L'Iran sbarca a Los Angeles per l'esordio ai Mondiali, il CT Ghalenoei: "Siamo qui per giocare a calcio"
La Nazionale iraniana è atterrata a Los Angeles alla vigilia del proprio debutto ai Mondiali 2026, previsto per le 03:00 di martedì 16 giugno (ora italiana) contro la Nuova Zelanda. La squadra è giunta in California a bordo di un volo proveniente da Tijuana, città di confine messicana scelta come base per il ritiro dopo la rinuncia forzata alla sede originaria di Tucson, in Arizona. Un arrivo che si inserisce in un quadro geopolitico inevitabilmente complesso, sullo sfondo delle recenti tensioni tra Washington e Teheran e del recente annuncio di una potenziale tregua diplomatica.
IL CLIMA E IL MESSAGGIO DI TAREMI - Una volta giunta negli Stati Uniti, la delegazione asiatica ha ottemperato agli obblighi mediatici previsti dalla FIFA presso il Los Angeles Stadium. Tra i protagonisti della conferenza stampa c'è stato l'ex attaccante dell'Inter Mehdi Taremi, che ha affrontato lucidamente la situazione ambientale e le difficoltà organizzative vissute nelle ultime settimane: "All'arrivo abbiamo avvertito molta tensione intorno alla nostra Nazionale. È una situazione che non ha colpito soltanto l'Iran e non soltanto i giocatori, ma anche gli arbitri. Molti Paesi hanno avuto problemi con i visti. Questa tensione mina il messaggio della FIFA, che dovrebbe invece promuovere pace e gioia."
LE PAROLE DEL CT - L'esordio dell'Iran avverrà in un contesto demografico molto particolare: l'area di Los Angeles ospita infatti la più grande comunità di esuli iraniani al mondo, stimata in oltre 500.000 persone. Un elemento che aggiunge ulteriore significato alla partita, come evidenziato dal Commissario Tecnico Amir Ghalenoei, il quale ha voluto riportare il focus esclusivamente sul lato sportivo: "Siamo qui per giocare a calcio e per rappresentare, con tutto il rispetto, il popolo iraniano: sia chi vive nel nostro Paese, sia chi fa parte della diaspora. Non siamo persone politiche, il calcio è separato dalla politica".
Il Ct ha poi analizzato le difficoltà logistiche causate dalla recente escalation militare, che ha costretto la squadra a spostare il ritiro in Messico e a variare i piani di volo (la squadra ripartirà da Los Angeles subito dopo la partita): "Il trasferimento ha avuto un impatto logistico - ha spiegato Ghalenoei - avremmo dovuto allenarci due settimane prima, ma siamo arrivati tardi e non abbiamo avuto il tempo di adattarci come avremmo dovuto. Tuttavia, dobbiamo ringraziare il popolo messicano per l'accoglienza. Noi siamo abituati a trasformare le difficoltà in opportunità. Che si vinca o si perda, il calcio deve portare gioia, e il mio compito è stato assicurarmi che i giocatori restassero concentrati sulla strategia per onorare la grande Repubblica iraniana".