, dove mi sono sentito bene fin dal primo giorno e ho potuto esprimermi al 100%. Questo mi ha permesso di scrivere un pezzettino di una storia incredibile".
Il difensore ha poi ammesso quanto sia stato difficile lasciare Milano: "Mentirei se dicessi che non mi manca: quando sei stato bene in un posto è difficile andare via. Però sono sereno perché so di avere dato tutto. Mi sarebbe piaciuto fare un altro anno in nerazzurro, lo ammetto. La società, però, ha fatto altre valutazioni e le rispetto. Mi sento ancora un giocatore da Serie A alla mia età”.
Darmian ha spiegato anche quello che è stato il suo contributo in nerazzurro: “All’Inter ho portato il mio essere Matteo. E così vorrei essere ricordato dai tifosi, come un ragazzo e un giocatore semplice. Non ho mai rubato l’occhio, ma ho sempre cercato di essere un buon soldato e di fare nel miglior modo possibile quello che mi veniva chiesto. Nell’ultimo anno, pur giocando meno, mi sono allenato sempre al massimo: se i giovani, ma anche i compagni più esperti, hanno preso in parte esempio da me, allora ho fatto bene il mio lavoro”.
GLI ALLENATORI ALL'INTER - Il giocatore italiano si è soffermato anche sul rapporto con i tre allenatori avuti all'Inter: “Conte lo conoscevo già dalla Nazionale ed è stato più facile inserirsi. Mi ha trasmesso una mentalità vincente e ha gettato le basi del ciclo. Inzaghi ha dato continuità lasciando più libertà in campo: dispiace non aver vinto ancora di più, ma siamo sempre stati competitivi. Chivu ha trovato un gruppo forte, ma in un momento delicato dal punto di vista psicologico. Ha capito subito che, prima ancora della tattica, serviva ritrovare equilibrio mentale".
IL FUTURO - "L’Inter mi aveva prospettato un ruolo nel settore giovanile: ne sono stato onorato, ma non era il momento. Mi piacerebbe, comunque, un giorno allenare, partendo dai ragazzi", ha detto sul suo futuro e alla possibilità di fare l'allenatore in futuro.
Darmian ha poi concluso ricordando alcune figure fondamentali per la sua crescita e ha ribadito la voglia di continuare a dire la sua sul campo: "Oltre a mio padre, a Chicco Evani. Nei Giovanissimi del Milan mi lasciava spesso fuori, ma in privato mi diceva sempre: 'Fidati di me e continua così'. Lì per lì non capivo, invece aveva ragione: mi ha insegnato lui ad avere pazienza. E un altro allenatore mi disse una frase che porto ancora con me: “Ogni traguardo è un inizio”. Per questo, adesso voglio iniziare ancora".