Juventus, Spalletti: "Ora non possiamo lottare per lo Scudetto. Mi ha fatto piacere vedere Allegri"
La Juventus si fa il miglior regalo di compleanno possibile: i bianconeri infliggono dure reti al Napoli che valgono la vittoria. All'Allianz Stadium ci pensano Alajbegović e Boga a regalare i tre punti al club. Al termine della sfida, Luciano Spalletti a DAZN ha commentato la prestazione dei suoi ragazzi: "Il mio staff soffre insieme a me, sono qui a lavorare sempre con me. Io sono il porimo ad arrivare e l'ultimo ad andare via. Stasera i meriti vanno attribuiti alla squadra. I ragazzi sono riusciti a prendersi la volontà di fare il primo passo, guadagnare metri e nel secondo tempo ci sono riusciti. Stasera si sono rimeritati la vittoria e un po' di stima di quella che meritano. Siamo in 13: Sarr stasera c'era ma non poteva giocare. Datemi i modi per essere a quel livello: ora non c'è modo per essere paragonati a nessuno. Se non riprendiamo altri calciatori rischiamo di rimanere in difficoltà. Se si dice che la Juventus debba vincere lo Scudetto, si mente. Abbiamo tutta la squadra fuori".
E tornando sui discorsi della dirigenza ha rivelato: "Il discorso più importante l'ha fatto Carnevali perché non sono abituati a sentire quei discorsi. Quello crea attenzione e dover assorbire cosa dice perché è la prima volta che lo fa. Noi che ci siamo tutti i giorni insieme possiamo solo stargli vicino perché entrano poi in un malessere di autostima e difficoltà che non gli fa bene".
ALLEGRI - "Ho abbracciato Allegri nel post partita. Per me è un piacere vederlo, non è vero che con lui non parlo e che ci stiamo antipatici. Abbiamo fatto viaggi insieme, abbiamo amici in comune, è stato due giorni a casa mia".
Kolo Muani èstato accolto dai fischi alla sua uscita: "Serve che reagisca. Secondo me ha giocato una buona partita, l'ho tolto per metterne uno fresco, non perché ha preso un voto insfficiente. Non sono preoccupato".
LE PAROLE DI SPALLETTI - E poi un messaggio ai tifosi: "So qual è il gioco delle pressioni da mettere etc. Stasera ho dovuto togliere McKennie perché aveva la febbre. Sono state obbligatorie le sostituzioni in vista anche di giovedì. Ci siamo resi conto che è un momento che dobbiamo gestire così. Ora dobbiamo essere una squadra unita con uno stadio che lotta al fianco del club e deve tornare a essere il nostro fortino. Abbiamo bisogno del nostro pubblico e stasera dobbiamo ringraziarli", ha spiegato l'allenatore bianconero.
Sulla partita: "Appena siamo entrati in campo il Napoli ci ha creato dei problemi. Vicario ha fatto una grande parata. È stata una partita sotto livello per tutte e due, poi nel secondo tempo siamo stati migliori. Di Lorenzo quando spinge è il numero uno del ruolo, e da quando è uscito Alajbegović è potuto rimanere più avanti".