La maturità di Thuram, il ritorno di Pio: è la serata dell'Inter
Durante il riscaldamento prima della partita, le telecamere hanno posto più volte la loro attenzione su un giocatore che però non era in campo. Era qualche metro più in là, seduto in panchina. Era Lautaro Martinez. Osservava i suoi compagni. Lo sguardo di un capitano. Lo sguardo di chi vorrebbe tanto essere lì con loro. Chissà che non sia stata proprio quella sua vicinanza a influenzare la coppia che nell’ultima partita prima della sosta è stata chiamata a sostituirlo. Da una parte Pio Esposito, che ha sbloccato la partita contro il Como; dall’altra Marcus Thuram, autore del raddoppio e mai così protagonista per maturità e consapevolezza nella sua storia a Milano. Dopo la trasferta di Champions, l’Inter vince 2-0 contro il Como e allontana in modo definitivo i fantasmi del derby e si dà appuntamento al ritorno dopo la pausa. Un appuntamento anche per il suo numero 10. Lautaro Martinez tornerà in campo dopo settimane di assenza. Nel frattempo, ci hanno pensato Pio e Tikus a non far sentire troppo la mancanza.
MATURITÀ – È un Thuram diverso quello visto in questo tour de force affrontato dopo la sosta di settembre. Un francese rivitalizzato dalla Nazionale? No. O meglio, non dalla Francia, ma piuttosto dalla mancata convocazione. “Non so se è merito mio o di Zidane. Senza Lautaro si è preso responsabilità. Non essere convocato gli ha dato una motivazione in più”, raccontava Chivu dopo la rimonta contro la Fiorentina. E si può trovare proprio nelle sue parole la stella polare intorno a cui è girato questo mese. Anzi, le stelle polari. C’è la responsabilità di un ragazzo che in nerazzurro è ormai da anni e ne sta diventando un leader e un riferimento. E i leader, si sa, emergono nelle difficoltà. E questo ciclo di partite per l’Inter è iniziato così, con una difficoltà: l’infortunio di Lautaro. E Marcus ha deciso e dimostrato di volersi caricare il peso dell’attacco e della squadra sulle spalle. Poi c’è l’altra stella polare, la motivazione. E per trovarla bisogna spostarsi di qualche km e superare il confine che divide Italia e Francia. Il confine da cui a settembre non è arrivata alcuna chiamata per la nazionale. Una maglia da riconquistare. Un mese dopo, tornerà a indossarla. La Francia troverà un Thuram mai così maturo.
IL RITORNO – 14 settembre 2026, Inter-Udinese 5-3. Questa l’ultima partita in cui Pio Esposito aveva segnato con la maglia dell’Inter. Sono passate delle settimane, con dentro la delusione di un derby perso. Un derby giocato per pochi minuti a causa di una febbre che per giorni lo aveva condizionato. Poi rieccolo, l’attaccante di Chivu. Nella notte europea contro il Feyenoord. Nella serata di San Siro contro il Como. Sua la rete che ha sbloccato (e indirizzato) i 90’. Un gol a cui si ha unito una prestazione fatta di sacrificio, lotta e appoggi. Una prestazione da grande. Un impegno che tutto lo stadio gli ha riconosciuto al minuto 72, quando durante il cambio lo ha accompagnato con un lungo applauso. Ora è tempo di sosta. L’Inter ci arriva con il sorriso. Il sorriso dei suoi bomber.