Nicklas Bendtner: “Bello giocare nella Juve del grande Antonio Conte. Højbjerg? Sarei entusiasta di vederlo in bianconero”
Nicklas Bendtner ha vestito la maglia della Juventus nella stagione 2012-13, arrivando in prestito dall’Arsenal nell’agosto 2012. L’attaccante danese ha collezionato 11 presenze complessive con i bianconeri senza segnare, condividendo lo spogliatoio con campioni del calibro di Gianluigi Buffon e altri protagonisti del calcio italiano, prima che un infortunio agli adduttori compromettesse gran parte della sua stagione. Nonostante il limitato contributo sul campo, Bendtner ha conquistato lo Scudetto con la squadra allenata da Antonio Conte.
In esclusiva a gianlucadimarzio.com, l’ex attaccante della Danimarca ripercorre la sua esperienza a Torino, racconta cosa rendesse Conte un vincente e commenta la possibilità di vedere Pierre-Emile Højbjerg approdare alla Juventus.
LE LEGGENDE DEL MONDIALE - Sul com'è stato condividere lo spogliatoio con leggende come Buffon e Del Piero: “Fantastico, erano alcuni dei migliori giocatori che l’Italia abbia mai prodotto. Erano anche persone fantastiche. Purtroppo, a dicembre ho subito un infortunio di lunga durata, ma mi sono davvero, davvero goduto il mio periodo lì. Avevamo anche un grande allenatore come Antonio Conte, che era ed è tuttora un tecnico fantastico.”
Su cosa renda così speciale Antonio Conte e perché sia un vincente: “Dicono che non sia mai felice? (Ride, ndr) Secondo me era molto felice! Scendeva in campo con un solo obiettivo in mente: vincere. Voleva vincere più di ogni altra cosa. Il calcio è uno sport in cui tutto ruota attorno alla vittoria, quindi posso capirlo sotto ogni punto di vista. Nella maggior parte dei club in cui è andato, ha vinto. Cos'altro volete? Volete qualcuno che faccia sempre felici i media perché dice questo o quello? È una persona che ha una propria personalità, ma posso solo dire che è un grande allenatore e una brava persona”.
L'ESPERIENZA - L’ex bomber danese ha giocato complessivamente 11 partite, soprattutto nella prima parte della stagione, prima che i problemi agli adduttori lo tenessero fuori per quasi tutto il girone di ritorno. Ha anche vinto lo Scudetto: sente di aver contribuito al successo e si considera un campione d’Italia? Nesta ha vinto il Mondiale del 2006, ma ha sempre sostenuto di non sentirsi tale: “Lo capisco perfettamente! Ovviamente vuoi avere un ruolo importante nella conquista di un trofeo e avrei voluto fare lo stesso, ma purtroppo ho subito un grave infortunio. La Juventus era fortissima in quel periodo, con una squadra fantastica composta da grandi giocatori che militavano in Serie A e in nazionale. All'epoca ogni giocatore della Juve era un nazionale. Ovviamente avrei voluto giocare di più, ma gli infortuni me lo hanno impedito.”
Era più difficile segnare contro Buffon o saltare Chiellini in un uno contro uno? “Entrambe le cose erano difficili, ma erano anche sfide stimolanti. Poi io non ho segnato a Buffon soltanto in allenamento, ma anche in nazionale, nel pareggio per 2-2 del 2013.” La squadra giusta nel momento sbagliato, considerando che gli anni d’oro di Bendtner sono stati dal 2006 al 2011? “No, il momento era quello giusto: è stato soltanto un infortunio a fermarmi, quindi… Mi sono comunque goduto il mio periodo lì. Come ho detto, ogni giocatore era fantastico e, durante la mia prima settimana, i compagni mi invitarono a uscire… portando persino un traduttore per comunicare con me. Anche i principali esponenti della tifoseria juventina furono fantastici: tutti mi trattarono benissimo e fu un'esperienza splendida. Non ho rimpianti, a parte l'infortunio”.
HOJBJERG - Højbjerg è accostato alla Juventus: potrebbe essere l’uomo giusto per i bianconeri? “Beh, ha fatto molto bene in Inghilterra, ora gioca in Francia con il Marsiglia ed è il capitano della nazionale. La Juventus è chiaramente in fase di ricostruzione e sarebbe interessante vederlo lì. Ma rispetto a quando c'ero io, oggi è tutto molto diverso.”