Fabregas: "Al Como prendo io ogni decisione calcistica. Potrei restare 10 anni"

Fabregas: "Al Como prendo io ogni decisione calcistica. Potrei restare 10 anni"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 13:30News Calcio
di Redazione
Il Como è in piena corsa per un posto in UEFA Champions League: l'allenatore spagnolo svela i segreti e parla del suo futuro

 "Abbiamo iniziato questo percorso non da zero, ma da -10", così esordisce Cesc Fabregas nell'intervista al 'The Telegraph' parlando del Como. A tre giornate dalla fine del campionato, i comensi sono a un solo punto dal quarto posto occupato dalla Juventus (Clicca qui per le combinazioni per la qualificazione alla prossima UEFA Champions League). Lo spagnolo, che grazie all'ottimo lavoro ha grandi estimatori, non ha voluto sbilanciarsi parlando del proprio futuro: "A me piace godermi il momento. È bellissimo quello che stiamo vivendo qui. Vediamo cosa ci riserva il futuro".

FUTURO - Il tema del futuro è sempre centrale. Cesc Fabregas non ci pensa e, anzi, lancia un messaggio d'amore al Como, anche se la Premier League avrà sempre un posto speciale nel suo cuore. "È il miglior campionato del mondo, l'ho sempre detto chiaramente. Ma Mourinho mi disse un giorno, quando ero al Chelsea: 'Ho ancora 30 anni di lavoro davanti a me'. Quindi, ipoteticamente, potrei restare a Como per 10 anni e potrei comunque arrivare in Premier League tra 12 o 15 anni", ha aggiunto lo spagnolo.

IL LAVORO A COMO - Cesc Fabregas cresce in panchina, il Como lo fa in campo: il binomio sembra perfetto. E lo spagnolo è parte integrante del percorso di crescita: "Prendo io tutte le decisioni calcistiche. Il direttore sportivo è con me quotidianamente e abbiamo la stessa visione del calcio. Per gli acquisti lavoriamo con i dati, abbiamo il nostro scouting e tutto il resto, ma deve essere qualcosa in cui credo. Deve essere un giocatore di cui sono convinto".

E poi ha svelato un retroscena ispirandosi ad Arsene Wenger, uno dei grandi allenatori che ha avuto nel corso della sua carriera da calciatore:  "La palestra del centro di allenamento l'ho progettata insieme all'architetto. Ho progettato la vetrata sulla facciata. Ho imparato da Arsène Wenger. Mi sono ricordato che dalla palestra i giocatori infortunati devono poter vedere il gioco in campo"