Immobile: "Conta il senso di appartenenza. Futuro impegnativo ma interessante"
Un nuovo Ciro Immobile per la Nazionale. L’ex attaccante azzurro è stato infatti nominato capo delegazione della Nazionale Under 16, ruolo per il quale è stato fortemente voluto dal presidente del CONI Giovanni Malagò, che ha ottenuto il suo sì. Immobile ha così intrapreso una nuova avventura al fianco del commissario tecnico Giovanni Costantino, accompagnando il percorso della selezione giovanile. E, dopo le prime uscite nel suo nuovo incarico, l’ex giocatore della Lazio è tornato a parlare a Sky Sport in vista dei prossimi impegni.
"Non mi aspettavo che tutto partisse così velocemente. Sono felicissimo di questo ruolo, posso ripartire da capo con i ragazzi. Ieri abbiamo fatto una bella partita contro la Spagna, potevamo anche vincere", ha dichiarato Immobile, che poi ha fissato l'obiettivo in questo nuovo ruolo: "Posso aiutare, obiettivo primario. In tutti i sensi, senza intralciare il lavoro che è già partito con mister Costantino. Bisogna far sentire ai ragazzi quel senso di appartenenza che serve per la maglia della Nazionale".
LE PAROLE DI IMMOBILE - L'ex attaccante della Nazionale ha proseguito: "Dobbiamo farlo perché le altre squadre lo stanno facendo. Si aprono scenari importanti, e ovviamente quello che conta di più è il senso di appartenenza. Se giochi all'estero o in Italia non cambia niente quando vesti la maglia della Nazionale".
Spazio anche per commenti sui singoli: "Pio Esposito lo conoscevo già, ci avevo puntato quando giocava a La Spezia. È un ragazzo serio e in campo si vede. Sono convinto che abbia grandi margini di crescita. Lo staff è carico, anche quello dell’U21. Vedendo le due squadre non sono preoccupato". E su Locatelli: "Mi spiace per Locatelli, perché stava iniziando a essere un punto fermo. È uno che trasmette passione per la maglia, ci servono persone come lui dentro lo spogliatoio. La nazionale del 2021 era piena di capitani, e nel calcio di adesso conta quello".
CONSIGLIO PER I GIOVANI - Infine, un consiglio: "È giusto quello che si dice, che siamo indietro. Però alla fine nessuno prende in mano la situazione. Malagò ha pensato anche a questo chiamandomi, i ragazzi dei 16 anni hanno vissuto i miei momenti migliori, quindi sentono la responsabilità. È giusto che si inizi a responsabilizzare da queste categorie. Io ai ragazzi ripeto sempre che il lavoro va fatto quotidianamente, spero che facciano lo stesso nel club perché è lì che si affronta il lavoro quotidiano. Dobbiamo accettare i tempi che cambiano: occupandoci soltanto di sport, lavorare all'interno di ogni giocatore è un grande punto di partenza".