Pjanic presenta Alajbegovic: "Aveva offerte più ricche, gli ho detto che la Juve è una famiglia"

Pjanic presenta Alajbegovic: "Aveva offerte più ricche, gli ho detto che la Juve è una famiglia"TUTTOmercatoWEB.com
Miralem Pjanic
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Oggi alle 09:40News Calcio
di Redazione
L'ex centrocampista, intermediario nell'operazione con la Juventus, racconta la scelta del connazionale Alajbegovic e l'affare dei bianconeri

Alla Juventus dal 2016 al 2020, Miralem Pjanic aveva abituato i tifosi bianconeri a gol e assist in campo, ma l'ultimo se l'è tenuto per la fine della carriera. C'è anche del suo, infatti, nell'operazione che ha portato a Torino il classe 2007 Kerim Alajbegovic, in cui l'ex centrocampista ha ricoperto il ruolo di intermediario.

Ma sui suoi meriti, il bosniaco frena: "Sono solo amico, di Kerim e della sua famiglia - ha raccontato alla Gazzetta dello Sport -. Non sono un agente e non ho fatto nulla di speciale: mi sono limitato a esprimere la mia opinione con sincerità. Bravi i dirigenti della Juventus a convincere un ragazzo che aveva molte richieste, anche più ricche". Una scelta che Pjanic spiega così: "Kerim è un ragazzo più maturo dei suoi 18 anni e ha alle spalle una famiglia per bene. Io sono un amico del padre e gli ho detto cosa pensavo, tanto sulla Juventus quanto sulle altre opportunità. Alla fine la scelta è stata loro. Alajbegovic è cresciuto in Germania ed è decollato in Austria, al Salisburgo, però ha sempre avuto un occhio di riguardo per la Serie A. E la Juve è sempre la Juve".

LE PAROLE DI PJANIC - Questi, invece, i consigli dati da Pjanic al giovane connazionale: "Gli ho detto di pensare solo a mettersi le scarpe, ascoltare Spalletti e divertirsi. Come ho detto a Kerim: la Juve è una famiglia e ti mette a disposizione tutto, tu devi pensare al campo e a migliorarti con umiltà. Avrà degli alti e bassi, ma ci saremo noi e il club a sostenerlo nei momenti duri. Anche io ho faticato all’inizio. Alla Juve avverti la responsabilità dei campioni che hanno indossato quella maglia. Adesso l’importante è che Kerim conosca bene i compagni e impari in fretta l’italiano, ma noi siamo abbastanza bravi con le lingue".

Sulle caratteristiche tecniche di Alajbegovic invece: "Cosa mi ha colpito di lui? Il mix di spensieratezza e freddezza: con Kerim succede sempre qualcosa. È giovane e deve crescere in tutto, senza montarsi la testa. Ho un debole per il suo tiro, secco e preciso. Se vede la porta, non ci pensa due volte. E spesso fa male: o segna o crea scompiglio. È un giocatore offensivo, che sa svariare su tutto il fronte d’attacco. Spalletti troverà il modo per impiegarlo al meglio. Sono stato allenato sei mesi a Roma da Luciano e la considero una gran fortuna: è straordinario. Per un giovane di talento come Kerim è un dono avere un maestro così". Infine, sulll'intesa che potrà crearsi con Yildiz: "Parlano la stessa lingua calcistica: i giocatori di qualità si trovano con naturalezza. Ripeto: Spalletti è super e valorizzerà tutti al meglio, lo ha sempre fatto nella sua carriera. Sono contento che Alajbegovic sia allenato da Luciano. Erano interessati anche altri bravissimi tecnici che io conosco bene".