Inter, senti Mkhitaryan: "Vorrei vincere la Champions. Ritiro? Non lo so, Stankovic fortissimo"
Il primo derby di Milano si è concluso in pareggio. Pochi gol e tanti esperimenti in una cornice inedita come quella di Perth, in Australia, lontanissima dal palcoscenico di San Siro che tra pochi giorni tornerà ad ospitare le gare interne di Inter e Milan. Dopo aver giocato poco più di 45' dimostrando di poter ancora stare la passo dei più giovani, Henrikh Mkhitaryan ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport. "Questo l'ultimo anno della mia carriera? Non lo so", ammette ridendo.
"Ci stiamo allenando bene. Non è facile con i viaggi e i cambiamenti di fuso orario ma stiamo facendo il massimo per preparare un’altra grande stagione", ha continuato l'armeno. Intanto, però, è stato l'unico dei senatori nerazzurri ad aver rinnovato il proprio contratto in scadenza. Via Acerbi, via Sommer, ora è lui il giocatore più anziano di una rosa in costante ringiovanimento. "Non ho ricevuto alcuna garanzia: non sarebbe stato neanche giusto, perché devo far vedere io sul campo se merito un posto in squadra oppure no. Ma sento di poter giocare a buon livello un altro anno e così insieme alla società ho deciso di rimanere un altro anno. Poi vedremo".
I PIÙ GIOVANI - L'età media della rosa nerazzurra si abbassa. Uno degli ultimi arrivi, anche se di acquisto vero e proprio non si può parlare, è Aleksandar Stankovic. "Io mi sono sempre allenato al massimo per essere un esempio per gli altri: soprattutto i più giovani. Stankovic? Ha intrapreso la strada giusta: gli serve un po’ di tempo per adattarsi alla nuova realtà anche se conosce l’Inter dal settore giovanile. Una cosa è giocare nel vivaio, un’altra in prima squadra. Ma i due anni che ha fatto all’estero hanno dimostrato che meritasse di tornare alla base. Deve essere più veloce. È molto importante quando occupi quella zona del campo. Bisogna gestire i tempi di gioco, sapere quando accelerare e quando rallentare. Aleksandar sta facendo bene ma sono sicuro che piano piano farà anche meglio".
TOPALOVIC - E gli altri giovani che si stanno mettendo in mostra? "Li conoscevo bene tutti, perché si allenano spesso con noi durante la settimana. Mi sento solo di raccomandare loro di tenere i piedi per terra e continuare a lavorare. Solo così possono emergere: se poi non riusciranno a giocare nell’Inter, potranno essere comunque calciatori di Serie A". Il 2006 sloveno Luka Topalovic, forse, è quello che più si avvicina di più a Mkhitaryan per movenze e ruolo. "Lo avete visto a Bologna qualche mese fa, all’ultima di campionato, quando ha inventato quel passaggio verticale. Gli auguro il meglio, perché ha i mezzi per diventare un ottimo calciatore".
QUATTRO FRONTI - Reduce da una stagione con 43 presenze, quattro gol e due assist, oltre a due trofei, Mkhitaryan non si accontenta. "Lo scudetto era la nostra priorità? Noi in realtà non ci siamo mai tirati indietro. Abbiamo appena conquistato due trofei, adesso proveremo a giocare al meglio su quattro fronti: ci metto anche la Supercoppa, oltre alla Champions. Non possiamo sapere cosa ci riserverà il futuro, capitano anni in cui vinci e altri in cui perdi. L’importante è essere pronti ad affrontare tutte le sfide e noi lo siamo. Sempre".
SOGNO DI FINE CARRIERA - "È l'ultimo anno di carriera? Non lo so", ammette ridendo in conclusione di intervista. "È impossibile deciderlo oggi. Devo capire come starò alla fine di questa stagione. Alla mia età non ha senso fare programmi a lunga scadenza". La nuova stagione di Serie A è alle porte, il 22 agosto alle 18:30 l'Inter ha l'esordio contro il Monza neopromosso a San Siro. "Tante cose avrei potuto fare in più… - ammette l'armeno, prima di lasciarsi andare - Ad esempio La Champions, ecco. Vorrei vincere la Champions. Ci sono andato vicino due volte, magari prima o poi ci riesco".