Gianluca Falsini a Sky Calcio Unplugged: "Vogliamo giocatori adatti alla nostra filosofia"

Gianluca Falsini a Sky Calcio Unplugged: "Vogliamo giocatori adatti alla nostra filosofia"
Oggi alle 19:00News Calcio
di Alessandro La Gattuta
Le parole dell'allenatore del Como Primavera, ospite della nuova puntata di Sky Calcio Unplugged

"Fábregas vuole questo tipo di giocatori, non significa che assomigliamo al Barcellona, noi ci adattiamo alle caratteristiche dei calciatori che alleniamo". Gianluca Falsini, allenatore del Como Primavera, ha raccontato a Sky Calcio Unplugged la filosofia alla base del lavoro del settore giovanile biancoblù, soffermandosi sul rapporto con Cesc Fábregas, sullo sviluppo individuale dei talenti e sulle difficoltà che i giovani incontrano nel percorso verso la prima squadra.

IL MODELLO COMO - Gianluca Falsini, allenatore del Como Primavera, ha raccontato il lavoro svolto dal settore giovanile del club biancoblù, soffermandosi sulla valorizzazione dei talenti italiani e sulla ricerca di calciatori funzionali al progetto tecnico della prima squadra: "Noi abbiamo tanti italiani e solo 4 stranieri nella rosa Under 20 del Como, lavoriamo molto sul territorio. Chiaramente vogliamo giocatori adatti alla nostra filosofia, guardiamo se un ragazzo è pronto per poterlo sviluppare e darlo a Cesc".

LA FILOSOFIA DI GIOCO - L'allenatore ha poi spiegato quali siano i principi condivisi tra le diverse formazioni giovanili del Como e il legame con le idee di Cesc Fábregas, sottolineando come l'obiettivo non sia replicare il modello di altre squadre, ma valorizzare le caratteristiche dei singoli: "Abbiamo delle idee di gioco molto simili, chiaramente ogni rosa ha delle specifiche individuali diverse di giocatori che differiscono l’una dall’altra. Per esempio noi e l’U-17 costruiamo o difendiamo a 3, mentre l’U-18 lo fa a 4, ma i concetti di gioco sono gli stessi. Cerchiamo sempre di avere il dominio del gioco avendo rispetto dell’avversario. Naturalmente in Youth League affrontiamo squadre diverse da quelle del campionato e di conseguenza bisogna adattarsi. È una filosofia che la società ci ha inculcato dal primo giorno e che dobbiamo sicuramente sostenere."

Questo perché Fábregas vuole questo tipo di giocatori, non significa che assomigliamo al Barcellona, noi ci adattiamo alle caratteristiche dei calciatori che alleniamo. Siamo molto focalizzati sullo sviluppo individuale del giocatore, è un po’ il nostro dogma. Poi ci piace anche occupare gli spazi e sviluppare le individualità singole dei calciatori, sia dei difensori che dei centrocampisti e attaccanti. Per esempio nella gara contro il Manchester United, dopo un buon primo tempo di dominio il secondo tempo chiaramente abbiamo sofferto un po’ il ritorno degli inglesi, in quel caso sono risaltate più le nostre qualità difensive che quelle di possesso palla. Entrambe le cose, però, vanno di pari passo".

IL RAPPORTO CON FÁBREGAS - Falsini ha parlato anche della collaborazione con l'allenatore spagnolo, evidenziandone non soltanto le qualità tecniche, ma anche la disponibilità nel confronto con gli altri componenti dello staff. Tra i giovani su cui si è soffermato c'è Riccardo Cassano, per il quale l'allenatore prevede prospettive importanti: "Per quanto riguarda il rapporto che ho con Fábregas non è quotidiano dato che il tempo libero non è tantissimo, però la sua straordinarietà, oltre a essere un allenatore moderno con idee fantastiche, è soprattutto la sua umanità, la disponibilità che dà a noi allenatori. Non mi ha mai negato una chiacchierata o un dubbio che avevo, condividiamo sempre tanti discorsi a livello individuale e uno di questi riguarda Riccardo Cassano. Secondo me avrà un futuro fulgido perché è un ragazzo fantastico, ma che deve migliorare tantissimo sviluppando il suo talento, sono convinto che lo farà. Questo per noi è fondamentale perché prima viene l’uomo e poi il calciatore e lo stesso ragionamento vale per Cesc. Collaboriamo molto anche con il suo staff, ci aggiorniamo settimanalmente per lavorare al meglio. Per me è stato semplice perché dopo 4 anni di Roma le mie idee erano molto simili a quelle della società, di conseguenza introdurmi in questo club è stato piuttosto semplice. Naturalmente tempo libero ne abbiamo poco, è bello ma un po’ stressante alla fine".

L'ESPERIENZA CON LULLI - Nel corso della puntata, Falsini ha ricordato anche il percorso di Emanuele Lulli, soffermandosi sul cambio di ruolo che ha contribuito a indirizzarne la crescita prima della valorizzazione con Gian Piero Gasperini: "Lulli? Inizialmente non era stato preso in considerazione, il mio merito è stato quello di spostarlo nella sua attuale posizione che ricopre con Gasperini. Prima giocava mezzala, l’ho spostato terzino in una difesa a 4 e chiaramente quando passavamo a 3 giocava quinto come sta facendo adesso. È un ragazzo con delle qualità morali incredibili, veniva al campo e sapeva che non era tra i più bravi ma che aveva delle potenzialità straordinare. Quello che sta facendo oggi è tutto merito suo e di Gasperini che l’ha valorizzato".

IL FUTURO DEI GIOVANI - Infine, l'allenatore del Como Primavera ha riflettuto sulle difficoltà che i giovani incontrano nel passaggio al calcio dei grandi, sottolineando l'importanza di un progetto tecnico che permetta loro di trovare spazio e di maturare anche attraverso gli errori: "Bisogna ragionare su due cose, il progetto tecnico e dare spazio a questi ragazzi. Credo che sia fondamentale, per quanto riguarda il mio club non è semplice dare un giocatore alla prima squadra ma siamo tutti ambiziosi, non bisogna avere fretta e servirà tempo. Penso che sia fondamentale anche nelle altre società dare spazio a questi ragazzi una volta finito il settore giovanile. Sappiamo che nessuno nasce imparato e bisogna fare esperienza, i giocatori hanno bisogno di sbagliare per poi diventare giocatori importanti".

Ascolta tutta la puntata di Sky Calcio Unplugged