Genoa, De Rossi: “A Lecce con rispetto del torneo, mercoledì incontrerò la società”
“Non voglio una prestazione per causare o meno la retrocessione di nessuno, voglio fare il mio lavoro in maniera seria. Mercoledì incontrerò la società e parleremo, avremo tempo per programmare il futuro. Domani Ekuban non ci sarà, in porta giocherà Leali”. Così De Rossi in vista dell'ultima sfida del suo Genoa contro il Lecce".
Vigilia di campionato per il Genoa, domani l’ultima gara della stagione in casa del Lecce. Sfida che l'allenatore, dalla sala stampa del Signorini, ha introdotto partendo dal possibile ruolo da arbitro nella corsa salvezza del Lecce: “Le retrocessioni penso siano causa di un percorso lungo 38 giornate, non dell’ultima gara. Andremo con grande rispetto del campionato, della Cremonese e del Lecce. Sappiamo cosa si prova quando si sta in bilico fra una grande gioia e una grande delusione. Andremo lì a fare una grande partita, senza pensare a chi avremo di fronte e al fatto che loro sono ‘disperati’, come lo eravamo noi in altri momenti. Non guarderò nemmeno i rapporti, che sono forti, che ci sono fra me e alcuni elementi del Lecce. Motivazione in più ritrovare la vittoria che manca da Pisa? Le motivazioni sono sempre le stesse, non faremo una scampagnata di fine anno e metteremo in campo una formazione seria, competitiva”.
LE SCELTE DI FORMAZIONE - De Rossi ha anche parlato della formazione, partendo dal capitolo infermeria. “Fisicamente non siamo nel nostro miglior momento di forma. Abbiamo tanti acciacchi. Ieri si è aggiunto Ekhator per una botta al metatarso nell’altra partita sulla quale ha giocato sopra, vediamo oggi. Ekuban non penso sia dei nostri. Norton-Cuffy è andato forte. C’è qualche febbricitante, qualche infortunio pregresso al quale devo dare riposo in virtù del Mondiale. Arrivano problemini fortunatamente in un momento dove siamo a posto”.
Poi su Masini, centrocampista che sembra far giocare meglio il Genoa. “E’ un giocatore che fa giocare bene chi ha vicino perché ha più chiusure e chiude le traiettorie. E’ un giocatore che ti fa attaccare e ottenere azioni offensive. E’ un giocatore importantissimo per noi, ha giocato partite decisive. Nell’ultima gara avrei voluto farlo entrare, però non volevo sostituire Amorim dopo l’errore e ho cambiato idea in corsa. E’ un giocatore importante che rimarrà con noi e sarà importante, ma non ha meno qualità di altri, ha caratteristiche diverse. Ci fa bene e ci aiuta. In una rosa è importante che tutti i giocatori non siano uguali”.
UNO SGUARDO AL MERCATO - Caratteristiche diverse, da ricercare sul mercato. A novanta minuti dalla fine del campionato, il Genoa è inevitabilmente proiettato al futuro. “Paradossalmente ci siamo salvati troppo presto, ci siamo tolti i pensieri troppo in anticipo e avete insistito a pensare di altro oltre al campo. Questa settimana non sono stato qui perché ho avuto un problema familiare che mi ha fatto tornare a Roma, mercoledì ci rivedremo qui per parlare, non andrò in vacanza e resterò a Roma, ci sarà tempo per programmare. Lo facciamo da tempo, anche quando si parlava di me lontano da qui e non era vero. L’anno prossimo proveremo a salvarci all’ultima giornata, - scherza De Rossi - cosi tutti penseranno solo al Genoa”.
Sul riscatto di Colombo. “Riscatto importante ad una cifra importante, attaccante che chiunque avrebbe voluto prendere al posto nostro. È un primo tassello, un obbligo, ma ci vede tutti d’accordo nel puntare su di lui. Lui è un giocatore importante che crescerà moltissimo anche il prossimo anno”. Chi è cresciuto in questi mesi sono Marcandalli e Zatterstrom. “Giocatori che stanno avendo un percorso tangente, parallelo, ma un po’ diverso. Marcandalli per percorso fatto e presenze sta un po’ più avanti, ha fisicità, deve mettere dentro qualche trucchetto e aspetto mentale per tenerlo concentrato per tutta la partita. Ha caratteristiche, lui come Ekhator, che nel calcio di oggi non ha nessuno. Sono giovani, avranno tutto il nostro supporto per mettere dentro tutti i dettagli necessari per essere importanti. Zatterstrom è fenomenale per atteggiamento, tecnicamente è il difensore più forte che abbiamo, sa marcare e difendere, ha tutte le caratteristiche per essere importante per noi”.
