Genoa, De Rossi: "Fiorentina non decisiva ma importante, Colombo emblema della salvezza"

Genoa, De Rossi: "Fiorentina non decisiva ma importante, Colombo emblema della salvezza"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 14:38News Calcio
di Marco Bovicelli
La conferenza stampa di Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, a due giorni dal match contro la Fiorentina, in programma domenica 10 maggio alle 15:00

"Norton-Cuffy non ci sarà, Baldanzi preferirei non portarlo. In difesa gioca Zatterstrom. Vanoli è un amico, eravamo intrecciati nei destini mesi fa. E’ stato bello iniziare insieme, abbiamo trovato due grandi realtà, due belle piazze ed è giusto che queste due piazze stiano in Serie A”. Così ha esordito De Rossi a due giorni dalla sfida con la Fiorentina. La partita contro i viola è infatti in programma domenica 10 maggio alle 15:00 allo Stadio Artemio Franchi.

Meno due alla sfida con la Fiorentina per il Genoa di De Rossi, che con una seduta mattutina ha continuato la preparazione in vista della gara contro i ragazzi di Vanoli. Gara che l’allenatore rossoblu Daniele De Rossi dalla sala stampa di Villa Rostan ha introdotto così.

INFORTUNATI E CONDIZIONE FISICA - Sulle condizioni dei giocatori, ha spiegato: "Junior (Messias) ha finito la stagione, non rientrerà prima della fine del campionato. Norton-Cuffy non sarà della partita, non riesce ad andare senza sentire sintomi. Baldanzi sta bene, si sta allenando con noi da tre-quattro giorni ma non vorrei portarlo. Vorrei dargli più allenamenti veri prima di metterlo in campo visto che la partita è importante ma non decisiva per noi. Voglio che sia al 100% quando rientrerà perché per noi è un giocatore troppo importante. Se fosse una partita decisiva per la salvezza lo avrei fatto giocare dall’inizio”. Sarà una partita importante, ma non decisiva vista la salvezza già raggiunta. Gara nella quale ritroverà Paolo Vanoli, in corsa con lui per la panchina rossoblu sei mesi fa. “Paolo è un amico. Anche se poi è sempre stato il mio mister. E’ stato col mio allenatore in seconda con Conte in Nazionale. E’ una persona di cui ho stima. E’ stato bello iniziare insieme, eravamo anche intrecciati su chi poteva andare di qua o di là (tra Genoa e Fiorentina), abbiamo trovato due grandi realtà, due belle piazze ed è giusto che queste due piazze stiano in Serie A”.

STIMOLI E MOTIVAZIONI -  Sugli stimoli da dare ai ragazzi ad obiettivo raggiunto ha citato anche se stesso: “I giocatori devono trovarli da soli gli stimoli. Ricordo che contro la Samp a Genova ero reduce dalla pubalgia, c’erano gli europei e nessuno aveva voglia di giocare quella gara. Anche io dissi al mister a Capello: ‘Non è la gara della vita’. Mi disse: ‘Non è la partita della vita, è la partita della Roma’. Mi ha umiliato, mi ha insegnato tanto. É la partita del Genoa ed è importante. Un giocatore di calcio forte tira fuori gli stimoli da quello che ha dentro. Facciamo tante partitelle in allenamento, si vogliono vincere anche quelle. Come possiamo non avere lo stimolo? Se giocassimo solo quando abbiamo paura di fallire sarebbe grave”.

La gara con la Fiorentina sarà anche l’occasione per vedere in campo chi ha giocato meno: “Zatterstrom gioca dall’inizio, posso dirlo perché gliel’ho già comunicato. L’unico mio obiettivo è non mettere in campo tanti giocatori che non hanno giocato insieme, rischi di giudicarli in una condizione che non valorizzerebbe la loro prestazione”.

CRESCITA COSTANTE - Le prestazioni del gruppo sono in continua crescita dal suo arrivo: “Ne parlavo con lo staff, di quello che ricerchiamo nelle partite, nella qualità dell’allenamento: siamo cresciuti, il primo è Jeff (Ekhator), si allena da grande, prima come era giusto lo faceva da giovane. Presenza sia in allenamento che in partita. A non migliorare mai sono state intensità e impegno, quelli erano altissimi anche prima. Anche lo staff precedente aveva una cultura del lavoro serio, altrimenti non avrei trovato una squadra così pronta. Abbiamo migliorato la classifica, il gioco, ma non è cambiato l’attaccamento al Genoa che c’era già”.

