Juventus, Spalletti: "Non mi è mai passato per la testa di dare le dimissioni"
Solo 90 minuti separano la Juventus da quello che sarà il proprio destino nella prossima stagione. La vittoria nel derby contro il Torino sarà necessaria per credere fino alla fine alla qualificazione in Champions League, ma non sufficiente. Dopo la sconfitta contro la Fiorentina dell'ultima giornata, infatti, la Juventus è sesta e deve sperare in buone notizie dagli altri campi (qui le possibili combinazioni).
Alla vigilia del decisivo Derby della Mole, sarà Luciano Spalletti a parlare in conferenza stampa, che avrà inizio alle 17:00.
LA CONFERENZA STAMPA - Di seguito la conferenza stampa di Spalletti con tutti gli aggiornamenti in tempo reale.
17. 36 - "Rapporto tra me e Comolli è semplice: stiamo insieme, parliamo come abbiamo fatto oggi a pranzo o l'altro ieri mattina. Abbiao parlato di cosa era successo e di altri momenti. Nel nostro rapporto diventa fondamentale che io voglio partecipare alla creazione della futura squadra della Juve, ognuno dirà i suoi punti di vista tutto nel tentativo di fare una squadra più forte. Poi contunua ad andare a posto, il rapporto progesue. Le cose importanti sono di aver eun punto di vista obiettivo e coerente, unito su quelle che sono le visioni della squadra e future della Juventus. Può essere che qualche volta ci si scontra perché ognuno mantiene la propria opinione ma semore oer cercare di creare una squadra più forte"
17.34 - "Non aspettatevi nemmeno voi cambiamenti, non ce ne saranno. Ti dico ciò che succede, forse sbagliando mettendo sul tavolo uno stato d'animo perché quando la squadra non fa cosa vorrei ci rimango male. Da parte di rapporti con la società c'è voglia di continuare insieme. Dal mio punto di vista, se non c'è qualcodsa di diverso da quello che so, è tutto a posto. A me la società fa vedere che ha fiducia in me e io ne ho di loro. Abbiamo il dispiacere di questa partita ma allo stesos tempo siamo stimolati dal fare bene e andare avanti in maniera importante. Ci sarà da andare a creare un presupposto, una squadra di livello che possa dare la possibilità ai tifosi di sentirsi protetti e di sentire di avere a che fare con una squadra importante".
17.32 - "Rispetto D'Aversa, lo conosco e lo stimo. Gli faccio i complimenti per cosa sta facendo a Torino, da quando è venuto lui è ancora più marcato il suo stile nella squadra. Il derby di Torino è qualcosa di diverso da cosa ho vissuto a Milano e Roma. Ci sono due squadre agli antipodi. Questo è quello che si racconta da qualche anno. Poi arriva la partita, le squadre scendono in campo e c'è un premio importante. Ci sono due squadre che sono di livello top per i tifosi, la storia del calcio, quello che è successo ai due club che fa luccicare un po' gli occhi a tutti. Bisogna affrontarlo e andare a vincerlo. Non sarà una partita facile. Il sapore del derby si andrà a vivere e sentire addosso e rispettare per l'importanza della città".
17.31 - "Il calcio ora consuma tutto velocemente. Per me non è così: io non scaruico le mie delusioni sui calciatori. Le mie responsabilità me le prendo. Sono il primo a criticare me stesso. poi posso dire che è il careattere che fa la differenza. Il carattere serve per dominare te stesso dentro la confusione, il caos, la pressione, una situazione che diventa difficile da controllare per il contesto. Il carattere fa vedere se sei protagonista di te stesso oppure no e non si vede in una reazione di sopravvivenza ma nella gestione dei momenti quando tutto è soento e nessuno ti guarda o ti abbia. Lì trovi il carattere che ti forgia a essere sempre lo stesso e non perdere la tua postura, identità nel contesto in cui sei chiamato a operare. Con il carattere prendi quei colori lì, non ci può essere una partita, una pressione. Sotto questo aspetto dobbiamo fare dei passi in avanti. Qualsiasi cosa succeda dopo la paryita domani non verrò a criticare i miei calciatori perché rispetto loro e voglio bene a loro. Hanno anche fatto bene in questo pezzo di campionato che ho passato con loro. Poi ci sono questi momenti che ci sono costati dei risultati che ci pesano ma l'analisi viene fatta in generale. Il mio pensiero è di aver fatto buone cose e di essere cresciuti".
