Moratti: "Un piacere guardare Nico Paz. Ibra-Eto'o? Ricordo l'imbarazzo col Barça. Chivu coraggioso e bravissimo"
Tra aneddoti di mercato indimenticabili, retroscena di spogliatoio e uno sguardo al futuro, Massimo Moratti è stato tra i protagonisti dell'ultima puntata del podcast Sky Calcio Unplugged, a cui ha partecipato anche l'ex attaccante nerazzurro Julio Cruz. L'ex presidente dell'Inter ha regalato pillole di pura passione nerazzurra, svelando i suoi desideri per il mercato attuale e ripercorrendo alcune delle tappe più clamorose della sua presidenza.
IL MERCATO DI OGGI: LA SCELTA RICADE SU NICO PAZ - Interrogato su quale giocatore farebbe "pazzie" per portare nell'Inter della prossima stagione, Moratti ha le idee chiare sulla filosofia da adottare: "L'esperienza vuole che sia bene spendere per uno forte. Perché ti ripaga con il suo gioco e se lo vuoi vendere mantiene il valore". Guardando al campionato italiano, l'ex patron ha individuato il talento che più lo entusiasma: "Io credo che in Italia in questo momento ci sia Nico Paz del Como. È proprio un piacere vederlo". Ha poi ribadito il concetto elogiando il trequartista: "Per parlare di quello che è il nostro cortile, insomma, diciamo che Paz mi sembra fortissimo".
L'ESALTAZIONE DI CHIVU: DAL CORAGGIO IN CAMPO ALLA PANCHINA - Un ampio passaggio è stato dedicato a Cristian Chivu, simbolo del Triplete e oggi allenatore della prima squadra. Moratti ne ha esaltato in primis le doti umane e da calciatore: "Chivu riusciva a mantenere un atteggiamento che era sicuro di sé, cioè tranquillo. In realtà era coraggiosissimo". L'ex presidente ha ricordato il grave infortunio alla testa: "Si è spaccato la testa con un buco vero, dopo un mese di operazioni si è rimesso a giocare. Mi ha detto ultimamente che mentre giocava, quando colpiva la palla di testa, per cinque secondi vedeva buio". Oggi, l'ex difensore guida l'Inter dalla panchina, un percorso che Moratti approva in pieno: "All'Inter facciamo crescere Chivu, che è bravissimo". Sull'aspettativa di vederlo allenatore, ha aggiunto: "Non mi son mai posto il problema di capire se potesse fare l'allenatore o no. Però quando l'ha fatto l'ha fatto bene. Poi benissimo all'Inter".
CONTRATTI A VITA E IL LATO UMANO DEL CALCIO - A chi farebbe un contratto a vita nell'Inter di oggi? Le scelte di Moratti ricadono su due pilastri: "Lautaro Martinez è ancora giovane nel modo di fare, ha un fisico leggero, è intelligente e ha un carattere da capitano... è certamente l'uomo su cui conto di più". Poi Nicolò Barella: "Lo trovo un altro giocatore da tenere per il carattere che ha e perché nel momento buono si esprime sempre al meglio".
L'ANEDDOTO STORICO: LO SCAMBIO IBRA-ETO'O - Impossibile non tornare sulle grandi operazioni internazionali, in particolare quella con il Barcellona. Moratti ha svelato un retroscena sul suo rapporto con il presidente blaugrana dell'epoca: "C'era amicizia col presidente del Barcellona. Io gli ho detto 'Guarda che Ibrahimovic è uno che vince sempre... è un vincente nato'. E invece abbiamo vinto noi tutto". A posteriori, Moratti ha raccontato il suo stato d'animo per l'esito di quell'affare: "Mi ricordo il mio imbarazzo con quest'uomo... su questo giocatore non gli era andata bene perché Ibrahimovic col problema di Messi non si era trovato".
IL RIMPIANTO CANTONA E IL FUTURO DI MOURINHO - Tra i colpi mancati, il più grande rimpianto porta il nome di Eric Cantona. L'episodio del famoso calcio al tifoso del Crystal Palace fu letto da Moratti come un'opportunità: "Io invece ho detto 'Fantastico, perché questo vuol dire che me lo squalificano e lo prendiamo noi'". Nonostante l'accordo verbale ("Incontrammo il giorno dopo Cantona, era disposto a venire a Milano"), il francese alla fine rimase in Inghilterra. Il commento di Moratti è netto: "Io penso che se l'avessimo preso subito noi vincevamo il campionato il primo anno... era veramente un giocatore eccezionale". Una battuta anche su José Mourinho, che l'ex presidente vedrebbe bene in Spagna: "Mi farebbe molto piacere se lo prendesse il Real Madrid, perché per lui sarebbe una rivincita".