IN VISTA DELLA FIORENTINA - Fiorentina campo dove il Genoa non vince da più tempo, l’ultima nel 1977? Perché no, mettiamo tutto nel minestrone degli stimoli, male non fa. Sarà ancora più bello provarci l’anno prossimo, quando i punti conteranno di più. Stimolo in più, poi il Genoa recentemente ha vinto in casa delle grandi, sarà uno stimolo in più ma deve diventare una cosa di contorno, noi dobbiamo fare una partita tosta sempre”, ha poi aggiunto sulla questione stimoli.

Partita, quella contro i viola, che il Genoa giocherà a salvezza acquisita, condizione che ha fatto scattare il rinnovo di De Rossi: “Che effetto mi fa e se abbiamo già parlato in chiave futura? Parliamo in chiave futura da settimane, forse mesi. Siamo salvi da tanto tempo, ma finita Cremonese-Lazio confesso è caduta non tensione ma… c’è l’abbiamo fatta. È realtà. Ed è bello, perché alleno da poco e vivo come tutti allenatori per raggiungere gli obiettivi. È stato bello il giro di telefonate con lo staff, con Diego. All’insegna della condivisione, abbiamo raggiunto l'obiettivo tutti insieme. Anche quando ho perso tre partite non mi sono mai sentito sotto pressione da parte della società, giocatori e presidente. È un obiettivo condiviso, bello”.

SINGOLI E ATTACCO - Sui singoli e l'attaccon in generale ha ammesso: “Tutti giocano e migliorano, ti fa pensare che potevo farlo giocare prima, ma Colombo ci ha trascinato, Vitinha ha fatto un grande lavoro, Kaleb (Ekuban) ha l’esperienza che ti serve in certe occasioni, ha fatto gol importanti, decisivi, vitali. Jeff ha avuto meno spazio, ora non lo sta avendo perché contano meno le partite, ma perché credo moltissimo in lui. Non è un premio per la simpatia, perché siamo salvi, ma per capire cosa sarà questo ragazzo per il futuro”.

A chiudere una battuta su Colombo (riscattato), e Messias (in scadenza) e Ostigard (tra i protagonisti della stagione). “Lorenzo (Colombo) è stato decisivo per la salvezza e per la nostra crescita. E’ l’emblema della nostra salvezza. Mi piace pensare che il primo punto lo abbiamo fatto con quel gol un po’ sporco con la Fiorentina all’andata, sintomo di quanto lui sia un lottatore. Questa è una squadra di lottatori seri che hanno un cuore. Sarà difficile giocare peggio di come abbiamo fatto con la Fiorentina all’andata, ma i ragazzi hanno lottato. Poi sono state anche altre le tappe della nostra salvezza e nessuna partita mi ha fatto pensare di non salvarmi. Proprio grazie all’atteggiamento di Colombo, di Frendrup, Ostigard, ma è un peccato fare nomi perché tutti hanno lottato come dei guerrieri. Messias parla poco, ma quando parla è un riferimento per lo spogliatoio. E’ un riferimento anche per me. E’ a 360° il giocatore più forte che abbiamo, ma dal punto di vista del fisico è un po’ fragile. Ci ha dato grandissima disponibilità, ogni volta che è stato bene ha spinto e sono contentissimo di lui e di averlo conosciuto anche a livello umano. Le parole di Ostigard sul fatto di voler restare qui e l’orgoglio che ho contribuito a far ritrovare? Non l’ho creato io c’è l’hanno dentro. Genoa squadra storica di medio classica, anche bassa Serie A visto che è sempre stata nella parte destra della classifica. Ma ci sono una città fantastica e qualcosa di speciale quando la domenica entri allo stadio. Se la gente sta bene qui è perché i giocatori hanno stimoli per quello che fanno e per chi lo fanno, qui c’è qualcosa di speciale. C’è un entusiasmo dentro allo spogliatoio che non va perso”.