Gattuso: "Si gioca a calcio per queste notti. Miglioramenti? Sette mesi fa non eravamo questi, sono orgoglioso"
"Chi gioca a calcio vive per notti di questo tipo": così Gennaro Gattuso ha cominciato l'intervista a SkySport alla vigilia della finale del playoff Bosnia-Italia. A 24 ore dal match da Zenica il CT azzurro ha parlato dell'importanza del match contro la nazionale di Sergej Barbarez: "Se non hai questo vuol dire che devi smettere o di giocare o di allenare. Ci giochiamo tanto perché non abbiamo giocato gli ultimi due mondiali. Daremo tutto". Sulle proprie emozioni Gattuso ha voluto sottolineare che non sono cambiate rispetto a qualche giorno fa: "Mi sento come prima della gara di Bergamo, sappiamo benissimo che ci giochiamo tanto". Servirà "una bella Italia" ha detto poi l'ex Milan prima di sottolineare il lavoro fatto in questi mesi: "La verità è una sola: noi sette mesi fa non eravamo questi. Gli avversari arrivavano facilmente in porta".
Il terrenodi gioco dello stadio di Zeniza, su cui si giocherà domani alle 20:45, non è perfetto? Il CT vuole evitare qualsiasi tipo di alibi: "Non dobbiamo pensare al campo: quello è brutto per noi e per loro. Pensare a queste cose è da deboli. Ho visto il campo e per me può andare. I campi brutti erano quelli dove giocavo con l'Hajduk. Sinceramente anche se fosse stato brutto possiamo fare poco. Dobbiamo pensare a che squadra sono loro". Come ultima cosa Gattuso ha voluto parlare dell'attaccamento dei suoi a questa Nazionale: "Oggi è venuto Di Lorenzo che si sta curando da un doppio infortunio, tantissimi altri giocatori a Bergamo: Zaccagni doveva fare la risonanza oggi e ha daro priorità il club giustamente. È fondamentale vedere questo attaccamento. Dicevano non ci fosse amor proprio, che a nessuno importava. Io lo vedo e mi auguro di cuore, ma non a livello personale bensì per questi ragazzi, di raggiungere questo obiettivo qui. Per come la vivono. Sono orgoglioso, sono contento, anche se le cose andranno male".
LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE
Per quali motivi bisogna essere positivi in vista della gara di domani?
"Spero di non deluderli, scenderemo in campo con grande voglia e veemenza. È l'aspetto più importante della nostra storia calcistica, siamo diventati campioni pur essendo i più forti, ma con grande cattiveria agonistica e sofferenza. Non deve mancare questo".
Che cosa pensa riguardo le dichiarazioni dell'allenatore della Bosnia?
"Sergej Barbarez è un grande giocatore di poker... Lo apprezzo. Giocava attaccante, capelli biondi, al Leverkusen, all'Amburgo. È un allenatore preparato, si sa far volere bene, entra nell'animo dei suoi calciatori. Era un giocatore importante, con la maglia della Nazionale penso che abbia fatto 45-47 partite, segnato diversi gol. Lasciamo stare i discorsi della polemica con Dimarco, quelle sono stupidaggini. Siamo stati stupidi noi a farci del male da soli. Abbiamo sempre saputo che la Bosnia è di qualità, fisica, quando ti viene addosso si fa sentire. Sa soffrire e sa giocare, i due attaccai due attaccanti, quando devono ricevere il cross, sanno muoversi molto bene. Per legare il gioco fanno robe interessanti con Dzeko. Sanno cosa devono fare. Scherzava? Lo avevo capito. Gli sto facendo un complimento, mi piace molto come personaggio".
Cosa succede al calcio italiano se non arrivasse la qualificazione al Mondiale?
"Non credo sia la sede adatta. Sicuramente posso parlare di me, sarà una delusione. Una mazzata importante, dovrò assumermi le mie responsabilità perché sono il ct, ma ne parleremo dopo. Per ora la testa non ce la siamo spaccata, se succederà ci metteremo i punti. C'è gente preposta a dire cosa succederà, il mio pensiero lo tengo dentro di me".
Sulle ultime prestazioni di Locatelli?
"Ha fatto una buona prestazione, la mia scelta era tecnico-tattica. La squadra ce l'ho in testa, ci sono cinque cambi che sono fondamentali. Vediamo domani, ho marcato quello che abbiamo fatto male, ma la sua gara è stata buona, alla fine".
La Bosnia è molto fisica. Il titolare sarà Esposito o Retegui?
"Vediamo domani, non voglio fare favori agli avversari. Ho detto di una squadra anche tecnica, loro sono forti e anche fisici. Speriamo di fare meno danni possibili".
In che cosa è migliorata questa Italia?
"Siamo un gruppo unito, vedo questi ragazzi dal primo giorno. All'inizio abbiamo preso gol assurdi, eravamo fragili, facevamo fatica a tenere il campo. Con Israele, alla alla prima difficoltà, abbiamo rischiato di buttare una partita finita. Questo è un aspetto e siamo migliorati. Oggi è venuto Di Lorenzo che si sta curando da un doppio infortunio, una fascite plantare e un problema al ginocchio. Tantissimi altri giocatori a Bergamo: Zaccagni doveva fare la risonanza oggi e ha priorità il club giustamente. È fondamentale vedere questo attaccamento. Dicevano non ci fosse amor proprio, che a nessuno importava. Io lo vedo e mi auguro di cuore, ma non a livello personale bensì per questi ragazzi, di raggiungere questo obiettivo qui. Per come la vivono. Sono orgoglioso, sono contento, anche se le cose andranno male. Spero di no, mi tocco".