Genoa, da Baldanzi a Osmaijc: le operazioni più importanti dell'era López
Si chiude dopo poco più di undici mesi l’esperienza di Diego López al Genoa. Il dirigente spagnolo saluta il club rossoblù in un clima di serenità, pronto a ripartire dall’Inghilterra: nelle prossime settimane inizierà una nuova avventura al Burnley, società con l’ambizione di tornare in Premier League. Una separazione che apre una nuova fase per il Genoa, ma che permette anche di tracciare un primo bilancio del lavoro svolto sul mercato.
Arrivato il 1° novembre 2025, López ha operato tra la sessione invernale e quella estiva, intervenendo sulla rosa con nuovi innesti e conferme. Alcune operazioni hanno già iniziato a dare risposte sul campo, mentre per altre servirà più tempo per capire quale sarà il loro reale peso nel progetto rossoblù. Tra i nomi più interessanti figurano Justin Bijlow e Tommaso Baldanzi, senza dimenticare Milutin Osmajic, sempre più determinante nelle ultime uscite.
BIJLOW E BALDANZI, QUALITÀ E AFFIDABILITÀ – Arrivato dal Feyenoord nel gennaio 2026, Justin Bijlow ha saputo ritagliarsi rapidamente uno spazio importante. Il portiere olandese ha chiuso la stagione con 16 presenze in campionato e cinque clean sheet, convincendo il Genoa a puntare ancora su di lui: a giugno il club ha infatti annunciato il rinnovo fino al 2029. Un’operazione che ha dato continuità a un ruolo fondamentale, affidandolo a un estremo difensore capace di trasmettere sicurezza e di contribuire anche alla costruzione dal basso.
Nel reparto offensivo, invece, una delle mosse più significative è stata quella legata a Tommaso Baldanzi, arrivato in prestito dalla Roma durante il mercato invernale. Il suo approdo in rossoblù è legato anche alla volontà di Daniele De Rossi, che ha contribuito a puntare sul trequartista per aggiungere qualità e imprevedibilità alla manovra. Nella seconda parte della stagione Baldanzi ha collezionato otto presenze e due assist, mostrando spunti interessanti. Il Genoa ha quindi scelto di proseguire insieme a lui, definendo a giugno il trasferimento con obbligo di riscatto. Una conferma che riflette la fiducia riposta nel classe 2003 e nelle sue possibilità di crescita.
OSMAJIC E WIAFE, IL MERCATO LASCIA IL SEGNO – Se alcuni innesti hanno avuto bisogno di tempo per ambientarsi, Milutin Osmajic sta diventando una delle note più interessanti del nuovo Genoa. Arrivato a titolo definitivo dal Preston North End nell’agosto 2026, l’attaccante montenegrino ha portato fisicità, profondità e presenza in area. Il suo impatto sta crescendo e le prestazioni più recenti lo hanno reso un riferimento importante per Daniele De Rossi, tanto da essere già il miglior marcatore rossoblù in campionato con tre reti dopo le prime giornate.
La sfida contro la Fiorentina di sabato 10 ottobre ha regalato anche un momento significativo a Samuel Wiafe, che ha debuttato in Serie A entrando al 57’. Un traguardo importante per il giovane rossoblù, che ha avuto così l’opportunità di affacciarsi per la prima volta sul massimo palcoscenico nazionale. Due percorsi diversi, dunque, ma che raccontano altrettanti segnali per il Genoa: da una parte Osmajic, sempre più incisivo, dall’altra Wiafe, chiamato a proseguire il proprio percorso di crescita.
I RISCATTI – Nel bilancio del lavoro di López rientrano anche le conferme di Leo Østigård e Lorenzo Colombo, entrambi riscattati dal Genoa. Il difensore norvegese si è distinto anche per il contributo realizzativo, mentre l’attaccante ha proseguito il proprio percorso in rossoblù dopo la stagione precedente. Operazioni differenti, ma accomunate dalla volontà di dare continuità a giocatori già inseriti nel gruppo.
AMORIM, UN PERCORSO ANCORA IN COSTRUZIONE – Tra gli investimenti più importanti della gestione López c’è Alexsandro Amorim, arrivato dall’Alverca nel gennaio 2026. Il centrocampista brasiliano ha avuto bisogno di tempo per adattarsi al calcio italiano dopo l’esperienza in Portogallo e, nella seconda parte della scorsa stagione, ha incontrato alcune difficoltà nel trovare continuità e incidere. I numeri raccontano un impatto ancora limitato: 11 presenze in Serie A, per un totale di 554 minuti, senza gol né assist. Un rendimento che non ha ancora restituito pienamente il valore dell’investimento sostenuto dal Genoa.
In questa stagione, tuttavia, il percorso del brasiliano è ancora aperto. Amorim sta proseguendo il proprio ambientamento in un contesto tattico e agonistico diverso da quello a cui era abituato, cercando di trovare maggiore continuità. Le prime presenze sono ancora poche e non consentono di parlare di una svolta, ma il margine per crescere resta. Per giudicare davvero l’operazione servirà capire se riuscirà a trasformare le qualità intraviste in un contributo più concreto alla squadra.