De Zerbi: “Il Tottenham in questo momento è la sfida più grande della mia carriera”
"Sono molto felice e orgoglioso di essere qui, considero il Tottenham uno dei club più importanti al mondo e per questo sono molto felice. Ho una grande responsabilità, ma è una grande sfida per me e non vedo l'ora di iniziare, di lavorare con i giocatori e di vincere qualche partita". Ha esordito così Roberto De Zerbi nella sua prima intervista da nuovo allenatore del Tottenham ai canali ufficiali del club.
L'allenatore italiano, che ha lasciato l'Olympique Marsiglia lo scorso 11 febbraio 2026, ha preso il posto sulla panchina del club londinese di Igor Tudor, la cui avventura non è stata positiva. De Zerbi avrà ora 7 partite per salvare il Tottenham, diciassettesimo a +1 dalla zona retrocessione, e poi ripartire in vista delle stagioni successive, come spiegato da lui stesso: "Dopo questa parte della stagione penso che potremo diventare grandi in futuro".
LE DICHIARAZIONI DI DE ZERBI - Sulla squadra, che sta vivendo un momento di grande difficoltà, il nuovo allenatore ha ammesso: "Conosco molto bene i giocatori. Amo il calcio e quindi guardo tantissime partite. So che è un momento difficile per il Tottenham, ma penso che abbiamo le giuste qualità per venirne fuori. Credo nei calciatori, penso che dobbiamo ricordare chi siamo e chi sono i calciatori. Devono dimostrare chi sono".
Nelle ultime 7 partite il Tottenham affronterà Sunderland, Brighton, Wolverhampton, Aston Villa, Leeds, Chelsea ed Everton in quest'ordine, ma De Zerbi non vuole sentire parlare di calendario: "Dobbiamo essere focalizzati solo sulla partita contro il Sunderland, non voglio parlare delle prossime partite. Partita dopo partita dobbiamo preparare i calciatori a concentrarsi sulle singole sfide". Un ruolo importante, al fine di raggiungere l'obiettivo finale, lo avranno anche i tifosi: "Saranno cruciali, devono stare vicini ai calciatori per aiutarli e i miei giocatori devono mostrare la giusta mentalità per soddisfarli".
IL CASO GREENWOOD - Su Greenwood ha poi spiegato: "Non ho mai voluto minimizzare la questione violenza sulle donne o in generale. Nella mia vita io mi sono sempre speso per i più deboli e i più fragili, mi sono sempre battuto per stare dalla loro parte. Chi mi conosce bene sa che non sono la persona che scende a compromessi per vincere una partita o un titolo in più. Mi dispiace se ho toccato la sensibilità di qualcuno con questo argomento. Io ho una figlia femmina e sono molto sensibile a queste cose e lo sono sempre stato. Spero che quando passerà del tempo la gente mi conoscerà meglio e capirà che non volevo prendere nessuna posizione in quel momento".
FILOSOFIA CALCISTICA - Il nome di De Zerbi è stato spesso accomunato all'identità di gioco che hanno assunto le sue squadre, generalmente molto offensive e belle da vedere. Riguardo a questo punto l'allenatore non si è però voluto sbilanciare: "Non è il momento giusto per parlare della mia filosofia calcistica. Io sono qui ora perché dobbiamo vincere delle partite, la tattica è importante e io vorrei aiutare i calciatori a raggiungere la miglior mentalità che possano mostrare. A me piace creare occasioni da gol ma allo stesso tempo mi piace che ci siano 11 difensori in fase di non possesso. Penso che in questo momento non abbiamo tanto tempo per lavorare su tanti principi, ma dobbiamo sapere cosa dobbiamo fare in campo. Dobbiamo avere una buona organizzazione in campo e considerare le qualità dei calciatori. Sono fortunato perché ho dei calciatori con grande talento, e il mio lavoro è aiutarli a mettere in mostra le proprie qualità".
Sulla scelta di andare al Tottenham in un momento complicato per la squadra, l'allenatore italiano ha ammesso: "Il calcio è il mio lavoro, rispetto il calcio perché mi ha dato tutto e per me oltre che un lavoro è una passione. Per me il Tottenham, soprattutto in questo momento, è forse la sfida più grande della mia carriera. Sono pronto a iniziare, andrò a lavorare con la mia passione e la mia visione del calcio".
Addio in caso di retrocessione? No. De Zerbi ha firmato un contratto di cinque anni e spiega: "Per me è una grande sfida e sarò l'allenatore del Tottenham anche nella prossima stagione, a prescindere da tutto".