Le delusioni della fase a gironi dei Mondiali: dall'Uruguay di Bielsa alla Turchia di Montella

Le delusioni della fase a gironi dei Mondiali: dall'Uruguay di Bielsa alla Turchia di MontellaTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 17:41News Calcio
di Lorenzo Moscioni
Le grandi delusioni della fase a gironi dei Mondiali 2026 rispetto al potenziale e alle aspettative: Cechia, Corea del Sud, Scozia, Turchia e Uruguay

Dopo la conclusione della fase a gironi si può fare un primo bilancio dei Mondiali 2026, individuando le nazionali che hanno maggiormente deluso rispetto alle aspettativa e alle potenzialità della rosa.

La Cechia è uno degli esempi più evidenti in questo senso: arrivata in America con l’ambizione di giocarsi la qualificazione nel Girone A - con Messico, Sudafrica e Corea del Sud - ha terminato invece il torneo all'ultimo posto del proprio gruppo con soltanto un punto conquistato.

LE DELUSIONI DEL GRUPPO A - La nazionale di Schick non è mai riuscita a essere realmente competitiva in questo torneo, con un solo gol segnato in tre partite. Nell’ultimo match della fase a gironi, che avrebbe potuto tenere vive le speranze di qualificazione, è arrivata una pesante sconfitta per 3-0 contro il Messico. La Cechia aveva iniziato i Mondiali nel peggiore dei modi, con una sconfitta contro la Corea del Sud - un’altra delusione di questa prima fase.

Gli asiatici, infatti, erano partiti fortissimi e nella prima partita erano sembrati una squadra frizzante e organizzata, con un gioco intenso e pericoloso e capace di raggiungere agevolmente i sedicesimi. Nelle due gare successive, però, la Corea del Sud ha perso contro il Messico e soprattutto nello scontro diretto contro il Sudafrica, senza riuscire a segnare nemmeno un gol e sprecando quanto di buono fatto contro la Cechia.

TURCHIA - La Turchia era una delle nazionali che suscitavano maggiore curiosità alla vigilia dei mondiali: la rosa a disposizione del CT Vincenzo Montella poteva contare su diversi giocatori di livello internazionale, tra tutti Arda Güler, Calhanoglu e Yildiz. Nelle prime due partite contro Australia e Paraguay, la Turchia è uscita sconfitta senza segnare nemmeno un gol nonostante i 65 tiri complessivi in 180 minuti. La scelta di Montella di puntare su Kerem Aktürkoğlu come centravanti non è stata sicuramente vincente e non ha dato i risultati sperati: l’attaccante, abituato a giocare da esterno nel Fenerbahce, è apparso in difficoltà a ricoprire la zona di campo centrale e ha faticato ad aiutare la squadra risultando anonimo. Certamente ha pesato anche la sfortuna nel non riuscire a trasformare tutta quella mole di gioco. Il problema principale però è stato la mancata capacità di canalizzare il talento della squadra in prestazioni convincenti.

SCOZIA - Il Mondiale della Scozia è terminato con le dimissioni del CT Steve Clark, che aveva rinnovato poco prima della competizione. Clark aveva riportato la Tartan Army alla Coppa del Mondo per la prima volta da Francia 1998, dopo esserci già riuscito con gli Europei: la Scozia si era infatti qualificata a EURO 2020 e 2024. Il lavoro era indirizzato per arrivare preparati agli Europei del 2028, che si giocheranno anche a Glasgow. In questo Mondiale, però, la Scozia si è dimostrata al di sotto delle aspettative. Inserita nel Girone C con Brasile, Marocco e Haiti, l’obiettivo era quello di provare a giocarsi la qualificazione sfruttando anche gli slot delle migliori terze. Il Mondiale era iniziato bene battendo Haiti all’esordio con gol di McGinn. Sono però arrivate le sconfitte nelle altre due gare, con il netto 3-0 contro il Brasile. La partita contro i sudamericani, in cui era fondamentale non subire troppi gol per cercare di difendere un piazzamento tra le migliori terze, ha compromesso definitivamente le possibilità di qualificazione. Complice anche il fatto di non esser risuciti a segnare nelle ultime due gare. 

URUGUAY -Non lascio niente in eredità al calcio uruguaiano”. Le parole di Marcelo Bielsa raccontano bene il fallimento dell'Uruguay, probabilmente la più grande delusione della fase a gironi. Inserita nel Girone H con Spagna, Arabia Saudita e Capo Verde, la nazionale sudamericana partiva da favorita per il passaggio del turno, poteva addirittura pensare di giocarsi la testa del girone contro gli spagnoli nell'ultima giornata. La realtà è stata molto diversa: due pareggi contro Arabia Suadita, Capo Verde e la sconfitta contro i campioni d'Europa. Lo spartiacque del Mondiale uruguaiano è stato gol del pareggio di Hélio Varela. L’Uruguay era riuscito a ribaltare la partita contro la nazionale africana e aveva il match e la qualificazione ai sedicesimi in mano. Poi è arrivato l’errore disastroso di Muslera - non l’unico del Mondiale - su un passaggio sbagliato in impostazione da parte di Olivera. Proprio la gestione del portiere è stata uno dei simboli delle difficoltà di Bielsa. Contro la Spagna il CT avrebbe voluto una squadra aggressiva e coraggiosa, mentre i giocatori avrebbero preferito un atteggiamento più prudente per sfruttare le ripartenze. A rendere ancora più pesante l'eliminazione è arrivata anche la decisione della Federazione di cancellare il volo di rientro, con i giocatori che dovranno rientrare a spese proprie.