Juventus, Spalletti: "Dobbiamo avere più voglia degli altri e riconquistare il rispetto che ci hanno tolto"
Dopo il ko con il Genoa la Juventus ha voglia di riscatto e proverà a guadagnare i tre punti contro il Napoli. Una sfida dai mielle volti, piena di vecchie conoscenze a partire dai due allenatori. Dopo le parole di Allegri (VEDI QUI), ora tocca a Luciano Spalletti presentare il match alla vigilia della super sfida della domenica sera.
LA CONFERENZA STAMPA - Domani si festeggerà anche il compleanno del club bianconero e quale messaggio vuole mandare Spalletti alla Juve? L'allenatore ha spiegato: "Le auguro di vedere i pensieri dei suoi tifosi, di vedere una squadra che raccoglie tutte quelel cose che i tifosi meritano di avere a disposizione e che ha più voglia degli altri. C'è solo una strada per vincere le partite: avere più voglia degli altri".
Non manca un commento sul momento del club, a un anno dal suo arrivo in bianconero: "Mi resta tutto quello che è stato fatto, attualmente non ci vede soddisfatti. Ci sono successe delle cose che hanno creato difficoltà e voglio ribaltare questo momento. Io e la squadra vogliamo rimettere sulla carreggiata la Juventus perché viviamo e lavoriamo per questo. Bisogna riconquistare il rispetto che ci hanno tolto, nasce da una convinzione prima di tutto mentale senza andarlo a chidere a qualcuno. Voglio succeda questo".
SUL RITIRO - "Resto dell'idea che se le cose vanno bene può diventare un limite, se invece non funzionano è un'occasione per stare più uniti. Quando le cose in genere non vanno bene, preferisco stare a casa con i miei cani o fare delle cene con persone che so che non mi volteranno mai le spalle. In questo momento è uguale, i giocatori di questa squadra si vogliono bene e il ritiro può essere una soluzione per un maggiore coinvolgimento emotivo, è una preghiera con te stesso e con chi ti sta vicino per ritrovare il rispetto", ha aggiunto sul ritiro.
E sull''intervento di Carnevali con la squadra ha commentato: "Dal mio punto di vista è stato perfetto, è stato chiarissimo e ha toccato tutte le corde giuste con tutte le componenti coinvolte".
Senza tanti giri di parole, l'allenatore bianconero ha rivelato: "Da un punto di vista mio non ho bisogno di tante cose o di essere ovattato, avere frasi o discorsi. Sono abituato a tanti momenti vissuti nella mia carriera carichi di incredibili difficoltà. Quindi non ho bisogno di niente se non una reazione della squadra, che devo riuscire a fargli trovare. Non chiedo cose impossibili ai ragazzi ma cose che hanno nelle loro corde e possibilità. Ho voglia di vincere le partite. Se qualcuno pensa che abbassi o arretri di un pezzettino a quello che deve essere il mio lavoro, obbligo e ricerca, gli conviene cominciare ad aspettarsi qualcosa di diverso, qualsiasi siano i risultati da qui in avanti".
SULLA SFIDA - "Mi farebbe piacere avere Max nella panchina vicina. Dopo la partita lo andrò a cercare per abbracciarlo perché è un grande amico e allenatore. Ci vuole qualcosa che sia infrangibile", ha aggiunto su Allegri. E sulla sfida ha spiegato: "Bisognerà avere equilibrio dinamico in campo. Non ci sarà tempo per le riunioni di squadra, per capire in quale zona di campo si potrà far male e in quale invece ci sarà da soffrire".
Ha detto che De Rossi era il suo braccio armato in campo. Chi può esserlo in questa Juve? L'allenatore non ha dubbi: "La risposta è molto facile. Locatelli è un esecutore perfetto, anche se al momento non ce l'ho. Ce ne sono altri però, anche McKennie guarda le cose come le guardo io. Ora devo fare delle scelte sul 50% della squadra, ma anche tra gli indisponibili ce ne sono molti. Sotto questo aspetto, siamo messi bene".