"La sua grande arte ha prevaricato tutto il resto": Maurizio Mastrini omaggia Maradona con il singolo 'El Toque'
Un tocco. Che sia al pianoforte o a un pallone, è sempre arte. Musica e calcio, due mondi lontani ma anche tanto vicini. Arte riconosce arte, del resto. E tra creativi ci si intende. E ci si identifica. Così, nel giorno in cui avrebbe compiuto 66 anni, Diego Armando Maradona rivive nelle note di "El Toque", una composizione al pianoforte del Maestro Maurizio Mastrini, in cui il legame tra musica e calcio prende vita. Un tocco dopo l'altro. Quattordici album, oltre 1000 sold out e concerti alla Carnegie Hall di New York e all'Arena di Tokyo, ora l'artista omaggia il mito: "Maradona era arte".
EL TOQUE: MARADONA RIVIDE AL PIANOFORTE - Per Maurizio Mastrini, Diego Armando Maradona era un genio e un creativo. Ma anche un artista. "Quando aveva il pallone tra i piedi non sapevi mai cosa sarebbe accaduto. Era imprevedibile e sorprendente. Ogni movimento poteva diventare un'invenzione. Ogni giocata era un'opera d'arte. È questo che mi ha sempre affascinato: la capacità del talento di creare qualcosa che un istante prima non esisteva", ha raccontato a GianlucaDiMarzio.com. Un legame nato a Napoli e consolidatosi nel tempo. E le fragilità dell'uomo vengono messe in secondo piano dalla grandezza del genio. "Ho studiato a Napoli e ho un legame fortissimo con la città. Dopo il padre nostro e l’Ave Maria, recitano la preghiera a Maradona. Sono cresciuto così. Per le mie qualità musicali, mi chiamavano e mi chiamano 'il Maradona del Pianoforte'. Mi piace tantissimo perché lo associo alla mia creatività, al mio modo di suonare e al mio modo di essere artista. La mia stima per Maradona, per l’uomo con le sue debolezze, quelle per me non esistono. La sua grande arte ha prevaricato tutto il resto". E poi ha aggiunto: "Sono legatissimo al mondo del calcio, sono un super tifoso del Perugia. Per me il calcio è stato sempre una forma di distrazione dallo studio musicale. La partita domenicale era un premio nella mia famiglia: tutti andavamo allo stadio. Da quando avevo cinque anni, entrare al 'Renato Curi' era una grande festa e un premio agli sforzi del quotidiano".
MARADONA E LA MUSICA - Estro e creatività, ma non solo: Mastrini e Maradona condividono anche il giorno di nascita, proprio il 30 ottobre. "Diego era unico e irripetibile. Il mio brano è un piccolo gesto per onorare un mito immenso". Il Maestro non ha dubbi: anche al piano Diego sarebbe stato fenomenale. "Uno dei più grandi sicuramente. Sarebbe potuto essere un Stefano Bollani, Svjatoslav Teofilovič Richter o un Arthur Rubinstein". E così 'El Toque' è anche il punto di incontro tra l'arte di un pianoforte e quella che veniva disegnata in campo dal compianto argentino. Maradona rivive nella musica, un tocco dopo l'altro. In una musicalità eterna e perpetua. Come la grandezza di Diego, esaltata dalle note di un pianoforte in cui il talento precede il pensiero.