Dalla difesa all’attacco. “Genoa che ha segnato molto, ma nei singoli pochi gol degli attaccanti? “É una domanda interessante, sono valutazioni da fare: guardando i numeri o guardando anche come li ho allenati. Colombo ha fatto sette gol in cinque mesi, in proiezione sono tanti. Ekuban ne ha fatti tre o quattro decisivi giocando poco. Ekhator ne ha fatti in prospettiva proporzione più di Pio Esposito. A Vitinha chiediamo un lavoro incredibile. Tutti vorrebbero attaccanti da 25 gol, ma A siamo il Genoa e B un attaccante con tanti gol ti toglie qualcosa che ci ha permesso di salvarci quest’anno. Intensità e presenza di tutti. Penso che dobbiamo migliorare, non so se basti prendere un giocatore statico che faccia gol, sono io che voglio migliorare i gol di chi c’è già, perché ne hanno di più nelle corde”.
LA STAGIONE DEL GENOA - Tornando al Genoa, sui tanti Primavera aggregati in prima squadra in stagione: "Quanti saranno in ritiro questa estate? Domani saranno tanti, in ritiro non so perché bisogna valutare chi magari avrà bisogno di fare un altro percorso. Qui con noi in queste settimane ci sono stati Barbieri, Doumbia e Consiglio che hanno fatto la C, puoi valutarli sei mesi magari per capire se possono starci. Quelli della Primavera li manderei a giocare, ne parlerò con Scala che si occupa dei prestiti, li manderei a prendere qualche schiaffo metaforico, qualche contestazione, a vivere calcio vero e a cimentarsi nel portare a casa la pagnotta. A vivere campi e stadi veri. I ragazzi per me devono giocare, devi essere convinto però che giochino. Meglio a volte una D per un giovane che un campionato di Primavera. Io ascolto tutti poi, ascolto Trapani Responsabile del
Settore Giovanile che sta facendo un grande lavoro”.
Tornando alla prima squadra, sull’impatto di Amorim col mondo Genoa e su chi giocherà tra i pali domenica. “Justin sta bene, non ha nessun problema, ma giocherà Nicola. Penso sia giusto così. È una scelta tecnica e di rispetto nei confronti di Nicola. Amorim ha fatto buona partita col Milan, la crescita dei giocatori passa anche da qualche piccolo errore. Ha fatto una partita importante. Dentro ha qualcosa, è giovane e chiede sempre la palla, non lo scarico di responsabilità. C’è piede. C’è visione. Poi chiaro che qualche errore lo farà, ma sarà importante per il futuro. Si è un pò spento appena arrivato, si aspettava di giocare di più, ma il calcio è questo, la concorrenza è tanta”. Su Vitinha. “Se ho scoperto se è un terzino che segna tanto o un numero nove? Stavo con mio figlio nel traffico l’altro giorno e lo abbiamo beccato, gli ho detto ‘vedi, questo è il nostro terzino che ha fatto un sacco di gol’. È l’esempio della corsa che abbiamo fatto, non si è mai fermato, ha gli occhi spiritati. Ha finito l’ultima partita distrutto, con i crampi, nonostante contasse relativamente. Dobbiamo capire come farlo rendere al massimo, ma sicuro abbiamo un giocatore che interpreta il calcio come lo interpretavo io, con sacrificio. Con qualità, perché poi lui ne ha tanta. Lui quinto non è un giochetto, sono prove per il futuro, poi vedremo se sarà lui il quinto ma è veramente un giocatore importante. Fa la mezzala, seconda punta, può giocare prima punta ed è un giocatore da gruppo, un giocatore da Genoa”.
A novanta minuti dalla fine del campionato c’è anche spazio per un bilancio. “Adesso lo dico felice di quello che abbiamo ottenuto, c’è la sensazione sia stato quasi facile ma abbiamo avuto anche momenti di scoramento. Pensavo fosse difficile, ma vedendo le caratteristiche dei giocatori e della tifoseria sapevo fosse una miscela che poteva far esplodere tutto. Ho capito che sarebbe possibile dopo i primi giorni che ero qui, per la maniera in cui ci siamo fusi con lo staff già qui, la dirigenza, abbiamo aperto le porte a tutti. I ragazzi che erano già qui sono diventati parte della nostra famiglia. Tutta gente che ci ha dato una grande mano. Quando vinci e vedi che sono tutti contenti e nessuno fa finta capisci che è possibile. Poi bisogna ringraziare i giocatori ovviamente e i tifosi che ci hanno dato cinque o sei punti in più”.