Il figlio d’arte Andri Guðjohnsen: "La Serie A? È un campionato storico, ma oggi noi calciatori vogliamo giocare in Premier League"
Andri Guðjohnsen ha parlato a Gianlucadimarzio.com e ha affrontato il tema della pressione di essere il figlio di una leggenda del calcio islandese come il padre Eidur, ex attaccante di Chelsea e Barcellona.
L’attaccante ha spiegato come lui e i fratelli abbiano costruito le proprie carriere, cercando di sfruttare i consigli del padre senza sentirsi obbligati a essere all’altezza della sua reputazione: "Non direi che devo esserlo per forza. La pressione non è mai arrivata dalla mia famiglia o dalle persone che mi stanno intorno. Se c’è una pressione, proviene dal pubblico e dai media. Ma, come famiglia, siamo stati bravi a mantenere le cose così come sono. Io e i miei due fratelli (Sveinn Aron, attualmente alla Cavese in Serie C con un passato a La Spezia, e Daniel, al Malmö FF, ndr) ci concentriamo esclusivamente sul calcio. Ognuno di noi si è costruito la propria carriera, giocando in squadre diverse e vivendo esperienze personali. Ovviamente cerchiamo di sfruttare il più possibile i suoi consigli e di prenderlo come fonte d’ispirazione. Allo stesso tempo, però, sono un giocatore a sé e voglio costruire le mie esperienze e la mia carriera".
L'ESPERIENZA IN CHAMPIONSHIP - L’attaccante islandese ha raccontato la sua esperienza al Blackburn Rovers, sottolineando le difficoltà della Championship e l’importanza del campionato inglese per la propria crescita: "È un campionato difficile, nel quale si impara molto. Credo che, in questo momento, sia il posto ideale per me, ma ovviamente voglio arrivare il più in alto possibile. So che ci sono livelli superiori da raggiungere, ma sono felice dove mi trovo adesso e sto facendo bene sia con il club sia con la nazionale. In generale, sono soddisfatto della situazione attuale".
GLI ATTACCANTI DI RIFERIMENTO - Guðjohnsen ha parlato anche dei modelli a cui si ispira nel suo modo di giocare, spiegando di aver imparato molto dagli attaccanti con cui si è allenato e dai consigli del padre: "Cerco di assimilare ciò che ho imparato dagli attaccanti con cui mi sono allenato, sia nel club sia in nazionale. Quando mio padre ha qualcosa da insegnarmi, cerco di seguire i suoi consigli. Non c’è un unico centravanti al quale mi ispiro: il mio gioco è un insieme di elementi che ho imparato nel corso degli anni".
IL SOGNO PREMIER LEAGUE - Il classe 2002 ha raccontato il suo legame con il calcio inglese e il sogno di arrivare un giorno in Premier League: "Mi trovo molto bene nel Regno Unito e penso che il calcio qui sia fantastico. Amo i tifosi, l'energia e l'ambiente: è un contesto nel quale riesco a esprimermi al meglio. Credo che la Premier League sia il sogno di ogni calciatore, il campionato in cui tutti vorrebbero giocare. Spero quindi di riuscirci un giorno. Come ho detto, la Championship è un'ottima competizione per prepararsi a quel salto e migliorare il proprio gioco. Nel corso della scorsa stagione ho fatto progressi proprio grazie a questo campionato e ora sto affrontando la mia seconda annata qui. Voglio semplicemente continuare a diventare la migliore versione di me stesso".
IL RAPPORTO CON LA SERIE A - Guðjohnsen ha parlato anche del campionato italiano: "Non è un campionato che conosco particolarmente bene. In questo momento, però, non guardo troppo lontano nel futuro: voglio godermi la mia esperienza in Inghilterra, giorno dopo giorno e stagione dopo stagione. La Serie A è sicuramente un grande campionato, di altissimo livello, nel quale sono state scritte pagine importanti della storia del calcio".
BLACKBURN E NAZIONALE - L’attaccante ha commentato gli obiettivi stagionali: "Ci sono stati alti e bassi. Abbiamo iniziato abbastanza bene la stagione, pareggiando contro il Wolverhampton e battendo il Middlesbrough, ma poi ci sono state tre o quattro partite in cui non siamo riusciti a dare continuità a quelle prestazioni. Credo che siamo sulla strada giusta".
TONY MOWBRAY - Guðjohnsen ha parlato anche del ritorno di Tony Mowbray e del rapporto con l’allenatore: "È bello vedere il nostro allenatore Tony Mowbray tornare nel mondo del calcio. Ha una passione e un amore per questo sport straordinari, ed è qualcosa che apprezziamo molto. È un allenatore per il quale vuoi fare bene, dare tutto e lavorare sodo. Speriamo di riuscire a fare grandi cose in questa stagione".
IL PARAGONE CON ALAN SHEARER - Infine, Guðjohnsen ha parlato del suo rapporto con la storia del Blackburn e con Alan Shearer, uno dei giocatori più rappresentativi del club: "Non ho mai parlato direttamente con lui, ma è una presenza vicina al club e segue le partite. Ha trascorso una parte importante della sua carriera al Blackburn, giocando un calcio straordinario con questa maglia. Sapere che altri attaccanti hanno fatto grandi cose nel club in cui gioco oggi è sicuramente positivo. Sarà difficile raggiungere il suo livello, ma voglio diventare uno dei punti di riferimento del Blackburn in questa stagione".