17.22 - "Non mi è mai passato per la testa di dare le dimissioni. Anche questo fatto di firma, firma, firma. Poi dimissioni, dimissioni, dimissioni,... E si ritorna al kit di prima. Al massimo con un risultato così passa per la testa di mettersi a disposizione. Io non ho chieso di parlare con nessuno, è tutto programmato con la società, succede tutte le settimane. Ora succederà di più per andare a ottimizzare una porgrammazione corretta per il futuro. Il percorso che dobbiamo fare rimarrà invariato in un modo o nell'altro. Un episodio in più o in meno non ti può trascinare a delel conclusioni che dal punto di vista organizzativo non stanno nè in cielo nè in terra. Bisogna usare la testa e casomai essere ancora più motivati a ribaltare quello che ci è successo, perché è una cosa che può succedere e noi dovremo essere bravi a ripartire. Non soltanto in campo ma soprattutto dal punto di vista mentale che fa la differenza. Non c'è più tanto tempo per sistemare le cose. Dobbiamo avere l'intelligenza di vedere le cose in maniera equilibrata e mettere in atto il piano più corretto per il futuro. Questo è fondamentale".
17.19 - "Non siamo stati nervosi, abbiamo analizzato tutto. Siamo dispiaciuti, poi si decide di fare un percorso che in base alla fatica mentale e fisica fatta abbiamo deciso di farli recuperare ieri. Però senza nervosismo. Un'altra parola che ci hanno attribuito è 'spogliatoio spaccato', 'squadra allo sbando', tutto dipende da una partita. Io la vivo come qualsiasi altra persona a cui è successa una cosa del genere. Puoi dare attenuanti per creare nervosismo oppure te lo porti a casa e rifletti sulle situazioni che provi, su quelle che sono le cose che determinano la partita. Poi determina tanto una partita vinta o persa. Ho passato delle notti senza vita, quando la mia squadra non esprime bene il lavoro fatto in settimana. Sono dispiaciuto e naturalmente questo mi condiziona un po' la vita in generale".
17.16 - "Futuro? Non dipenderà da niente. Programmare significa avere il coraggio di guardare oltre il risultato perché c'è sempre un progetto dietro e mettere le basi per costruire un futuro che sia come quello che ci auspichiamo. Si entra nel raionamento e si va poi a dare uno sviluppo, tentare di costruire quello che abbiamo detto anche precedentemente. Non cambia nulla un punto in più o in meno. Noi vogliamo creare la possibilità di lottare per qualcosa importante sia che siamo in Champions sia che non lo siamo. Siamo dispiaciuti per quel risultato non fatto però poi il traguardo non è una speranza ma una cosa concreta che è dentro il campo di domani. Noi abbiamo solo una soluzione e possibilità di vincere la partita di domani. Tutti i discorsi sono fatti per andare a giocare una partita migliore rispetto a quella con la Fiorentina e mettere tutto in campo per portare a casa il risultato".
17.11 - "Il rammarico non c'è in quelle partite in cui non siamo risuciti a vincere ma avevamo fatto la prestazione. Il rammarico è quello di non esser riusciti a essere noi stessi per quello che avevamo fatto vedere nel nostro èercorso e non aver fatto la stessa mole di gioco che ci aveva contraddistinto in tutto questo periodo. La spiegazione da un punto di vista mio è sempre la stessa: devo guardare quello che la squadra proprone e come si presenta in campo e prendere le mie responsabilità. Di fronte a loro sono sempre stato convinto di parlare a degli uomini, li ho sempre tarttati così e non sono degli esecutori. Andare a toccare la loro testa e il cuore fa arrivare a un livello superiore. Sono queste le componeneti che ti fanno andare a toccare situazioni che non ti aspetti. Per me non conta trovare degli alibi e andare a dare responsabilità agli altri. Dobbiamo poi fare delle analisi e trarre conclusioni ma se io presento una squadra in campo in questa sfida importante l'analisi la devo fare per forza. Devo anche fare die pensieri su quelle che pososno essere difficoltà a volte caratteriali. Tutto ciò che abbiamo fatto insieme non diventa sbagliato dopo una sola partita. Ci sono analisi più profonde che mi permetotno di programmare il futuro in maniera meno emotiva o dipendente da una sola partita o un solo gol, come si fa ora nel calcio. L'episodio ora può ribaltare tutto, abbiamo pronte delle soluzioni, il kit che usiamo in base a quello che è successo nella partita. Questa settimana ci abbiamo messo che eravamo tutti nervosi".
17.10 - "Mi aspetto una prestazione degna di quello che è successo questa settimana e degna di quella che è l'importanza di questa partita perché è un derby. Mi aspetto questa reazione corretta".
16:50 - Dieci minuti alla conferenza di Spalletti, che avrà inizio alle 17:00.