Juventus Women, Lenzini: “Senatrice? Probabilmente sì. Scalare gerarchie mi inorgoglisce”
“Senatrice? Probabilmente lo sono diventata con il tempo perché ho avuto la fortuna di essere guidata da chi è stato qui prima di me. Con la partenza di Barbara (Bonansea, ndr) posso unirmi di più a Cecilia (Salvai, ndr) e Martina (Rosucci, ndr) perché sono sempre state qui e sanno cosa vuol dire. Questo fatto di scalare gerarchie mi inorgoglisce sempre”, esordisce così Martina Lenzini in conferenza stampa alla vigilia della finale di Women's Cup parlando del suo ruolo all’interno del gruppo. E sarà ancora una volta Juventus Women contro Roma, per le veterane bianconere ormai diventato un Clásico.
Una sfida che ormai conosce bene e anche questa volta ci sarà da combattere fino alla fine: “Mi aspetto che sia combattuta. Di vantaggi o svantaggi non credo ce ne siano. Le finali sono sempre imprevedibili. Avendo già giocato altre finali noi abbiamo un pochino di esperienza in più ma anche la Roma ha grande esperienza. È sempre una partita aperta. Dobbiamo giocarcela fino alla fine. Questo oltre a essere un motto è una filosofia che cerchiamo di trasmettere anche alle più giovani”.
LE SENSAZIONI - “Non direi senso di rivalsa perché per ora siamo le detentrici del trofeo, la Juve va lì per vincere. Bisogna vincere per il club, la società e per tutti quelli che lavorano in Juventus. Potrebbe dare subito un premio per tutto il lavoro fatto in questi mesi, sarebbe una gratificazione per il lavoro fatto e sarebbe anche un punto di partenza”, ha spiegato soffermandosi sulle emozioni per questa finale.
Molto importanti i dettagli tecnici, ma l’aspetto mentale giocherà la sua parte: “Ogni finale ovviamente porta un po' di brivido, chiamiamolo così, però abbiamo anche un senso di responsabilità e tutte noi penso che abbiamo anche un senso di felicità ad avere la possibilità di giocare una finale. Ovviamente, i dettagli fanno la differenza e il mister con tutto lo staff ci hanno preparato su tutto già da inizio settimana. Facciamo meeting per capire ancora di più quello che dobbiamo andare a fare e soprattutto per riuscire a portare il nostro gioco”, ha concluso.