Napoli, Allegri avverte: "Danno la Juve per morta, ma non ci credo"

Napoli, Allegri avverte: "Danno la Juve per morta, ma non ci credo"
Oggi alle 12:43News Calcio
di Mattia Picchialepri
Massimiliano Allegri presenta in conferenza stampa la partita tra il suo Napoli e la Juventus, in programma domenica 1 novembre all'Allianz Stadium

Vigilia dal sapore speciale per Massimiliano Allegri. L'allenatore del Napoli presenta in conferenza stampa l'attesissima sfida contro il suo passato, la Juventus, crocevia fondamentale della decima giornata di Serie A in programma domenica 1° novembre alle 20:45 all'Allianz Stadium. Gli azzurri sbarcano a Torino a caccia di continuità, forti del successo conquistato nel turno infrasettimanale sul campo del Monza. Di seguito, tutte le dichiarazioni del tecnico partenopeo in vista del big match.

IL RITORNO A TORINO E L'INSIDIA BIANCONERA - Impossibile non partire dalle emozioni di un incrocio che non sarà mai banale: "A Torino ho trascorso dieci anni indimenticabili, praticamente la metà del mio percorso in Serie A, e lì vive ancora mio figlio", ha esordito Allegri. "Tuttavia, domani sarà prima di tutto uno scontro diretto cruciale tra due formazioni che hanno bisogno di recuperare terreno in classifica". Poi, l'allenatore ha voluto alzare la guardia sulle reali condizioni degli avversari: "Sento dire spesso dai media che la Juve è ormai finita, ma è un grandissimo errore pensare una cosa del genere: i bianconeri non muoiono quasi mai e nei momenti di difficoltà sanno sempre come compattarsi. Li troveremo feriti e molto arrabbiati, sono stati costruiti per entrare nelle prime quattro. Servirà un grandissimo equilibrio".

GLI OBIETTIVI E IL CALORE DEI TIFOSI - La piazza aspetta con trepidazione il fischio d'inizio: "Passeggiando per la città ho percepito chiaramente l'attesa dei tifosi e li capisco", ha ammesso l'allenatore. "Tuttavia, limitare la nostra intera stagione a una singola sfida sarebbe riduttivo. Dobbiamo puntare alle prime quattro posizioni e andare avanti sia in Champions che in Coppa Italia. Accontentarci di festeggiare una vittoria in un big match non ci permetterebbe di fare veri passi in avanti". Per sfatare il tabù degli scontri diretti serviranno accorgimenti tattici: "Non c'è una nuova filosofia, ma nelle ultime uscite, pur segnando tanto, abbiamo concesso troppo. Ci è mancato qualcosa in fase difensiva: dobbiamo essere molto più lucidi sia quando abbiamo il pallone tra i piedi, sia quando dobbiamo difenderci".

LE SCELTE DI FORMAZIONE E L'INFERMERIA - Il nodo principale riguarda la sostituzione dell'infortunato Lobotka in mezzo al campo: "Per rimpiazzarlo abbiamo diverse opzioni sul tavolo", ha spiegato Allegri. "Potrebbe toccare a De Bruyne, oppure a Gilmour che per caratteristiche è il suo alter ego naturale. Non escludo nemmeno di passare a un centrocampo con due mediani". Qualche dubbio anche per quanto riguarda l'undici titolare, condizionato dai malanni di stagione: "Sia Rrahmani che Anguissa sono stati frenati dall'influenza in questi giorni. Ieri il centrocampista stava un po' meglio, ma li valuteremo: se si sentiranno pronti, scenderanno in campo. Le buone notizie arriveranno dopo la sosta, quando riavremo finalmente a disposizione anche Spinazzola, Neres e Favasuli".