Handanovic: "Sogno di allenare l'Inter. Tra i pali Maignan è una certezza, Martinez lo sarà"
Samir Handanovic, il portiere con più presenze nella storia dell'Inter, ha tracciato un lungo bilancio sul suo passato, sul presente nerazzurro e sulle sue ambizioni future in una lunga intervista concessa a La Repubblica. Dalla sfida tra i pali nell'imminente Derby fino al sogno di sedersi, un giorno, sulla panchina a cui ha dedicato gran parte della sua carriera.
IL DERBY E LA SFIDA TRA I PALI - Sfogliando l'album dei ricordi, lo sloveno torna al suo primo Derby del 2012 ("Per me era tutto nuovo: le coreografie, l'atmosfera, San Siro che impazzisce") e fissa il punto sui portieri di oggi, confrontando Maignan e Josep Martinez: "Mike è una certezza, Pepo ha tutto da dimostrare. Ha tanti occhi puntati su di lui e un'eredità pesante da gestire. In porta ogni errore finisce sotto la lente d'ingrandimento, la differenza la fa il carattere". Promossa anche la gestione delle gerarchie da parte di Cristian Chivu: "La concorrenza con Provedel è sana. Chivu li ha gestiti benissimo, con grande sensibilità, dando fiducia a Martinez anche nei momenti complicati e concedendo a Provedel la sua occasione al momento giusto".
IL RETROSCENA E IL FUTURO DA ALLENATORE - Dopo aver appeso i guantoni al chiodo per la mancanza di "fuoco dentro", Handanovic è stato vicino a un'ultima avventura in Premier League: "De Zerbi mi voleva al Brighton. Mi sarebbe piaciuto vederlo lavorare da vicino, anche come secondo portiere. Ci furono contatti anche con la Fiorentina di Italiano, ma niente".
Ora la sua strada è in panchina, dopo la separazione estiva dal club nerazzurro: "Dovevo prendere la Primavera, ma non ci siamo trovati d'accordo su alcune cose, compreso il rapporto con l'Under 23, e ci siamo lasciati senza polemiche. Voglio seguire la mia strada, incidere e decidere. Ora sono pronto per una prima squadra". E sul traguardo finale non ha dubbi: "Il mio sogno è guidare l'Inter. Ma una cosa alla volta. Intanto studio i club che mi piacciono come il Como di Fabregas e il Barcellona. Mi piace raggiungere i risultati attraverso il gioco".
I MAESTRI E LA FASCIA DI CAPITANO - Tra gli allenatori avuti in carriera, Handanovic incorona due ex nerazzurri: "Spalletti mi chiedeva di essere l'uomo in più nella costruzione. Da Conte ho imparato la mentalità vincente, che coinvolge tutto il club. L'asticella si alza per tutti". Chiusura dedicata al peso di essere capitano a San Siro: "La fascia toglie energie al campo. Devi essere un esempio in tutto: come ti presenti, come ti alleni, il comportamento, persino i vestiti. Lautaro? Possono dirlo solo i suoi compagni che capitano è. Quello che dicono gli altri sono chiacchiere".